Casaggì si è ripresa Sesto Fiorentino

In quest’Italia piatta, un piccolo gesto fa la differenza.

Si badi che il “piccolo gesto” è da riferirsi soltanto all’economicità del gesto: questo è ormai uno scontro atipico, una faida di simboli, una battaglia di ideali … e di “simbolismi” il nostro cuore si vorrebbe cibare quotidianamente, in quest’epoca di becero relativismo nostrano.

Dopo la rivolta cinese di questi giorni, in cui qualche manifestante orientale aveva persino issato la bandiera della Repubblica Popolare Cinese dopo gli scontri con le Forze dell’Ordine, quasi a palesare la propria concezione di superiorità rispetto all’italietta che li ospita e li arricchisce, oggi Sesto Fiorentino è tornata Italiana.

In tutti i luoghi interessati dalla rivolta, oggi si poteva ammirare un tripudio di Tricolori che, anche in foto, fa commuovere chi sogna un’Italia ancora sovrana; chi li ha issati? Il Prefetto per rinvigorire la Sovranità dello Stato anche in questa sorta di China Town? Macché, figuriamoci!

Sono stati dei ragazzi, sono stati dei poeti. “Sturm und Drang”, Impeto e Tempesta, romanticismo puro, come quello che forgiò la nascita della Patria.

Sono stati dei ragazzi, sono stati dei poeti. Già perché questi ragazzi sanno ancora sognare, sanno ancora credere in un ideale e per esso anche morire, sanno combattere e sudare, sanno che nulla a loro è dovuto o regalato od anche promesso, sanno insomma di essere Italiani … come i loro Padri ed i Padri dei loro Padri, da sempre.

Sono stati dei ragazzi, sono stati dei poeti. Sono stati i ragazzi di Casaggì.

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