Cinque mesi fa l’India ha proposto a Renzi uno scambio per restituirci i marò

crisi-marò-150409104504Cinque mesi fa il premier indiano Narendra Modi ha parlato con Matteo Renzi, proponendo uno scambio per ridarci i Marò, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, detenuti illegalmente in India da quattro anni. La rivelazione bomba l’ha fatta ieri il giornale indiano Telegraph India, che dalle sue colonne ha svelato un retroscena del settembre 2015.

Nuova Delhi, infatti, avrebbe offerto al governo italiano la libertà dei due militari in cambio di informazioni riservate e dannose su Sonia Gandhi, capo del Congresso indiano, e la sua famiglia, relativamente alla truffa sugli elicotteri dell’Augusta Westland. La rivelazione ha scatenato un mare di polemiche in India. “Signor Primo Ministro, questo è successo?”, ha scritto su Twitter Digvijaya Singh, segretario del partito Indian National Congress.

Il Telegraph ha raccontato che un agente inglese, Christian Michel, ha fornito questa versione dei fatti in una lettera inviata al Tribunale internazionale del diritto marittimo di Amburgo e alla Corte permanente di arbitrato a L’Aja, dove Italia e India stanno combattendo legalmente sulla vicenda due Marò. “Le accuse sono troppo ridicolo per commentare”, ha detto il portavoce del ministero degli esteri, Vikas Swarup, al Telegraph, specificando che potrebbe comunque essersi tenuta una breve conversazione tra i due,  mentre l’ufficio stampa del Primo Ministro italiano non ha risposto alla mail dei giornalisti indiani.

“So che queste accuse sono gravi, ma io sto con loro”, ha detto Michele. L’offerta segreta sarebbe stata fatta a settembre, durante l’Assemblea generale delle Nazioni Unite, quando entrambi i leader erano a New York. “In questa riunione si è discusso del destino dei Marò”, ha scritto nella lettera Michel. “Il premier indiano ha detto a Renz che se avesse fornito prove sul fatto che qualsiasi membro della famiglia Gandhi fosse collegato all’affare Finmeccanica/Augusta Westland, lo avrebbe aiutato a risolvere il caso contro i due Marò italiani”. Nel 2013, alcuni pm italiani avevano accusato alcuni dirigenti di Finmeccanica di pagare tangenti a funzionari indiani per ottenere sostanziosi appalti. Nonostante in Italia il caso si sia sgonfiato, in India la giustizia sta facendo il suo corso e diverse indagini sono state aperte a riguardo.

Nella sua lettera ai due tribunali internazionali, Michel ha sostenuto di essere venuto a conoscenza della riunione tra Modi e Renzi attraverso tre fonti in Finmeccanica, mentre i suoi avvocati stavano negoziando un accordo con l’azienda sui crediti da liquidare. Michel ha detto di essere disposto a rivelare le sue fonti ai tribunali internazionali “in modo riservato”.

 

 

@eugcipolla

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1 Comment

  • 174VAM Reply

    3 febbraio 2016 at 3:14 pm

    Ciò dimostra lo “squallore” (qualora qualcuno dovesse ritene ancora necessarie delle prove) delle “autorità” indiane.
    Infatti, nel caso gli “indiani” si ritenessero “nel giusto” (ma così non è) è evidente che baratterebbero un loro diritto in cambio di informazioni finalizzate ad agire in maniera distorta nei confronti di un avversario politico.
    Nel caso in cui (cosa invece reale) sappiano di avere torto marcio, tentano di compiere una ennesima estorsione per il rilascio dei nostri Fucilieri.
    Vomitevoli

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