Il governo depenalizza 41 reati

depenalizzazioneDue decreti del governo Renzi hanno depenalizzato 41 reati; tra questi ci sono quelli di detenzione e spaccio di marijuana, falso in scrittura privata e riciclaggio. Ne ha parlato Luca Rocca su Il Tempo.

di Luca Rocca

Dalla ingiuria alla guida senza patente; dagli atti osceni alla coltivazione di stupefacenti; dalle omesse ritenute al falso in scrittura privata; dall’aborto al contrabbando. Dal prossimo 6 febbraio, quindici giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dei due decreti legislativi approvati il 15 gennaio scorso, ben 41 reati, fra questi alcuni di cui nessuno aveva più memoria, verranno depenalizzati o abrogati. I decreti numero 7 e 8 del 2016, infatti, prevedono la cancellazione dal codice penale e da una dozzina di «leggi speciali», di una serie di fattispecie di reati che verranno sottratti alle procure e destinati alla giustizia civile o amministrativa.

Nel dettaglio. La «falsità in scrittura privata», ad esempio, non prevede più la reclusione da 6 mesi a 3 anni ma una sanzione civile da 200 a 12mila euro. Lo stesso dicasi per la «falsità in foglio firmato in bianco». Per gli «atti osceni», invece, si passa dalla reclusione da 3 mesi a 3 anni alla sanzione amministrativa da 5mila a 30mila euro. Niente più carcere da 3 mesi a 3 anni anche per «pubblicazioni e spettacoli osceni», ma una sanzione che oscilla tra i 10mila e i 50mila euro. Depenalizzata pure l’ingiuria: non più la reclusione da 6 mesi a un an-no ma una sanzione da 100 a 12mila euro.

Quanto alla «sottrazione di cose comuni», si passa dalla reclusione fino a 2 anni a una sanzione compresa fra 100 e 8mila euro. Stesso pagamento per il «danneggiamento semplice» a fronte del carcere fino a 1 anno. E ancora, da 100 a 8mila euro per l’«appropriazione di cose smarrite» e «avute per errore» invece del carcere fino a 1 anno. Anche il «rifiuto di prestare la propria opera in occaoccasione di un tumulto» non sarà più sanzionato con l’arresto da 3 mesi a 1 anno e sei mesi, ma con una multa da 5mila fino a 18mila euro. Per l’«abuso della credulità popolare» si passa dall’arresto fino a 3 mesi a una sanzione fino a 15mila curo. Le «rappresentazioni teatrali o cinematografiche abusive» saranno punite con una sanzione identica al posto del carcere fino a 6 mesi.
Quanto agli «atti contrari alla pubblica decenza», si passa da un’ammenda compresa fra 258 e 2.582 euro a una sanzione amministrativa, che cancella il reato penale, che va da 5mila a 10mila euro. Il «mancato rispetto dell’autorizzazione alla coltivazione di stupefacenti per uso terapeutico», reato penale finora punito con un’ammenda da 516 a 5.164 euro, dal 6 febbraio prevede una sanzione amministrativa da 5mila a 30mila euro. Novità anche per l’«omesso versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali», che contempla la reclusione fino a 3 anni e una multa fino a 1.032 euro. Resta identica nel caso in cui l’importo omesso è superiore a 10mila euro annui, ma si trasforma in una sanzione amministrativa da 10mila a 50mila euro in caso di importo inferiore a 10mila euro. La «guida senza patente» (patente mai avuta, non scordata a casa) non è più punita penalmente con un’ammenda da 2.257 a 9.032 euro ma con una sanzione amministrativa che va da 5mila a 30mila euro.

Alla voce «riciclaggio» le cose cambiano per l’«omessa identificazione» e l’«omessa registrazione», per le quali si passa da una multa fra 2.600 e 13mila euro a una sanzione amministrativa, e non più penale, da 5mila a 30mila euro. Quanto ai reati relativi al diritto societario, per l’«impedito controllo ai revisori» niente più ammenda fino a 75mila euro ma una sanzione amministrativa da 10mila a 50mila euro. Novità anche per l’«omessa trasmissione dell’elenco dei protesti cambiari da parte del pubblico ufficiale», punita non più penalmente con una multa da 258 euro ma con una sanzione amministrativa da 5mila a 10mila euro.

La pena pecuniaria da 5 a 51 euro per l’«emissione di assegno da parte dell’Istituto non autorizzato» viene sostituita da una sanzione amministrativa da 5mila a 10mila euro. Novità anche sull’aborto. L’«interruzione volontaria di gravidanza senza l’osservanza della legge» non è più punita penalmente con una multa fino a 51 euro ma con una sanzione amministrativa da 5mila a 10mila. Anche la «violazione delle norme per l’impianto e l’uso di apparecchi radioelettrici privati», oggi sanzionata con l’arresto fino a 2 anni, dal 6 febbraio verrà sostituita da una «punizione amministrativa» da 10mila a 50mila euro. Per il diritto d’autore, l’«abusiva concessione in noleggio» non stabilisce più l’arresto fino a 1 anno ma solo una sanzione da 5mila a 30mila euro.

Quanto ai reati in materia di guerra,l’«alterazione del contrassegno di macchine» non prevede più l’arresto fino a 3 mesi ma un pagamento da 5mila a 15mila euro. C’è poi l’«installazione o esercizio di impianti»: niente più carcere da 2 mesi a 2 anni ma una sanzione da 10mila a 50mila euro. Infine la lunga sfilza dei reati in materia di contrabbando e violazioni doganali, per le quali si passa a un pagamento da 5mila ai 50mila euro a fronte della multa non minore di 2 e non maggiore di 10 volte i diritti di confine.

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