La Francia ci avverte: l’Isis può sbarcare a Lampedusa

Immigrazione: Fregata Euro soccorre due barconi con 956 profughiAngelino Alfano lo ha negato per mesi ma ora l’avvertimento arriva dalla Francia: i terroristi dell’Isis è probabile che si nascondano nei barconi di profughi in arrivo a Lampedusa. Ne ha parlato Alessandra Zavatta su Il Tempo.

di Alessandra Zavatta

L’Italia «porta» dell’Isis per l’assalto all’Europa. Adesso se ne accorge anche la Francia. Tanto che il ministro della Difesa Jean-Yves Le Drian ieri ha denunciato come «combattenti dello Stato Islamico si possono nascondere tra i profughi in viaggio dalla Libia verso l’Italia». Rappresentano «un grave rischio per l’Europa». «Per questo è urgente trovare una soluzione politica alla crisi in Libia». «Daesh si sta installando lì, a 350 chilometri da Lampedusa, punto di arrivo per migliaia di migranti e rifugiati che lasciano l’Africa per l’Unione europea».
«Il Tempo» aveva denunciato più volte in passato che nel flusso dei profughi potessero nascondersi terroristi. Ma finchè il problema era «italiano» nessuno sembrava curarsene. Ora che da Tripoli gli immigrati (ed eventuali kamikaze infiltrati) possono raggiungere ogni angolo del Vecchio Continente, Parigi è in allarme. Meglio tardi che mai ! E l’Italia, che fino a ieri doveva sbrigarsela da sola con gli sbarchi, è divenuta un «pericolo» per l’Europa a causa della vicinanza alla Libia del dopo-Gheddafi, dove i governi rivali di Tripoli e Tobruk, nell’interminabile lite su cosa s’ha da fare per salvare il Paese, hanno spianato la strada all’ingresso dell’Isis. L’intensificarsi dei bombardamenti in Siria da parte della Russia e della coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti ha spinto, dallo scorso ottobre, migliaia di jihadisti ad abbandonare i territori sottratti a Damasco per conquistarne di nuovi nel Golfo della Sirte. Dove stanno confluendo anche miliziani in fuga dall’Iraq, soprattutto dopo la sconfitta subita a Ramadi.
«Ognuno è consapevole del pericolo di trasferire il conflitto nel Levante, dove stiamo iniziando a vedere alcuni elementi positivi, ad un nuovo conflitto in Libia», sottolinea il ministro della Difesa francese.

«C’è un serio processo politico in corso, sostenuto dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. È urgente arrivare ad un governo di unità nazionale in Libia». Visto che l’Isis ha già sul campo migliaia di combattenti che potrebbero mescolarsi ai rifugiati. «Quando arriverà il bel tempo nel Mediterraneo – incalza Le Drian – potrebbero fare la traversata». Sbarcare a Lampedusa e, da qui, raggiungere Parigi e le altri capitali europee. Nel video diffuso in serata dall’Isis da Ninive, in Iraq, un jihadista torna a minacciare Parigi e poi evoca il «ritorno di Al-Andalus» in quella porzione di Spagna e Portogallo dominate fino al XV secolo dagli Arabi. Quindi minaccia Toledo e Granada, l’antica capitale di Al-Andalus. Gran finale con l’esecuzione (con un colpo di pistola alla nuca) di cinque uomini «spie dei miscredenti». La pacificazione della Libia è, dunque strategica. L’inviato dell’Onu Martin Kobler ha però espresso forte preoccupazione per il rallentamento del processo per la creazione di un governo di unità nazionale. Se il mare forza 8 ferma al momento gli sbarchi da Tripoli, i migranti continuano a salpare dalle coste turche verso la Grecia. Trentanove ne sono morti in 24 ore (tra cui cinque bambini) nel tentativo di raggiungere l’isola di Lesbos. L’imbarcazione, partita da Canakkale, si è capovolta.

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