Veltroni cinematografaro. Grazie Walter, tuo Salvatore Buzzi

“La 29 Giugno ha avuto l’onore di essere invitata a partecipare ad un importantissimo evento sul piano politico e culturale: la prima visione, presso l’Auditorium Parco Della Musica di Roma, del film che Walter Veltroni ha dedicato a Berlinguer”. Firmato Salvatore Buzzi, lui, il boss capitolino delle cooperative rosse, coccolato dagli ambienti romani di sinistra, in particolare radical chic. Era il maggio 2014, quando la tempesta di Mafia Capitale sembrava lontana, con Buzzi che dal suo magazine dispensava lezioni di morale. Fuffa e retorica. La solita fuffa in sugo di sinistra con tocchetti di banalità.

A Roma, il 20 marzo 2014, all’Auditorium Parco della Musica, il mondo vip capitolino e non solo capitolino – politici, ministri, sottosegretari, giornalisti, registi, attori, attrici, sindacalisti, premier defenestrati, come Enrico Letta – era ad applaudire Walter, gongolante fra Giorgio Napolitano e compagni di spartizione di potere. Un mondo compatto, quello degli amici e degli amici degli amici. Fra gli amici, la Cooperativa 29 Giugno di Salvatore Buzzi: “Un’occasione di riflessione sul passato e sul futuro dell’Italia” così, ancora, Buzzi nel suo editoriale “attraverso la vita e l’opera del più importante segretario del Partito Comunista Italiano, alla quale ha partecipato il Presidente Giorgio Napolitano oltre ad autorevoli esponenti del mondo della politica e della cultura. L’occasione anche per la nostra cooperativa per rivedere e salutare Veltroni che da sindaco di Roma ha condiviso parte delle nostre fatiche e del nostro cammino”.

Grazie, Walter, per l’invito. Un invito da sbandierare ai quattro venti. Nel magazine ecco allora l’articolo strappalacrime di Alessia Volpicelli, titolo “Quando c’era Berlinguer”, sottotitolo “La 29 Giugno ha avuto l’onore di partecipare alla visione della prima del film di Walter Veltroni su Enrico Berlinguer”.

Perché fu invitata la Cooperativa 29 Giugno all’anteprima vip del film-documentario su Berlinguer? Nel frattempo il buon Walter, lui ch’era stato ministro dei Beni Culturali, s’era dato da fare con il suo ex ministero, partendo alla conquista del bollino di qualità, un po’ come si fa con le banane. Il 10 dicembre 2013 dalla Commissione per la Cinematografia era infatti arrivato il riconoscimento di interesse culturale con istanza presentata il 25 settembre di quell’anno. Ministro era Massimo Bray, dalemiano e già direttore della Fondazione Italianieuropei di Massimo D’Alema, mentre a Palazzo Chigi c’era Enrico Letta. Sempre in quella sessione fu conferito il riconoscimento di interesse culturale ad “Arance e Martello” di Diego Bianchi – in arte Zoro, di simpatie Pd, collaboratore su Rai3 e La7 di Serena Dandini – pellicola Fandango-Rai Cinema su un torrido agosto romano, dove, dopo la chiusura da parte della giunta comunale del mercato rionale i commercianti occupano la sede del Pd di zona. Viva le pellicole rosse! Né è un caso che in quella stessa riunione la Commissione scartò, bollandolo come retorico, il film di Ugo Frosi sul filosofo Giovanni Gentile, ucciso il 15 aprile 1944 dal Gruppo di Azione Patriottica guidato da Bruno Fanciullacci.

Al governo c’è ora Renzi, al ministero dei Beni Culturali c’è Dario Franceschini, è il 24 novembre 2014 e la Sezione consultiva per i film della Commissione per la Cinematografia – dove s’annidano dirigenti, piccoli produttori, critici con trascorsi in quotidiani falce e martello, festivalieri, tutti di colore rosso – concede al film-documentario di Veltroni l’attestazione di eccellenza a film già qualificato d’essai. È il 24 aprile 2015 e gli amici concedono a “I bambini sanno”, sempre di Veltroni, e a “La trattativa” di Sabina Guzzanti la qualifica di film d’essai.

Chissà, Buzzi, la nostalgia, lui che solo un anno prima faceva parte del giro dell’ambiente romano rosso e cinematografaro. Un ambiente che a sinistra non tutti amano. “Gentile Veltroni” così una voce critica, giorni fa “a un certo punto testuali sue parole scrive ‘la sinistra migliore ha combattuto per una società aperta, inclusiva, perché a tutti fossero date pari opportunità nella vita di mostrare talento e capacità…(sic)’. Bella faccia tosta ci vuole a dire questo! Ma lei sa quanti giovani registi molto più bravi di lei… eppure si spaccano e non riescono a entrare nel cerchio magico a cui lei appartiene? Il suo documentario su Berlinguer era fatto malissimo eppure lei ha trovato un distributore, in tutta Italia 300 copie, eppure lei ha trovato chi l’ha finanziato (SKY) e pure prontamente RAI3 che l’ha mandato in onda… insomma per lei è facile pontificare! Ma lei è uno nato unto dal Signore, gli altri sono feccia e che si arrangino: lei si chiama Walter Veltroni”.

Il cerchio magico di Walter, quello di cui Buzzi si gloriò di far parte. Inviti manent, verba volant, ma anche no.

11844254_10207674344366717_931229828_n

Commenta con il tuo account social

2 Comments

  • Ben Reply

    3 agosto 2015 at 11:14 am

    I COMUNISTI BUONI SONO QUELLI SEPOLTI SOTTO 2…..ANZI…4 METRI DI TERRA…QUELLI IN SUPERFICIE…..HEHEHEHE..FATE VOI!!

  • attilio raffaghello Reply

    20 agosto 2015 at 8:50 am

    E’ una vita che rompe i cog…..ni con tutta la sua combricola di sinistrorsi, umanitari per loro stessi!Gli Italiani da loro non si apsettino niente se non inciuci ed imbrogli.

Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

Seguici

Ogni nuovo post ti verrà inviato alla tua Email

Unisciti agli altri iscritti:

Realizzato da You-Com.it