La polizia lavora con proiettili difettosi

polizia romaSecondo il parere di un perito balistico richiesto dal Sap, il sindacato autonomo della Polizia, è emerso che i poliziotti sono costretti ad essere dotati con materiale scadente: in particolare, le munizioni acquistate tre anni fa sarebbero del tutto inadeguate. Ne ha parlato Silvia Mancinelli su Il Tempo.

di Silvia Mancinelli

Migliaia di euro spesi in cartucce difettose. Munizioni acquistate tre anni fa per la Polizia di Stato incapaci di spingere il proiettile fuori dalla canna occludendola e provocando spesso l’esplosione dell’arma. Eppure i lotti non sono mai stati rimandati indietro per essere sostituiti. Semplicemente con una circolare è stato disposto dal dipartimento di utilizzare le munizioni calibro 9mm Parabellum “fallate” solo per l’addestramento in poligono, escludendo il possibile uso in servizio.

Dopo i gap scaduti, i caschi ubot logori, le uniformi “disformi”, i cinturoni rotti e le volanti a pezzi, ecco le pallottole “pigre”. «La valutazione fatta deve essere stata che il proiettile occluso in canna non permette di colpire il bersaglio né di esplodere successivi colpi, e quindi pregiudica un eventuale scontro a fuoco in servizio. In poligono invece un incidente di quel tipo non porterebbe altri problemi se non quelli di un inceppamento – commenta Michele Frisia, perito balistico e segretario provinciale del Sap di Novara -. Nulla di più errato. In poligono vengono sparati colpi in rapida successione che sollecitano sia dal punto di vista meccanico che termico la pistola con conseguenti pericoli per il tiratore». Proprio come accadrebbe a una pentola a pressione con la valvola otturata. «Quando i proiettili vengono caricati con poca polvere da sparo, si crea nel bossolo un’onda di pressione detonante (e non più deflagrante) che produce la rottura in pochi istanti delle pareti della canna – aggiunge Frisia -. Se infatti una munizione sovraccaricata produce la tipica rottura della canna “a trombone”, ovvero verso l’avanti e quindi lontano dal tiratore, le munizioni sotto-ricaricate possono provocare un rapidissimo innalzamento delle pressioni che produce una rottura in ogni direzione e quindi anche verso il tiratore».

Nonostante il primo incidente del 28 gennaio, avvenuto a Roma durante i recenti corsi di addestramento delle Unità Operative di Pronto Intervento – Squadre Anti Terrorismo, è stato disposto di continuare a utilizzare le munizioni difettose e il giorno successivo la canna di una pistola d’ordinanza si è squarciata proprio nel punto di maggior resistenza, a dimostrazione di quanto sia stata potente la detonazione. «Diverse le segnalazioni che mi arrivano ogni giorno da tutta Italia di incidenti di tiro anche più blandi con Beretta 92 FS – conferma Gianni Tonelli -. Mi è stato fatto presente che quando qualche istruttore di Questure e Specialità ha provato a vietare l’utilizzo dei proiettili fallati durante le esercitazioni, qualcuno dal dipartimento avrebbe chiamato facendo minacciose pressioni». Il segretario generale del Sap, al 19esimo giorno di sciopero della fame, ha segnalato la situazione al capo della Polizia Alessandro Pansa, già denunciato insieme al Questore di Roma Nicolò D’Angelo dopo la sospensione dell’assistente capo apparso in televisione. «Perché i proiettili fallati non sono stati restituiti al produttore? Chi ha stipulato i contratti deve aver accettato una clausola che esclude la sostituzione dei lotti difettosi. L’unica soluzione sarebbe quella di buttare queste munizioni ma, per evitare la responsabilità di un danno erariale per il quale mi rivolgerò alla Corte dei Conti, i funzionari del Ministero hanno deciso di utilizzarle in addestramento, sottovalutando totalmente il pericolo, per coprire i loro errori e non doverne rispondere».

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