I fannulloni della PA licenziabili in 48 ore

Di Redazione, il - # - Replica

A breve arriverà al riforma della Pubblica Amministrazione a firma del Ministro Madia, che tra le altre cose renderà più facile licenziare i furbetti e i fannulloni del settore pubblico. Quali sono tutte le novità della riforma lo ha spiegato Il Tempo.

Le norme anti furbetti del cartellino e le norme contro la burocrazia Gli statali che attestano in modo falso la presenza in servizio saranno sospeso dalle funzioni e dallo stipendio entro 48 ore senza possibilità di opposizione e poi ci sarà una procedura abbreviata di massimo trenta giorni per il procedimento disciplinare, oggi è di centoventi. Arriva dunque il giro di vite sui cosiddetti “furbetti del cartellino”. Con un inasprimento di tutte le procedure finalizzate al loro licenziamento. Il pacchetto di decreti che ieri sera il ministro della Pubblica amministrazione Marianna Madia ha portato in consiglio dei ministri, convocato per le 21 ma iniziato con circa un’ora di ritardo, è particolarmente corposo: in tutto sono 11 decreti attuativi sul tavolo del governo. Non solo norme sul personale ma anche nuovi interventi per semplificare le pratiche.
D’ora in poi il dipendente pubblico che falsifica la sua presenza in servizio e viene colto in flagrante, ad esempio strisciando il badge e poi uscendo dalla sede di lavoro, verrà punito entro 48 ore con la sospensione dall’incarico. Entro un mese dovrà invece chiudersi il procedimento per il licenziamento, che oggi può durare sino a 120 giorni. Il dirigente che non procede con l’illecito rischia a sua volta sanzioni molto pesanti che possono arrivare anche al licenziamento (mentre oggi al massimo c’è la sospensione).Ma non sono solo queste le novità del pacchetto Madia.

Taglio delle partecipate Tutte le amministrazioni pubbliche, ad iniziare dagli enti locali, dovranno fare una ricognizione delle loro partecipazioni societarie. Ed entro un anno dovranno eliminare quelle non strettamente necessarie, quelle che fatturano meno di un milione di euro o che hanno più amministratori che dipendenti. Su un totale di circa 8000 società – con ben 26.500 consiglieri ed un costo stimato per la collettività di 2,5 miliardi – il governo conta di tagliarne circa 2-3 mila. Prevista anche una drastica riduzione del numero dei consiglieri con l’introduzione della figura dell’amministratore unico oppure, a seconda dei casi, di un cda composto al massimo 5 membri. Per loro verranno fissati anche nuovi massimi nelle retribuzioni ed il divieto esplicito a buone uscite e premi a fronte di bilanci in rosso. All’ultimo minuto si è infine deciso che anche la vigilanza su questi tagli, come quella sulle imprese controllate direttamente dal Tesoro, sarà affidata al Mef che istituirà un apposito organismo.

Al bando la burocrazia Arriva un vero e proprio “Codice delle procedure” contro le incertezze e i cavilli della burocrazia e per assicurare, tra l’altro, percorsi certi, format predefiniti e tempi precisi per chi vuole ristrutturare casa o aprire un negozio o cimentarsi in qualsiasi altra attività che preveda un dialogo con la Pa.

Concorso classi In calcio d’angolo è invece uscita per ora dal «pacchetto Madia» la riforma delle Camere di Commercio il cui numero dovrebbe scendere dalle attuali 103 a 60. Nel menù del cdm è invece entrata la riforma delle classi di concorso della scuola, che scendono da 168 a 116, mente ne vengono introdotte 13 nuove, in modo da essere rese coerenti con gli indirizzi di studio introdotti dalla riforma delle superiori e adeguate ai titoli universitari dell’attuale ordinamento. Si tratta di una piccola rivoluzione attesa sia dai docenti già assunti sia da quelli che si accingono a concorrere a nuove cattedre.

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