Banca Etruria finanziava la fondazione di Renzi che organizza la Leopolda

Di Redazione, il - # - 1 commento

renzi leopoldaTra le persone e gli enti che finanziano la Fondazione Big Bang, ovvero la macchina organizzatrice renziana della Leopolda, c’è indirettamente Banca Etruria, la banca del papà di Maria Elena Boschi recentemente salvata proprio dal governo Renzi. E il conflitto di interessi? Non conta più? Ne ha parlato Luca Rocca su Il Tempo.

di Luca Rocca

Prima che il governo la «salvasse», Banca Etruria ha finanziato la Fondazione Open, cioè la «creatura» che per Renzi organizza la Leopolda, kermesse politica dei renziani doc. Dopo anni in cui si è parlato del conflitto d’interessi di Silvio Berlusconi, ecco spuntare, dunque, quello del giovane premier fiorentino. La connessione fra la scelta del suo governo di tenere in piedi, a suon di milioni, l’istituto di credito di cui Pier Luigi Boschi, papà del ministro Maria Elena, è stato vicepresidente, e i soldi che quella banca ha, indirettamente, versato nelle casse di Open, già Fondazione Big Bang, è plateale.

A rivelare la “pistola fumante” che schiaccia il “rottamatore” su un conflitto d’interessi non più negabile, è Giovanni Donzelli, coordinatore dell’esecutivo nazionale di Fratelli d’Italia e capogruppo del partito nel Consiglio regionale della Toscana. «Banca Etruria – spiega l’esponente di FdI – ha finanziato con 15mila euro la Fondazione Open, che raccoglie fondi per il premier e ogni anno organizza la convention della Leopolda. E lo ha fatto attraverso una donazione della società Intesa Aretina Scarl, di cui l’istituto di credito è socia». Dalla visura camerale, infatti, risulta che Intesa Aretina, impresa con 18 milioni di capitale sociale, è composta da cinque soci, uno dei quali è proprio Banca Etruria, che ne detiene il 2 per cento (pari a 362mila 240 euro).

«Il finanziamento – spiega Donzelli – è pubblicato sul sito della Fondazione Open. Ed è gravissimo che il presidente del Consiglio abbia preso l’iniziativa del “salva-banche” dopo aver ricevuto quei soldi dall’istituto di credito che maggiormente ne ha beneficiato». Per Donzelli, dunque, «il conflitto d’interessi non coinvolge soltanto Maria Elena Boschi, ma lo stesso Matteo Renzi». Il salvataggio di Banca Etruria, spiega l’esponente di FdI, «è stata una cambiale decisa dal governo ma pagata con i soldi dei risparmiatori truffati, che hanno così perso i loro investimenti. Già erano inaccettabili i legami fra Lorenzo Rosi (ex presidente di Etruria oggi indagato, ndr) e i soci di Tiziano Renzi, papà del premier, e quelli con il fedelissimo e finanziatore Andrea Bacci (ex numero uno delle partecipate pubbliche fiorentine, ndr), così come sono imbarazzanti i rapporti fra questi nella realizzazione degli outlet in varie città. Adesso risulta chiaro che il presidente del Consiglio non ha più alcuna credibilità per mantenere il suo incarico».

Open ha un consiglio direttivo composto dal ministro Boschi, da Luca Lotti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, e Marco Carrai, l’uomo che il “rottamatore” vorrebbe piazzare a capo di una struttura che si occupa di cybersecurity.

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  • Rosengarten

    Salve. Una volta le Grandi Famiglie italiane, parliamo dei Doria, dei Medici, dei Farnese, degli Aldobrandini, degli Este, dei Borghese, dei Torlonia, dei Colonna, degli Orsini, dei Panphilj e chi più ne ha più ne metta, non potevano fare a meno di avere almeno un monsignore in qualche abbazia, un cardinale nella curia romana e, prima o poi, almeno un successore di Pietro sul soglio pontificio per consolidare il proprio potere, far crescere in giro il proprio prestigio ed impinguare il proprio patrimonio, nonchè avere buone carte in mano nelle dispute con le altre grandi famiglie, che molto spesso degeneravano in sanguinose ed acerrime lotte. A completamento della “piattaforma di supporto ecclesiastica” non poteva mancare in famiglia qualche suorina di clausura cui far bruciare le tappe verso la carica di madre superiora o badessa in conventi prestigiosi e di vasta risonanza anche internazionale. Al giorno d’oggi questa filosofia è stata rivisitata ed aggiornata secondo necessità. Per il Checco Zalone di Quo Vado, ad esempio,è essenziale avere un disabile in famiglia, se no sei penalizzato rispetto a chi ce l’ha. Anche la famiglia Boschi deve aver sposato questa filosofia dell’opportunismo pensando che oggi come oggi non si va da nessuna parte se non hai un PD in casa, che sia un consigliere di municipio o un Parlamentare poco importa. La famiglia Renzi deve aver pensato che uno che ti sostiene finanziariamente in politica possa far comodo per conferirti un’aurea di specchiate ed adamantine virtù politiche e personali perchè ti solleva dal doverti sporcare direttamente le mani in quegli scandali e tangentopoli varie che hanno messo in cattivissima luce molti altri politici meno accorti del nostro ineffabile e scanzonato premier. Quindi se uno che ha bisogno di sostegni economici per far politica entra in connubio con un altro che ha bisogno della politica per coprire i propri intrallazzi, maremma maiala non è conflitto di interessi, ma solo un incontro tanto fortunato, quanto casuale. O grullini, ma vi ci vò hosì tanto a hapirlo? Rosengarten




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