Corea del Nord: sicuri che fosse davvero una bomba H?

Di Redazione, il - # - 1 commento

Kim Jong UnLa Corea del Nord ha dichiarato ieri di aver portato a termine con successo il primo test di una bomba H: Pyongyang ora avrebbe la sua arma atomica. Sicuri che sia davvero così? Tutto quel che c’è da sapere sulla bomba H lo ha riportato Panorama.

Ci vorranno settimane per stabilire con certezza se la Corea del Nord ha effettivamente compiuto, nella notte tra martedì 5 e mercoledì 6 gennaio, un test utilizzando una bomba a idrogeno. Se confermato, si tratterebbe del quarto test nucleare ordinato dal regime nordcoreano negli ultimi cinque anni. Tre erano stati effettuati con bombe atomiche a fissione nel 2006, nel 2009 e nel 2013. Per l’ultimo Pyongyang avrebbe invece utilizzato per la prima volta un ordigno termonucleare “miniaturizzato”.

La bomba a idrogeno, o bomba H, è un ordigno nucleare che nella sua deflagrazione provoca in rapida successione processi di fissione e fusione nucleare. Questo processo è innescato a partire dall’esplosione di una normale bomba atomica a fissione, posta all’interno dell’ordigno.

In attesa del responso dei primi studi condotti principalmente da Stati Uniti, Corea del Sud e dall’AIEA (Agenzia internazionale per l’energia atomica), il giovane Kim Jong Un può godersi i risultati della sua ennesima mossa propagandistica alla vigilia dei festeggiamenti nazionali per il suo 33esimo compleanno di venerdì 8 gennaio.

In un colpo solo il leader nordcoreano ha infatti messo in agitazione i rivali storici di Stati Uniti e Corea del Sud, portato a una dura reazione il Giappone e costretto il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite a convocare una seduta d’emergenza. L’ONU potrebbero decidere di imporre nuove sanzioni a Pyongyang, anche se non è affatto scontato il voto favorevole della Russia e soprattutto della Cina, l’unica vera grande potenza a cui negli ultimi anni la Corea del Nord si è potuta aggrappare.

Come era prevedibile, le prime reazioni alle minacce di Kim Jong Un da parte di Corea del Sud e Stati Uniti non si sono fatte attendere. Seoul ha deciso di limitare l’ingresso esclusivamente agli impiegati al polo industriale condiviso di Kaesong, gestito congiuntamente dalle due Coree dove lavorano 120 imprese sudcoreane che danno lavoro a 53.000 dipendenti nordcoreani.

Mentre questa notte aerei di ricognizione americani hanno preso il volo dalle basi aeree sull’isola di Okinawa, nel sud del Giappone. Dalla base di Kadena sono decollati tre aerei-spia, fra cui un Rc-135, impiegati in missioni per la raccolta di dati da siti di esplosioni e per la verifica del rispetto dei trattati sugli armamenti.

Le prove che verranno reperite dagli aerei americani serviranno per valutare quanto c’è di vero nell’annuncio fatto da Pyongyang. All’allarmismo delle prime ore di ieri sta adesso facendo posto un generale scetticismo su quanto sarebbe realmente avvenuto a Punggye-ri, nella parte orientale della Corea del Nord dove si trova uno dei siti nucleari del regime. Il portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest, ha spiegato che dalle analisi iniziali condotte dalla United States Geological Survey (l’agenzia americana che monitora gli eventi sismici in tutto il mondo) e dall’Agenzia meteorologica sudcoreana – che hanno rilevato nell’area attorno a Punggye-ri un terremoto artificiale di magnitudo 5.1 della scala Richter – risultano infatti dati non in linea con quelli che sarebbero dovuti scaturire da un test con bomba all’idrogeno. Potrebbe dunque trattarsi, piuttosto, di un’esplosione a fissione simile a quelle provocate negli anni scorsi dal regime nordcoreano.

La Corea del Nord, secondo le stime della CIA, avrebbe meno di 10 testate nucleari che ha sperimentato in maniera certa in tre occasioni (2006, 2009 e 2013), fatto che ha comportato per Pyongyang dure reazioni della comunità internazionale e nuove sanzioni economiche. Tuttavia, la minaccia nucleare nordcoreana, particolarmente contro Corea del Sud e Stati Uniti, finora si è dimostrata poco più che un bluff. Infatti, anche se la Corea ha condotto tre test nucleari sotterranei ed effettuato test missilistici balistici, e nonostante la certezza che gli scienziati nordcoreani abbiano separato abbastanza plutonio per le 10 testate di cui sopra, non è confermato che Pyongyang sia davvero in grado di armare i missili e lanciarli, non disponendo né di sottomarini né di aerei in grado di condurre un efficace attacco dal cielo

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    Nonostante l’intelligenza non sembri essere una delle doti più rilevanti del cicciobello coreano, dubito che non abbia considerato le conseguenze (per se e per il suo stato) di un utilizzo di un arma di quel genere.
    Dubito quindi che ne ordini l’utilizzo (sempre che ne abbia le capacità “tecniche”)
    Credo invece, che il rischio più concreto sia che questa arma venga ceduta a gruppi terroristici (ad esempio isis) che hanno la “cultura” del martirio, per i quali ogni conseguenza costituisce solo un “irrilevante dettaglio”




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