Il senatore Pd sulla maternità surrogata:”Solo gli etero vanno nei paesi poveri”

lo_giudiceDurante la puntata di ieri del programma di 24Mattino, condotto da Alino Milan su Radio24, è intervenuto il Senatore del PD Sergio Lo Giudice, presidente onorario di Arcigay da circa 10 anni, sposato all’estero con il proprio compagno e padre di un bambino avuto con la maternità surrogata. Il tema trattato era, ovviamente, il DDL Cirinnà e riguardo al tema dell’utero in affitto, il Senatore se ne è uscito con una vera e propria perla.

Dialogando con il conduttore ha affermato testualmente:”I papà gay, a differenza di quello che accade per esempio a tante coppie eterosessuali, che purtroppo attivano pratiche di maternità surrogate in paesi poveri come l’India o la Tailandia, in cui i diritti delle donne non sono ben tutelati, si rivolgono esclusivamente a quelle situazioni fortemente tutelate dalle leggi di stati di alta civiltà giuridica, come gli Stati Uniti e il Canada, in cui i diritti delle donne sono normati e la loro libertà di scelta, la loro consapevolezza, la loro assenza di bisogno economico, la loro stabilità familiare sono tutti elementi che costituiscono un contorno che consente poi l’attivazione di rapporti veri, autentici, fra queste due famiglie che si incontrano  e continueranno, come nella pratica delle famiglie arcobaleno italiane, un rapporto che duri”.

Evidentemente, per questo paladino della tolleranza e della libertà, quelli che non condividono i suoi gusti sessuali sono poco più che squallidi figuri, sfruttatori delle miserie di donne ridotte alla fame. Che il Senatore abbia, a suo modo, un proprio spiccato senso etico e morale nessuno lo mette in dubbio, ma pensare che il suo particolare comportamento possa essere esteso, come direbbe Totò “a prescindere”, a tutte le coppie omosessuali è semplicemente ridicolo. Ad una simile perla di saggezza, razzista e discriminatoria, non si può far altro che aggiungere qualche altro luogo comune, del tipo “se il mondo fosse governato dalle donne…”, “sono sempre i migliori che se ne vanno” o “non c’è più la mezza stagione”.

L’omosessualità non deve essere motivo di vergogna ma neanche di un qualsiasi “Pride” per il semplice motivo per cui non si capisce bene perché si debba andare orgogliosi di una, legittima, inclinazione sessuale ed affettiva. Non c’è nulla di riprovevole in alcun comportamento sessuale tenuto da adulti consenzienti, nulla di strano, nulla di cui vergognarsi. Si tratta solo di gusti personali. La spocchia con cui invece certi omosessuali si sentono “oggettivamente” superiori è esattamente uguale, anche se speculare, al machismo che tanto dicono di voler combattere.

Se il livello del dibattito sulla legge Cirinnà è questo, con da una parte alcuni che agitano minacciosamente il crocefisso e dall’altra esponenti come il Senatore Lo Giudice, c’è poco da stare allegri.

Pietro Torri

Pietro Torri112 Posts

Milanese per nascita, cresciuto nel modenese, ora bresciano per caso. Diplomato al liceo scientifico, interessato alla politica da sempre, in particolar modo a quella della difesa. Scrive per passione e considera valori fondamentali la libertà e l'onestà intellettuale, unita ad una sana dose di autoironia, perché siamo tutti fallibili.

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2 Comments

  • Paolo Reply

    4 febbraio 2016 at 5:31 pm

    Concordo con l’ articolista, Sig. Torri. Non c’è proprio niente da stare allegri, anzi : c’è da piangere.

  • mirko Reply

    4 febbraio 2016 at 5:41 pm

    Per fortuna…dico per fortuna che queste persone usino la bocca!!! Perche’ altrimenti ci ritroveremmo in un immenso, affollato lago di m…

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