Un Salvini in giacca e cravatta applaudito a Cernobbio

Immagine 2“Visto l’applauso che ha preso il mio compagno di partito (Maroni, ndr) potrei anche non intervenire, così domani i giornali scrivono che la Lega si alza da Cernobbio super applaudita, perché anche questa è la Lega, come lo è quella dei 300 sindaci (compresi i primi sindaci del Sud), quella di Luca Zaia confermato con 50%”. Con questa battuta inizia l’intervento di dieci minuti del leader della Lega Nord, Matteo Salvini, che per l’occasione indossa giacca e cravatta: niente felpe con scritto “Cernobbio” , niente magliette con ruspe in azione.
Proprio sulle ruspe chiarisce subito: “Non contiamo certo di arrivare al governo parlando di ruspe nei campi rom. Non è quello l’unico e principale problema italiano, altrimenti non sarei qui a parlare con voi”.
Legge poi all’attenta platea del Forum Ambrosetti di Cernobbio alcune frasi “di qualcuno più importante di me”; sono frasi pronunciate tre anni fa dall’allora sindaco di Firenze e attuale Premier Matteo Renzi, frasi che Salvini afferma di condividere.
“Lo stato mette a dieta i comuni e lui ingrassa, il patto di stabilità interno è un patto di “stupidità”, che strangola famiglie e aziende. Le ditte chiudono e gli imprenditori si suicidano, se le aziende non pagano l’IVA arriva Equitalia, se è lo Stato a non pagare non succede niente(…), sono pronto alla rivoluzione contro quelli che salvano le banche, banche che poi non aiutano il sistema. E’ una vergogna che ci siano nelle casse dei comuni 11 miliardi di euro che non possiamo toccare” (Renzi, 2012)
Il leader del Carroccio spiega come quegli 11 miliardi fermi nei Comuni nel 2012, oggi siano diventati 20, come vadano sbloccati “anche se qualcuno a Bruxelles potrebbe arricciare il naso” e, pur riconoscendo le responsabilità e gli errori anche dei governi di centrodestra, sottolinea come il governo attuale non faccia niente per sbloccare quei soldi.
E’ un Matteo Salvini sereno, razionale. Sembra quasi la versione istituzionale di quello che gira per i Talk indossando sempre una felpa diversa. Afferma di essere intenzionato ad arrivare al governo e di essersi circondato per questo di buoni consiglieri, “persone migliori di me”. Parla poi di semplificazione, dell’assurdità delle sanzioni alla Russia “che penalizzano le nostre imprese”, di tasse, illustrando la sua ricetta economico-fiscale: togliere il tetto dei 1000€ per i contanti, Flat tax con aliquota al 15% studiata con un professore di Stanford, via la tassa sulla prima casa, “una tassa che avevamo tolto noi”.
Matteo Salvini termina il suo intervento, applaudito dalla ristretta platea di Cernobbio, citando la storia del Cav. Catelli, partito da una piccola attività che vendeva termometri e siringhe e arrivato a creare la Chicco Artsana, dichiarando come con il sistema fiscale che c’è oggi in Italia “Catelli al massimo avrebbe aperto una farmacia”.

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1 Comment

  • Monica Cappellini Reply

    8 settembre 2015 at 8:20 am

    concordo con la riflessione circa Artsana ed aggiungo anche che tasse a parte le persone sonon diventate pigre

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