Tribunale Milano, imputato spara e uccide quattro persone. L’uomo arrestato dopo fuga in moto

tribunale2Terrore a Palazzo di Giustizia di Milano: un uomo imputato in un processo a suo carico per bancarotta fraudolenta, Claudio ​Giardiello, 57 anni, immobiliarista, originario di Benevento, e residente e Brugherio, nell’hinterland milanese ha ucciso a colpi di pistola tre persone e ne ha ferite altre due. – GUARDA LE FOTO

L’uomo ha sparato in un’aula al terzo piano, durante il suo processo, poi è sceso al secondo piano e ha sparato a un giudice nella sua stanza, uccidendolo. Il magistrato ucciso è il giudice della seconda sezione fallimentare del Tribunale di Milano Fernando Ciampi. L’avvocato, colpito in aula durante l’udienza, è Lorenzo Alberto Claris Appiani. La terza vittima è Giorgio Erba, che sarebbe un coimputato di Giardiello. Ferito anche Davide Limongelli, socio di Giardiello nella società Magenta Immobiliare di Milano – dichiarata fallita il 13 marzo del 2008 – presente in aula a sua volta come coimputato.

L’uomo dopo la strage è rimasto a lungo all’interno del Palazzo Giustizia, che è stato evacuato. Giardiello è riuscito a far perdere le sue tracce e a fuggire in moto ma è stato arrestato dai carabinieri della compagnia di Monza. «Catturato a Vimercate il presunto assassino di Milano. Ora si trova in caserma dei Carabinieri», ha poi annunciato su Twitter il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, che oggi era a Milano per partecipare ad una riunione del Comitato per la Sicurezza.

«Ero al terzo piano nel corridoio dove si affaccia l’aula, ho sentito cinque spari, c’è stato un fuggi fuggi generale. Sono sceso al secondo piano, dove c’è la stanza del giudice, e l’ho visto morto», ha raccontato l’avvocato Giancarlo Longo.

Ciampi era citato come teste al suo processo perché aveva emesso una sentenza di fallimento di una società collegata a quella dello sparatore. È stato raggiunto da Giardiello nella sua stanza al secondo piano del palazzo di giustizia, lato su via San Barnaba, dopo che il 46enne aveva già sparato nell’aula della seconda sezione penale al terzo piano del tribunale.

«Ho visto colpire delle persone. Ho visto morire un testimone davanti a me». Sono le uniche parole del pm di Milano Luigi Orsi, che oggi si trovava in udienza quando Giardiello ha sparato. Orsi, uno dei sostituti procuratori più stimati della Procura di Milano esperto in reati economico-finanziari, ha spiegato di essersi spaventato ma che ora sta bene.

«Abbiamo sentito delle urla arrivare dall’atrio della Corte d’Appello dove eravamo, poi alcuni poliziotti in borghese ci hanno detto di uscire in corridoio dove siamo rimasti per un’ora e mezza prima di poter uscire» dal palazzo. Questo il racconto di uno degli avvocati che questa mattina si trovava in tribunale.

«Non so nulla ma certo dovrebbe essere impossibile entrare in un Tribunale e sparare. Ho saputo dell’uccisione di un collega, una cosa che mi sconvolge», ha commentato il presidente dell’autorità Anticorruzione Raffaele Cantone. L’ex magistrato Gherardo Colombo, che ha trascorso l’intera sua carriera a Palazzo di Giustizia di Milano, si è detto «frastornato e sconvolto». «Non dico che vi sia una correlazione diretta, ma vi è un clima contro la magistratura che certamente non contribuisce».

Secondo quanto comunicato dal 118, il corpo della terza vittima non presenta segni di ferite di arma da fuoco ed è stato trovato sulle scale. L’ipotesi, che al momento non è possibile accertare con sicurezza è che possa avere avuto un infarto per la concitazione dovuta alla sparatoria.

La sezione fallimentare del tribunale di Milano è la più importante d’Italia. Il giudice Ciampi nel 2009 era stato chiamato a guidare la sezione ad interim. Ciampi aveva fama di intransigente.

«Ho sentito degli spari e ho visto un uomo con una gamba insanguinata, ho avuto paura e sono scappato»: lo ha raccontato un testimone, che si trovava nel palazzo di giustizia di Milano quando è avvenuta la sparatoria. Diverse persone hanno sentito il rumore degli spari e sono fuggite dai corridoi e si sono dirette verso l’uscite dell’edificio. Il palazzo è stato evacuato.

«Ho visto lo sparatore accucciato dietro a una panca al secondo piano dopo la sparatoria», ha dichiarato una dipendente del palazzo di giustizia.

Uno dei feriti, colpito da due proiettili, alla coscia destra e al piede sinistro, è stato soccorso da un avvocato, Massimo Zappaterra. «Ho visto questa persona che sanguinava e l’ho soccorso. Aveva due ferite, una al piede sinistro, dove il proiettile era uscito, e una alla coscia destra. Sono stato con lui – spiega – finché è arrivata l’ambulanza, mezz’ora dopo. Era sotto choc, uno dei creditori nel processo per bancarotta che si stava svolgendo. Credo sia stato colpito mentre scappava».

«È una persona che si presentava molto bene, dopo di che aveva tratti di aggressività inquietante, scatti d’ira, elementi paranoici, per cui abbiamo concluso il rapporto». Lo ha dichiarato l’avvocato Valerio Maraniello che in passato ha difeso Claudio Giardiello. «Ho lavorato con lui fino a 2 o 3 anni fa. Insieme a Claris Appiani stavamo gestendo una transazione relativa alla sua società e i rapporti non erano chiari. Era paranoico, convinto sempre che qualcuno volesse fregarlo, invece di affidarsi a professionisti».

Dopo la sparatoria, come misura preventiva, tutti i magistrati milanesi presenti a Palazzo di Giustizia, sono stati invitati a rimanere chiusi nei loro uffici. Nel caos e nella confusione, non avendo più notizie dell’uomo che aveva sparato, è sembrato opportuno invitare tutti i togati presenti ad adottare almeno la precauzione di non girare nei corridoi della cittadella giudiziaria. Intanto il vicepresidente del Csm Giovanni Legnini ha annunciato delle iniziative nelle prossime ore. «Sono in contatto con il Presidente della Repubblica, con i Capi degli Uffici Giudiziari di Milano e con i Consiglieri con i quali tra poco ci riuniremo per decidere sulle iniziative che l’Organo di governo autonomo della magistratura intraprenderà», ha spiegato.

Fuori dal Palazzo di giustizia dopo gli spari si sono radunate centinaia di persone, tra dipendenti e persone impegnate in processi. «Appena ho sentito gli spari – ha detto una impiegata 40enne – e ho visto la gente fuggire mi sono chiusa all’interno della Cancelleria. Ho avuto tanta paura e ho cercato di lasciare al più presto il palazzo».

«Mi sembra incredibile quello che è successo», ha detto ai cronisti all’esterno del Palazzo di Giustizia un uomo di circa 50 anni che era all’interno nel momento degli spari. «Non è possibile – ha aggiunto – che una persona possa entrare armata in un tribunale soprattutto in un periodo in cui i controlli dovrebbero essere più forti».

Foto e fonte Il Messaggero

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1 Comment

  • Monica Cappellini Reply

    10 aprile 2015 at 6:08 am

    Dopo venti anni di tribunale non mi stupisco di questa reazione: giudici oberati da cause assurde; passaggi da un giudice ad un altro dunque ancor meno comprensione delle situazioni da “giudicare”; periti da buttare nei cassonetti , non super partes ma di parte dove vi è convenienza; fascicoli che appaiono e scompaiono; avvocati al 70% scarsi per non dire totalmente impreparati che si arrichiscono su miserie terzi. La giustizia esiste Ma gli uomini che corrono senza riflettere non la metteranno mai a posto.
    Percio’ non mi dispiace il fatto e che sia da paradigma per tanti.
    Mi spiace solo per chi l’ha compiuto; ma da quanto ho inteso poco aveva da sperare. Percio’ non dite che è un gesto di un folle ma di una pERSNA ESASPERATA

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