Appalti Expo senza gara ad Eataly: archiviato Giuseppe Sala

farinetti eataly expoGiuseppe Sala “salvato” dal gip: è stata archiviata infatti l’indagine sugli appalti concessi senza gara e a condizioni vantaggiosissime ad Eataly, la catena posseduta per metà da Oscar Farinetti e per metà da Coop. Secondo il giudice, non c’è stato abuso d’ufficio. Ne ha parlato Luigi Ferrarella sul Corriere della Sera.

di Luigi Ferrarella

«Sono esistenti e condivisibili i dubbi dell’Autorità nazionale anticorruzione sulla mancata osservanza della normativa originaria sugli appalti» quando nel giugno 2013 Expo 2015 spa del commissario unico Giuseppe Sala ha concesso senza gara e «con affidamento diretto» a Eataly Distribuzione srl di Oscar Farinetti il servizio pubblico di ristorazione in 2 dei 10 edifici lungo il Decumano. E la società di Sala «ha assicurato» inoltre a quella di Farinetti «condizioni economiche particolarmente vantaggiose» e «di maggior favore» se «paragonate a quelle più rigorose» poste invece il 23 febbraio 2014 nella gara (all’inizio andata deserta) per gli altri 8 edifici: qui, infatti, agli aspiranti ristoratori si imponeva di riconoscere «a Expo il 12% di royalty sul volume d’affari», mentre Expo ha chiesto a Eataly solo «il 5%» (più l’1% oltre i 40 milioni di ricavi), e si è pure accollata «i costi per l’elettricità e l’acqua, l’allaccio dei servizi» e persino «la deduzione dei costi sostenuti da Eataly per le celle frigorifere (50.000 euro)». Tutto vero, ma Sala va archiviato lo stesso perché «non risulta univocamente dimostrabile l’elemento psicologico richiesto dal reato di abuso d’ufficio»: infatti, «anche in presenza di un indiscutibile vantaggio contrattuale per Eataly, non è dimostrabile che Sala abbia agito intenzionalmente per procurare un vantaggio ingiusto» a Farinetti, «non emergendo motivi sotterranei» ed anzi essendo «tangibile anche l’interesse pubblico di Expo ad avere Eataly tra i propri partner».

In gran segreto – si scopre dunque adesso – Sala è già stato sia indagato sia archiviato a Milano per l’appalto a Farinetti. Indagato il 29 luglio 2015 dai pm Giulia Perrotti e Eugenio Fusco, dopo l’invio in Procura il 15 giugno da parte dell’Anac di Cantone delle spiegazioni di Expo ritenute «non convincenti». E archiviato 7 giorni fa dal gip Claudio Castelli, che il 12 gennaio ha firmato l’archiviazione chiesta dai pm a fine ottobre 2015 pochi giorni prima della pensione del procuratore Edmondo Bruti Liberati. A interpellanze parlamentari e alla già notoria prima richiesta di chiarimenti di Cantone, si sapeva che Sala avesse opposto «l’unicità tecnica» di Eataly eccellenza gastronomica, brand riconoscibile a livello mondiale e la capacità di attrarre visitatori a Expo con la filosofia del buon cibo. Ora il gip non è convinto da quanto «Sala asserisce», e cioè che dall’appalto «alla fine Expo avrebbe tratto 1 milione di euro di guadagno, affermazione dubbia e da riscontrare in presenza dei plurimi vantaggi assicurati a Eataly».

Ma rileva che «il ricorso all’affidamento diretto trovava sicuramente alimento dalla necessità di rispettare i tempi», e che la violazione di una norma della legge, sebbene «possa essere ipotizzata», è però resa «quantomeno opinabile» dalla lettera b del comma 2 dell’articolo 57: codicillo che consente alle stazioni appalti (come Expo) di saltare la gara, e aggiudicare il contratto con procedura negoziata, «qualora possa essere affidato unicamente a un determinato operatore per ragioni di natura tecnica o artistica o attinenti alla tutela di diritti esclusivi». E se Sala ha fatto rientrare in questa deroga il caso di Eataly, l’«opinione può ovviamente essere o meno condivisa, ma» per il gip «rientra pienamente nella discrezionalità amministrativa». Seconda e principale ragione dell’archiviazione, però, sta nel fatto che per l’abuso d’ufficio occorre, oltre alla violazione di legge, pure un «elemento psicologico» in chi la compie, cioè «il dolo intenzionale» di procurare un ingiusto vantaggio al favorito: ma qui per pm e gip «non sono emersi motivi sotterranei che hanno portato alla scelta», e «l’unica ragione che ha indotto Sala a cercare la partnership con Eataly è stata la buona riuscita di Expo» e «l’interesse pubblico di Expo a vantare» questa intesa con Eataly «per la sua specificità e diffusione».

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