Ilva, l’Unione Europea apre la procedura per gli aiuti di Stato

ilvaLa Commissione Europea ha dato il suo ok per l’apertura di un’indagine per accertare se sull’Ilva ci siano stati “aiuti di Stato” o meno. L’indagine dovrà accertare sotto quale forma sian stati destinati circa due miliardi di euro per l’emergenza Ilva: i dettagli li ha riportati Mario Valenza su Il Giornale.

di Mario Valenza

La commissione europea ha dato oggi il suo via libera a un’indagine approfondita per sospetti aiuti di Stato all’Ilva di Taranto.

L’avvio della procedura, secondo quanto si apprende a Strasburgo, è stato approvato dal Collegio dei commissari durante la riunione di oggi, e verrà formalmente annunciato domani, come previsto. Le norme Ue sugli aiuti di Stato prevedono che l’avvio di un’indagine non comporti subito una valutazione definitiva sulla compatibilità dell’aiuto; in questo caso, in particolare, non sarà deciso il recupero immediato dei fondi stanziati, complessivamente pari a circa 2 miliardi. L’indagine permetterà piuttosto di accertare se il denaro stanziato in varie forme (prestiti, bond, garanzie) per sostenere l’ Ilva abbia finalità di riqualificazione ambientale: se così fosse, gli aiuti sarebbero giustificati e non sarebbe necessario richiederne la restituzione.

Le due procedure Ue sull’ Ilva, quella decisa oggi per accertare la natura degli aiuti e quella sulla compatibilità degli impianti con le norme ambientali, potrebbero finire per compensarsi, essendo in un certo senso contraddittorie: gli aiuti potrebbero infatti essere strumentali a uscire dalla procedura ambientale. È questo il motivo che rende «prudente» l’avvio dell’indagine per aiuti di Stato. I due diversi uffici della Commissione, quello per la concorrenza da cui dipende questo dossier, e quello della DG ambiente, interagiscono. Quanto alla vendita dell’ Ilva, l’auspicio di Bruxelles è che avvenga a favore di qualcuno disposto a investire nella riqualificazione ambientale dell’impianto. Il bando pubblicato all’inizio di gennaio prevede che entro il 10 febbraio vengano presentate le manifestazioni di interesse, e che l’operazione sia formalizzata entro giugno. Nelle prossime settimane è previsto un incontro tecnico fra i rappresentanti italiani e quelli della Commissione per analizzare i diversi finanziamenti e incasellarli in tipologie e finalità, ma difficilmente la procedura si chiuderà prima della vendita: presumibilmente, i due negoziati procederanno in parallelo.

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