Il Pd che snobba Colonia è erede del Pci che scordava le marocchinate

goumiers-2 La violenza sessuale è, tra i crimini, forse il più odioso, più doloroso di un proiettile esploso a sangue freddo nella tempia. Che importa chi sia lo stupratore? Non così per le femministe italiane e i terzomondisti dopo i fatti di Colonia. Combattuti tra il difendere le donne e il mito del migrante buono, hanno scelto, nonostante l’evidenza, il secondo, bollando come brutti, cattivi e razzisti coloro che hanno difeso le vittime, scagliandosi contro i violentatori. Mentre in Germania e altrove crescono le denunce per le violenze subite, in Italia s’indugia in fumisterie, poiché ciò ch’è violenza universale, per la sinistra italiana è, se tocca i suoi miti, da giustificare.

Molti ricorderanno quel brutale crimine di guerra contro italiani che furono le Marocchinate, quella pioggia di violenze, in particolare stupri, del Corpo di Spedizione Francese – marocchini, algerini, tunisini, senegalesi – al comando del generale Alphonse Juin. Nel 1960 Vittorio De Sica, ispirandosi al romanzo di Alberto Moravia, ci girò un film, La ciociara, con Sophia Loren nel ruolo di Cesira, una vedova che con la figlia dodicenne Rosetta, l’attrice Eleonora Brown, verrà stuprata da soldati marocchini in una chiesa abbandonata.

Una tragedia, nèo nel mito della Resistenza, che la storiografia di sinistra ha sempre taciuto e nascosto. “Fu una tragedia nella tragedia” così l’Associazione Nazionale Vittime delle Marocchinate “che all’inizio fu quasi difficile raccontare per imbarazzo e vergogna e poi, col passare del tempo, volutamente relegata dalla grande storia a episodio marginale, finchè la tendenza terzomondista nella storiografia progressista impose una cappa di silenzio, più vergognosa delle violenze compiute, per non favorire una forma di pregiudizio razziale. Se è così, come temiano, scopriamo che della storia si possono rivelare solo gli aspetti che fanno comodo e nascondere quelli che non concorrono alla ‘verità’ che si vuol stabilire, e che non ha bisogno di essere dimostrata”.

Naturale, il parallelo, con certe reazioni agli episodi di Colonia, con la difesa, per non essere tacciati di pregiudizio razziale, di violenti e violentatori. È il substrato culturale della sinistra, che si perpetua nel tempo, con un fondo toccato già nel 2011, allorquando il Comune di Poggibonsi, nel senese, con l’allora sindaco del Pd Lucia Coccheri celebrò come eroi, in occasione dell’anniversario della liberazione della città, gli uomini del generale Juin, scatenando la reazione di Emiliano Ciotti, presidente dell’Associazione Nazionale Vittime delle Marocchinate, che il 29 settembre di quell’anno scrisse una lunga lettera, con oggetto indignazione, al sindaco di Poggibonsi, ai consiglieri comunali, al presidente della Provincia di Siena, nonché alla stampa. Una lettera viva testimonianza di ciò ch’è la sinistra italiana.

IL TESTO DELLA LETTERA

“Egregio Sig. Sindaco,
Il 18 luglio 2011 la città di Poggibonsi ha celebrato i 67 anni dalla Liberazione della città dal nazifascismo, ricordando le gesta eroiche delle truppe alleate il ‘Corpo di Spedizione Francese’ comandate dal generale Juin. Questi ‘Liberatori’ o ‘Goumiers’ truppe francesi composte da marocchini, algerini, tunisini e senegalesi che ostentatamente ‘voi’ ricordate in pompa magna come eroi (‘Liberatori’), in Italia, dalla Sicilia fino alle porte di Firenze, hanno stuprato oltre 60.000 persone con oltre 180.000 atti di violenza nei confronti di civili inermi, compresi bambini, bambine, donne, vecchiette e uomini, con più di 1.000 omicidi a sfondo sessuale, comprese torture, impalamenti ed eviscerazioni. Il suo Comune non è stato esente da tali violenze: ‘Nel pomeriggio del 14 luglio sulla via di Poggibonsi a 3 km dalla città violentarono una donna di 50 anni, la figlia di 16 anni pur di non farsi violentare si gettò dalla finestra. A Poggibonsi proprio il 18 luglio 1944 la moglie di Amerigo D. di 26 anni fu aggredita insieme alla domestica di 18 anni da 12 soldati ‘Marocchini’ o Goumiers, entrambe furono ricoverate in gravi condizioni all’ospedale di Siena. Nella stessa notte altre due donne furono violentate nelle campagne adiacenti’. Abbiamo raccolto numerosissime testimonianze, anche su violenze fatte dai Goumiers contro mogli e figli di partigiani. Lo stesso arcivescovo di Siena Toccabelli dichiarò: ‘Le truppe marocchine hanno compiuto nella zona di Siena atrocità inaudite, non v’è casolare che non abbia subito violenze carnali e depredazione’. All’ospedale di Siena si registrarono 24 bambine dai 12 ai 14 anni violentate, con gravi lacerazioni interne. All’isola d’Elba si registrarono oltre 200 stupri, numerose tentate violenze, stupri e omicidi avvennero anche nei Comuni di Grosseto, Val d’Orcia, Arcidosso, Portoferraio, Castel del Piano, Monticello Amiata, Sasso Ombrone oltre a numerosissimi altri Comuni. Nel Comune di Esperia (Fr) furono violentate 700 donne su 2.500 abitanti ossia il 99% delle donne. Solo nella Provincia di Frosinone ci furono 60.000 richieste di indennizzo e altre migliaia di richieste furono presentate al Comune di Littoria (oggi Latina). L’80% delle donne violentate si ammalò di malattie veneree. Alberto Moravia ne fece un romanzo e Vittorio de Sica un film ‘La Ciociara’, con Sophia Loren protagonista. Quindi io mi chiedo, ma la vostra amministrazione soffre della Sindrome di Stoccolma? Siamo convinti che le vittime, compresi i parenti di Poggibonsi, sono molto orgogliosi di questo evento. Avete mai pensato di ricordare queste barbariche violenze? Di apporre una targa, intitolare una via o cose simili? Si ricordi che le popolazioni marocchinate, comprese quelle del suo paese, non avevano colore politico, di nessun tipo, erano solamente povera gente, poveri contadini. È ora di farla finita con queste ipocrisie dantesche. Non esistono morti di serie A (mi riferisco ad Alcide Cervi ucciso dai fascisti a Reggio Emilia dove il Comune ha un cippo e deposita ogni anno corone in suo onore) e morti di serie B (persone uccise e violentate dalle truppe ‘Liberatrici’ e dove il Comune di Poggibonsi fa finta di niente). I civili italiani hanno subito un attacco a 360 gradi da nemici e amici, sono gli unici che escono sconfitti dal conflitto. Nella Provincia di Latina e Frosinone alcuni Comuni hanno votato delle mozioni dedicate interamente alle Marocchinate inclusi alcuni municipi di Roma, altre saranno presentate a giorni. La mozione sulle Marocchinate la n° 156 è stata presentata alla Regione Lazio, in alcune scuole di Frosinone e di Latina si realizzano progetti scolastici con tema ‘Le violenze delle Truppe Francesi’, in molte università d’Italia le Marocchinate sono portate come tesi di laurea. Ignorare deliberatamente avvenimenti storici solamente per tornaconto politico, vuol dire non avere rispetto per le migliaia di vittime ad opera del ‘Corpo di Spedizione Francese’ comandato dal generale Alphonse Juin. La invito a farsi un giro a Castro dei Volsci (Fr), Lenola (LT), Campodimele (LT) o in un altro Comune sopra citato, così che si renderà conto personalmente della crudeltà delle truppe francesi contro i cittadini italiani. È mia intenzione sottolineare tutta la mia indignazione contro la Vostra Amministrazione, e di continuare a protestare fino a quando tali manifestazioni continueranno ad esistere. Cordiali saluti. Il Presidente A.N.V.M. Emiliano Ciotti”.

Riproduzione riservata - ©2016 Qelsi Quotidiano
  • Paolo

    Lettera piena di Dignità e Lucidità, come può scriverla chi è cosciente della gravità di certe situazioni, nonché della veridicità di determinati fatti storici.

    Con i recenti fatti di Colonia si sta inaugurando – tra i sinistri ed i benpensanti – una nuova moda, quella della “negazione” a tutti i costi. Non si contano infatti quelli che, pur di negare l’ evidenza, cercano di avallare la tesi che si tratta di tutta una bufala orchestrata da chissà chi, solo per fomentare l’ odio nei confronti dei poveri immigrati. Assisteremo alla nascita di una “teoria del complotto” di stampo immigrazionista?

    Per la cronaca, Sig.na Carnemolla, come ha poi reagito la sedicenti sig.ra coccheri (nonché la sua giunta di baldi sodali) di fronte a questa missiva?

    • Stefania Elena Carnemolla

      Silenzio assoluto




Seguici

Ogni nuovo post ti verrà inviato alla tua Email

Unisciti agli altri iscritti: