Il 53% degli immigrati irregolari espulsi restano in Italia

Di Redazione, il - # - Replica

immigrazioneLe espulsioni degli immigrati irregolari? Non servono a nulla. Il 53% di coloro che vengono mandati via attraverso un decreto di espulsione, infatti, restano ugualmente nel nostro paese. A sottolineare la scarsa incisività delle misure prese dal governo. Lo racconta Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera.

di Fiorenza Sarzanini

E il problema più difficile da risolvere, l’ostacolo che non si riesce a superare. Perché oltre il 53 per cento dei migranti irregolari rimangono in Italia, nonostante i provvedimenti di espulsione e questo vanifica ogni tentativo di rimpatrio. I dati relativi al 2015 forniscono un quadro confermato anche in questo primo mese del 2016. E dicono che lo scorso anno su 34.107 stranieri ben 18.128 sono rimasti nono-stante non avessero i requisiti per ottenere il permesso di soggiorno.

E meno della metà, esattamente 15.979, risultano andati fuori dal nostro Paese, anche se pure su questo numeri non c’è certezza visto che molti di loro riescono a sottrarsi alla cattura dopo l’ordine emesso dal questore o dal giudice. Una situazione di caos che riguarda pure i minori. Secondo quanto denunciato dalla deputata di Alternativa Libera, Eleonora Bechis, «esaminando le cifre aggiornate al 30 novembre scorso 2015 si scopre che sono 5.902 i minori stranieri non accompagnati scomparsi dai centri di accoglienza italiani (in prevalenza Sicilia, Calabria, Puglia e Mar-che)». Le autorità li definiscono “irreperibili”.

«Tuttavia sottolinea la parlamentare non c’è un dato che certifichi se abbiano o meno varcato nuovamente la frontiera italia-na e non sono stati registrati ricongiungimenti familiari. Il rischio forte è che si apra la rotta balcanica con arrivi via mare anche dal Montenegro
Inoltre, dei 63 mila migranti non identificati, secondo la Commissione europea, 5 mila erano minori non accompagnati. In totale, dunque, mancano all’appello circa 11 mila minori migranti non accompagnati, giunti in Italia nel corso dell’anno 2015». Ieri una delegazione della polizia è volata in Albania per prendere contatti con le autorità di Tirana. Dopo la scelta di numerosi Paesi Ue di sospendere il trattato di Schengen ripristinando i controlli alle frontiere, il rischio forte è che si apra la rotta balcanica con arrivi via mare anche dal Montenegro. Qualche passaggio è già stato registrato, anche dalla Libia si sono intensificate le partenze e il dipartimento guidato dal prefetto Mario Morcone ricomincia a fare i conti con le difficoltà legate all’accoglienza, a cercare strutture dove sistemare chi ha richiesta di ottenere lo status di rifugiato.

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