Veronica, una vita da modella: “Sportive è meglio”

immagineVeronica Maritato potrebbe essere definita in tanti modi: modella, indossatrice, hostess, valletta. In realtà è semplicemente una ragazza che ha realizzato i suoi sogni: ha studiato, vinto borse di studio, lavorato sempre. E, nel tempo libero, ha dato sfogo alla sua passione: le passerelle. Ha esordito presto a miss Italia, aveva solo 14 anni.
Da quel momento, una lunga storia di sfilate, concorsi, apparizioni televisive. E anche qualche segreto.
Un’astigiana doc che ci racconta la sua esperienza nel mondo della moda. Con qualche consiglio per le ragazze che vorrebbero cimentarsi.
La vera bellezza? Quella delle donne sportive, come lei.

Veronica, come sei entrata nel mondo della moda?
A 14 anni è cominciato tutto. Ero Mascotte di miss Italia, non gareggiavo perché non avevo ancora l’età. Proprio quell’anno ho conosciuto Cristina Chiabotto, che poi ha vinto il titolo. All’inizio era diffidente, perché pensava fossi una delle concorrenti in gara. Quando le ho detto che ero solo una mascotte, allora si è “sciolta” e mi ha aiutata.
L’organizzazione di allora mi faceva andare lì per farmi le ossa. Premiavo le ragazze, potevo sfilare anche io pur non essendo in gara. C’erano selezioni in tutto il Piemonte, era il mio sogno. Mia madre, che è sarta, mi aveva preparato anche gli abiti per sfilare. Ma ha anche dovuto “spingermi”, perché avevo paura.

L’esordio a miss Italia così giovane. Non è male…
Sì, di fatto ho esordito come valletta a miss Italia. E ho subito conosciuto la Chiabotto. Poi, l’anno dopo, Edelfa Chiara Masciotta.

Un segno del destino. E quando hai cominciato con i concorsi veri e propri?
A 18 anni ho potuto cominciare a partecipare a quei concorsi che richiedevano di aver compiuto 18 anni nelle finali. Così ho partecipato a Miss Padania e a 22 a La più bella del mondo.

Raccontaci le due esperienze…
A Miss Padania sono arrivata in pre-finale con la fascia di miss Padania Piemonte. La pre-finale era a Galzignano Terme, passavano sulle 20 ragazze che poi avrebbero partecipato all’evento della finalissima trasmesso persino su Canale 5. Ricordo di essermi divertita molto, ci lasciavano fare tutto: giocare a pallavolo, a golf, andare in bicicletta.
A La Più bella del mondo invece mi sono divertita un po’ meno. La finale è stata a Riccione, noi alloggiavamo all’hotel Mediterraneo e la serata della finale è stata presso la discoteca Baia Imperiale di Riccione. L’ambiente era meno sereno. Ci controllavano in continuazione: stavano persino a guardare quello che mangiavamo. Alla fine non è passata nessuna del Piemonte, ma in ogni caso sono arrivata in finale con la fascia Linea Sprint Piemonte.

MIA15 - Nomination

“Linea Sprint”. Rappresentavi un modello di bellezza diverso da quello “mainstream”?
La fascia “linea sprint” premiava il fisico. Io faccio pallavolo, da anni, e in quel periodo praticavo persino kung fu. Sono molto sportiva, se mi dovessi definire in tre parole direi sportiva, solare e dinamica. Lo sport è molto importante nella vita, oltre a farmi star bene e ad aiutarmi a mantenermi in forma, mi permette anche di scaricare la tensione.

È importante che anche nella moda siano prese in considerazione le ragazze sportive, sei d’accordo?
Sì, perché premiare i fisici sportivi dà l’idea che un fisico magrissimo non venga considerato modello di bellezza. Anche una ragazzina più in carne, con muscoli, può piacere. A 14 anni pure io facevo diete, credevo di essere grassa. Probabilmente ero influenzata dal modello di bellezza “anoressico” che veniva inculcato. Poi ho capito che dovevo amare il mio fisico e che era proprio il mio fisico che mi permetteva di stare bene, in salute.

volley 2

E diciamo la verità, agli uomini piacete più toniche e sportive, non magrissime…
Esatto, ma questo non lo capiamo subito. Devono farcelo capire loro. E io fortunatamente l’ho capito, ancora meglio da tre anni a questa parte grazie al mio ragazzo

Cosa consiglieresti alle ragazze che vogliono fare sport e moda?
Proporrei di non buttarsi subito a capofitto nella moda, ma imparare prima una disciplina. Uno sport qualsiasi, provare fino a trovare quello giusto, il tuo. E poi prendersi i propri tempi anche nella moda, senza aver fretta. Io, ad esempio, ho iniziato troppo presto. E a 18 anni ho cominciato a diradare i miei concorsi.

Torniamo a te. A La Più bella del mondo nessuna piemontese con fascia nazionale. E a miss Padania?
A Miss Padania il presentatore era Marco Balestri. Come detto mi sono divertita molto. La sera prima ho ricevuto però una “proposta indecente” da uno dei giudici per essere selezionata nella finalissima. L’ho rifiutata. Ma almeno ho capito meglio come funziona. Sia chiaro non facciamo di tutta l’erba un fascio. Non funziona sempre ed ovunque così, ma può capitare.

Quindi, una delusione a La Più bella del mondo, in cui non ti sei divertita, e un’altra a miss Padania. Perché hai continuato, nonostante tutto?
Mi piaceva quel mondo. Anche se di carattere sono riservata, tutto sommato se devo sfilare divento esibizionista. Mi piace mettere in mostra il mio corpo, anche perché in quel momento so di essere “in servizio”. Se sono al supermercato a fare la spesa, per fare un esempio, non amo molto avere gli occhi addosso. Ma in passerella sì.

Come hai continuato?
Ho partecipato ad un concorso ad Alessandria, Bellezze in Cittadella (ex Un volto per il Turismo). E l’ho vinto io. Poi ho ricevuto una proposta per diventare il volto della linea miss Broadway della ditta Paglieri. Purtroppo ho dovuto rifiutare. Ho sempre cercato di rimanere con i piedi per terra, tant’è che ho continuato a fare sfilate ma non ho più partecipato a concorsi. Come detto, a 18 anni mi sono data una calmata. E poi più andavo avanti e più le cose cambiavano, ho capito che bisognava avere santi in Paradiso o cedere a compromessi alle volte. E non ho mai voluto.

Quindi hai continuato a livello locale. A quali eventi sei più legata?
Sono molto legata a Moda sotto le stelle, che si svolgeva tutti gli anni in piazza Medici qui ad Asti. Ho partecipato fino al 2009. A volte si inserivano le selezioni per miss Italia o Miss Muretto.
Ho sfilato anche al palio di Asti, che è il secondo più famoso d’Italia dopo quello di Siena. Io rappresentavo in corteo il rione Torretta, che è il mio quartiere. Era un corteo lungo circa un chilometro e mezzo, che sfilava in partenza da piazza della Cattedrale con arrivo in piazza Alfieri, dove poi si svolge la corsa del Palio.

in passerella

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Sei molto legata al tuo territorio?
Amo molto la mia città. Avrei potuto anche fare la guida turistica per quanto la conosco bene fra storia e cultura. Ma dal punto di vista della moda, ad Alessandria ho trovato un ambiente più concreto, per cui mi sono dovuto spostare molte volte. Comunque ho lavorato anche come hostess alla fiera di Asti.

Parlaci un po’ di miss Italia, che l’abbiamo trascurata…
Come detto, ho iniziato a 14 anni come mascotte. Facevo l’indossatrice. Così per 4 anni. Ho imparato il mestiere guardando le altre. Quando sono entrata in età da concorso ho lasciato , fino a quest’anno. Ho voluto provare a partecipare, proprio all’ultimo anno possibile: ora ho 25 anni, ed è il limite per partecipare ai concorsi. Ho fatto il casting a Vinovo, vicino a Torino, a marzo. Le selezioni sono state a giugno, ma l’ambiente non mi piaceva più. Una volta le selezioni erano aperte a tutte, adesso si fanno i casting, dopo di chè se passi, le selezioni sono a numero chiuso. Inoltre mi sembra che non ci sia più l’intenzione di valorizzare il concorso. Manca non dico lo sfarzo, ma almeno l’entusiasmo e la voglia di rendere importante miss Italia. Per cui non mi sono più presentata.

Da modella, quali sono state le tue soddisfazioni maggiori?
A 15 anni sono stata modella per Spadafora, un importante orefice calabrese. Ho partecipato ad una serata all’hotel Salera di Asti, c’era l’élite di Asti, tra cui i Ferrero di Alba. Avevo indosso la stessa collana realizzata da Spadafora per Sofia Loren. E poi bracciali, anelli. Gli orecchini non li ho indossati, pesavano troppo. Spadafora ha creato i suoi gioielli oltre che per Sofia Loren, pure per Papa Giovanni Paolo II, che aveva l’esclusiva, e per lady Diana. Puoi capire la mia soddisfazione…

I gioielli del Papa

E in tv?
Ho partecipato a Ciao Darwin 5 e a L’Eredità. Posso dire che Carlo Conti è molto professionale. Con Bonolis e Laurenti invece mi sono divertita molto. L’ambiente era famigliare. La puntata era “Padania contro mezzogiorno”, io ero concorrente e rappresentavo la Padania.

Una puntata che in effetti ricordiamo molto divertente. Anche tu ti sarai divertita come noi…
Tantissimo. Come concorrente ho partecipato al dibattito, era un botta e risposta. Per la verità è stata anche un po’ dura: le riprese sono durate ben 9 ore, dalle 18 alle 3 del mattino se non ricordo male. Bonolis e Laurenti sono come li vediamo in tv. Su Bonolis mi avevano avvisato: “bisogna stare allo scherzo” . E il colloquio per le selezioni a Ciao Darwin 5 l’avevo fatto con l’autore, Federico Moccia…

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Non approfondiamo. Altre apparizioni?
Ho partecipato al videoclip di Don’t let me be misunderstood, di Gabry Ponte e Cristian Marchi. Una cover di una vecchia canzone. Ero andata lì per accompagnare un mio amico, ma poi hanno preso anche me per una piccola parte. Dovevo semplicemente salire su un Hummer-limousine con un cane in braccio. Girato a Torino, ma per me è stato bello vedere le fasi di registrazione.
Poi ho fatto la comparsa a Centovetrine, avevo sempre la parte della cameriera in ristoranti o bar. Si girava a Caluso. E ho fatto anche la comparsa in scene di balli: in una ero l’unica italiana in mezzo a nativi dell’America latina, mi hanno detto che ho sembianze latine per questo mi hanno scelta. Ho dovuto anche recitare in una scena in cui erano rappresentati degli uomini facoltosi con le loro concubine, in un bordello. In quel caso ho dovuto essere molto più osé, anche senza scene di nudo, ma bella esperienza.

Insomma, ti è mancato solo il ruolo di velina…
Esatto, peraltro mi aveva affascinato da piccola. Ma poi ho cambiato idea.

A 25 anni carriera già finita?
Non proprio, continuerò come indossatrice e modella, facendo solo sfilate. Penso che ci sia un tempo per tutto, io ho iniziato troppo presto. Bisogna godersi i 12 anni, i 14 e anche i 16 e poi iniziare. Adesso hanno addirittura abbassato a 14 anni l’età minima per partecipare ai concorsi, secondo me hanno sbagliato: a quell’età si hanno fisicini privi di sedere, seni, curve, non si può essere anche sviluppate né rappresentare un modello di donna. Bisognerebbe partire dai 18 anni e poter continuare anche fino ai 30. La donna ha il suo picco di bellezza tra i 27 e i 30 anni, invece qui a 25 anni si è già a fine carriera.

Una curiosità: ci spieghi la differenza tra modella e indossatrice?
La modella è quella che si vede sfogliando i cataloghi. E quella che non sfila ma si fa fotografare. L’indossatrice invece è quella che si vede sfilare nelle passerelle, molte volte viene erroneamente chiamata “modella”. Io farò entrambe le cose e continuerò a farlo finché fisico e salute me lo permetteranno.

Ci hai parlato di sfilate, sport, apparizioni televisive, concorsi. Non hai fatto la velina, ma sarai pur stata con un personaggio famoso. Un calciatore?
Va bene, lo dico. Lo sanno i miei genitori, lo sa anche il mio fidanzato. Sono uscita con Renzo Bossi, nel periodo in cui tra l’altro tutti ce l’avevano con lui, in pieno scandalo. Non è come l’hanno descritto, la gente spesso è cattiva soprattutto quando prende di mira i personaggi pubblici. Un ragazzo di cuore e buono. Tante avrebbero voluto approfittare di lui, io avrei avuto l’occasione ma non l’ho mai fatto. Siamo rimasti amici. E adesso ci sentiamo ancora, anche se saltuariamente.

Riccardo Ghezzi

Riccardo Ghezzi1205 Posts

Giornalista pubblicista, scrive di sport e politica su testate locali piemontesi. Appassionato di politica da sempre, ha un unico pregio: non essere mai stato di sinistra in vita sua

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