Come il Pd alla Camera spende soldi pubblici per finanziare le feste dell’Unità

Di Redazione, il - # - Replica

cameraFinanziamento pubblico ai partiti abolito? No problem. Il Pd ha trovato un altro modo per finanziare le feste dell’Unità. Lo fa attraverso i soldi assegnati ogni anno dalla Camera dei Deputati al suo gruppo parlamentare, come racconta L’Espresso. Tutto lecito giuridicamente, ma moralmente?

di Paolo Fantauzzi

In vista dell’addio al finanziamento pubblico ai partiti nel 2017, il Pd ha già iniziato a organizzarsi con un metodo semplice ma assai efficace: sopperire coi contributi che Camera e Senato assegnano ai gruppi parlamentari in base alla loro consistenza. Soldi che sono stati spesi anche per le Feste dell’Unità: circa un milione da quando è iniziata la legislatura, come “l’Espresso” ricostruisce per la prima volta nel numero in edicola da venerdì 8 gennaio.

La questione non è di poco conto perché questi fondi, per quanto cospicui, non possono essere utilizzati per manifestazioni di partito ma solo per il funzionamento e l’attività politica dei gruppi. Che però comprende anche la comunicazione. Come rimediare dunque? Affittando uno spazio espositivo all’interno di una Festa per divulgare il lavoro parlamentare tramite dépliant, gadget e piccole pubblicazioni. A prezzi tutt’altro che popolari. E più si spende e meglio è, dal momento che a incassare sono società del partito come la Eventi Italia, che organizza le kermesse, o la Tinipla, che fa altrettanto nella capitale ed è di proprietà del Pd romano.

Questo impiego di denaro è stato ritenuto legittimo dalla Bdo, la società di revisione che controlla i bilanci dei gruppi parlamentari. Tuttavia, ad analizzare i rendiconti, salta agli occhi l’entità dell’impegno economico. Solo nel 2015 il Pd della Camera ha speso circa 400 mila euro per allestire, in undici Feste dell’Unità, uno stand in cui diffondere l’attività svolta. E anche il Pd del Senato ha acquistato spazi espositivi in tre Feste per 73.200, 30.500 e 36.600 euro. A Roma i gazebo distavano pochi passi, a Milano erano addirittura uno di fronte all’altro. Giusto per avere un termine di paragone, in un evento internazionale da 150 mila presenze come il Vinitaly uno spazio di medie dimensioni si aggira sui 20 mila euro.

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