“Ho troppo lavoro da fare”. E il giudice rinvia la sentenza al 2019

toghe-giustizia“Ho troppo lavoro da fare e la schiavitù è proibita”. Ha motivato così Alberto Munno, giudice della II sezione del Tribunale Civile di Taranto, il rinvio al 2019 di una sentenza riguardante una causa iniziata nel settembre 2014 riguardante un contenzioso di circa 200 mila euro tra due società. La vicenda, raccontata dal Corriere della Sera, ha dell’incredibile.

Lo scorso 21 dicembre ha rinviato l’udienza definitiva al 18 gennaio 2019 perché sostiene di viaggiare già al ritmo di circa 160 sentenze l’anno, nel triennio il futuro massimo di capacità lavorativa esigibile è già prenotato e esaurito da 500 altre cause più vecchie di questa. “La Convenzione dei diritti dell’uomo vieta schiavitù e lavoro forzato”, ha detto. “

“La protrazione sine die dell’impegno lavorativo – sostiene ancora Munno – comporterebbe un’inammissibile compressione dei diritti inviolabili della persona umana del magistrato impiegato, essendo la durata massima della giornata lavorativa preordinata alla tutela dei diritti di cui all’art. 2 della Costituzione”.

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1 Comment

  • monica cappellini Reply

    4 gennaio 2016 at 10:46 am

    ma la stragrande maggioranza dei processi si trascina cosi’
    NN trovo nn di strano tranne la follia di cause permesse.
    Ormai se pesti inavvertitamente il piede a qualcuno finisci dentro;
    se spacci rubi o fai papocchi sei un eroe

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