Coprite il vostro volto, anziché i culi di pietra

statueAbbiamo coperto le statue nude ai Musei Capitolini per “rispetto” nei confronti del Presidente iraniano Rouhani. Si, avete capito bene: abbiamo inscatolato le sculture per non disturbare la pudicissima vista del notabile persiano. Noi, quelli che ci raccontiamo la favola dell’Impero Romano, della Magna Grecia, della cultura classica, dei grandi artisti rinascimentali, dell’immortalità dell’arte, di Michelangelo.

Facciamo bene a vergognarci della nostra (passata) grandezza, perché non ne siamo degni. Abbiamo pudore perché non abbiamo memoria, coraggio, radici, identità. Siamo diventati culturalmente un popolo agnostico, senza riferimenti, senza passato, quindi senza futuro. Passiamo le nostre giornate a ridicolizzare termini come etica, morale, senso del pudore, in nome della modernità, però copriamo “per rispetto” qualche millenario e prezioso culo di pietra.

La Serracchiani in visita in Iran indossò, giustamente a mio parere, il velo: qui, a casa nostra, siamo sempre noi a compiere gesti di rispetto per gli altri, senza aspettarsene dagli ospiti e senza pretenderne, non sia mai ci vada di mezzo qualche barile di petrolio. La scena è raccapricciante: un burocrate, qualche addetto al cerimoniale, un pontifex delle visite di Stato si sveglia la mattina e guarda una statua nuda, ricordandosi che nella patria degli ayatollah hanno qualche problema con il nudo, maschile o femminile che sia. Che facciamo? Le mettiamo in scatola, è ovvio.

In questa decisione, della quale non può essere ignara la Presidenza del Consiglio dei Ministri, c’è tutta la decadenza di una Nazione, la sua capitolazione, la sua vulnerabilità, la sua schifosa sudditanza psicologica nei confronti di qualsiasi pensiero un po’ più forte di un refolo di vento. Siamo una Nazione allo sbando e si capisce da questi gesti, prima ancora che dagli indici di disoccupazione e dai dati sull’import e sull’export.

Stiamo dicendo al mondo, urlandolo, che non siamo più coperti neppure dalla nostra millenaria assicurazione fatta di pietre, palazzi, sculture, campanili, dipinti, affreschi. Siamo niente e ci meritiamo la desertificazione politica e culturale, domani persino la prevaricazione altrui senza sparare un colpo. La prossima volta coprite il vostro volto, anziché i culi di pietra: fondoschiena per fondoschiena, meglio scegliere l’originale.

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5 Comments

  • Paolo Reply

    26 gennaio 2016 at 8:24 pm

    Condivido l’ articolo, parola per parola.

    In particolare, ritengo eccezionalmente veritiere queste espressioni :

    la nostra SCHIFOSA SUDDITANZA PSICOLOGICA (schifosa veramente) nei confronti di un qualsiasi pensiero più forte di un refolo di vento.

    la DESERTIFICAZIONE politica e culturale che abbiamo creato noi stessi, anno dopo anno, sputando contro le nostre tradizioni culturali, rinnegandole, in cambio di un’ emerito niente.

  • Stefania Elena Carnemolla Reply

    26 gennaio 2016 at 8:56 pm

    Ottimo articolo

  • Carlo Lauletta Reply

    27 gennaio 2016 at 9:12 pm

    Capisco le ragioni dell’una e dell’altra parte. Si può propendere per il sì alla copertura delle statue deidelogizzando
    la questione, e vedendo nella discussa copertura semplicemente un gesto di estremo garbo non verso un giovinastro clandestino, bensì un capo di Stato in visita ufficiale. Il presidente Rohani è stato eletto
    mediante elezione popolare e mi sembra persona rispettabile. Teniamo presente che la nostra visione dell’Iran è
    deformata da una circostanza che invece torna a onore di questo importante paese: cioè l’essere uno dei pochi
    ribelli all’impero americano, con la conseguenza che le agenzie di stampa cercano di farci credere, su di esso,
    tutto il male possibile. Quanti da noi sanno che in Iran nelle università il numero delle studentesse supera quello
    degli studenti? o che nel parlamento le minoranze religiose sono sovrarappresentate (14 deputati su 290)?

    • Paolo Di Caro

      Paolo Di Caro Reply

      28 gennaio 2016 at 2:17 pm

      Buongiorno Carlo.
      Io credo che l’Iran debba essere nostro interlocutore, sia sotto il profilo politico che economico; credo, altresì, che il mondo sciita sia decisamente più affidabile di quello sunnita in uno scenario mediorientale reso impraticabile dalle scelte cervellotiche del cosiddetto occidente.
      Ho grande rispetto di alcuni processi in atto in un grande Paese come l’Iran, ma questo non c’entra nulla con il nostro atteggiamento ridicolo e goffo: si sarebbe potuto ottenere lo stesso risultato, la cortesia istituzionale, senza passare da una figuraccia globale di queste dimensioni. Per esempio scegliendo una location diversa, qualora per Rohuani fosse così dura passare in mezzo a statue nude; oppure prevedendo un percorso diverso. Invece si è scelto di inscatolarle, nasconderle, celarle dietro un anonimo scatolone, quasi a vergognarsi della nostra grandezza. Io credo che la politica estera sia fatta anche di simboli: ben vengano le commesse dell’ENI, ma senza svendere la nostra dignità di Nazione, qualora ne avessimo ancora una.
      Grazie per il tuo contributo.

      • Paolo Reply

        28 gennaio 2016 at 3:38 pm

        Concordo al 100% con quanto sostiene il Sig. Di Caro

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