Accusano Italo di omofobia ma la vera intolleranza è dei sinistri arcobaleno

Di Andrea Asole, il - # - 1 commento

© Gian Mattia D'Alberto/LaPresse 30-04-2012 Milano nella foto: Italo, sponsor maglia rossa del Giro d'Italia

Dopo Barilla, è il turno di Italo. Nel mirino degli attivisti Lgbt stavolta è finita l’azienda ferroviaria, “colpevole” di aver concesso sconti a chi questo sabato si recherà al Family day organizzato da chi si oppone al ddl Cirinnà. Tralasciando le accuse di omofobia, di “supportare chi nega i diritti e l’uguaglianza”, di non saper fare marketing, per la seconda volta viene paventata la prospettiva di un boicottaggio arcobaleno:era già stata agitata contro Barilla, “reo” di non produrre spot pubblicitari gay-friendly.

Il diritto a non acquistare ciò che non ci convince è sacrosanto, e questa è la premessa; in questo caso però le cose sono andate in maniera leggermente diversa, e il boicottaggio è parso più una minaccia che una forma di dissenso: o-fate-quello-che-diciamo-noi-o-noi sabotiamo-i-vostri-affari. Esattamente come fu per Barilla.

Bisogna a questo punto fare una precisazione: messa sotto attacco, Ntv (che altro non è che la società che gestisce Italo) ha fatto sapere che sottoscrive queste convenzioni con chiunque possa garantire un certo numero di clienti, e che pertanto la mossa non è un endorsement al family day. Nel 2014 Italo concesse sconti analoghi per chi si recava al Padova Pride, a dimostrazione che Ntv è semplicemente una azienda che cerca di captare quanti più clienti possibili senza steccati ideologici ovvero opera in un mercato.

Alla luce di tutto ciò: se gli attivisti Lgbt vogliono boicottare Italo lo facciano, liberissimi; ammettano però che il loro è livore ideologico anziché accusare una azienda di omofobia e che vorrebbero mettere un bavaglio a una piazza che non la pensa come loro, una piazza per loro sbagliata e quindi meritevole di essere ostracizzata e censurata, e che per ostacolarla sono pronti a tutto: anche al minacciare una azienda di trasporti per costringerla a rinunciare a dei clienti in nome della loro battaglia condotta in un modo violento e che non ammette repliche.

Il loro livore ideologico, se ossequiato alla lettera fino alla fine, potrebbe costare loro caro in senso letterale: Trenitalia rispetto ad Ntv pratica tariffe più alte per le medesime tratte. Chi se ne importa però, viva il boicottaggio contro chi non esclude gli “omofobi” dalla clientela, anche se a rimetterci sono le proprie tasche e non quelle altrui. Un atteggiamento che, visto con la logica di un qualunque consumatore, non può che far sorridere, specie se quell’accusa di omofobia è del tutto priva di senso.

Riproduzione riservata - ©2016 Qelsi Quotidiano
  • Giulio

    A leggere queste notizie fa pensare che la perversione sessuale crea gravi danni anche al cervello. Simili idiozie le può pensare solo un deviato sess…ment…sessomentale !!!!




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