Il sindaco di Venezia:”Più celle per rinchiudere gli abusivi”

brugnaroPiù celle per rinchiudere gli abusivi. E’ l’idea del sindaco di Venezia Luigi Brugnaro per combattere la piaga dell’abusivismo, tema molto sentito nel veneziano. Ne ha parlato il quotidiano Libero.

di Alessandro Gonzato

Fermi di polizia fino a 48 ore e più celle per trattenere i venditori abusivi acciuffati dai vigili. Per provare a liberare Venezia dalle centinaia di vucumprà che quotidianamente l’assediano, il sindaco, Luigi Brugnaro, ha chiesto al governo una modifica alla legge vigente che permetta ai sindaci delle città metropolitane di trasformare le attuali sanzioni amministrative in fermi di uno o due giorni. Nel contempo Brugnaro pensa alla realizzazione di ulteriori prigioni all’interno della centrale di polizia, che potrebbe essere fatta soltanto dopo aver trovato una sede più spaziosa.

In campagna elettorale, quella contro l’abusivismo era stata una delle promesse più sentite a Venezia. E sulla richiesta di convertire le multe in fermi, non si può non ricordare quanto scritto da Libero non più di due settimane fa, e cioè che dei 24 milioni di euro di sanzioni comminate agli abusivi nel 2015, l’amministrazione – com’era avvenuto negli anni passati – non incasserà un solo centesimo, perché gli ambulanti non riescono a pagarle. La scorsa estate, da poche settimane eletto sindaco di Venezia, Brugnaro aveva rincorso a perdifiato in pieno centro alcuni venditori abusivi: qualche settimana prima l’aveva fatto per acciuffare due spacciatori magrebini, poi spariti nel nulla.

Il suo sogno era e rimane quello di liberare piazza San Marco. Tenta una lotta a tutto campo contro i vucumprà, vera e propria piaga dell’ex Serenissima, che nessun amministratore è stato mai in grado di risolvere. Va detto: prima di lui hanno fallito tutti. Per citare solo gli ultimi: Paolo Costa, Massimo Cacciari, e il democratico Giorgio Orsoni, dimessosi dopo lo scandalo del Mose. Ora l’arduo – forse impossibile – compito di liberare la città dai vucumprà spetta al sindaco-imprenditore, talvolta “sceriffo”. Spetta a lui far sì che tutti gli altri mascalzoni, tra cui mendicanti, venditori di mangime per piccioni, di cappellini con la scritta “I love Venice”, di bastoni per selfie e pure di caricabatteria portatili per smartphone, vadano a concludere i loro illeciti altrove.

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