La sede storica del Pd romano: 170 mila euro di affitti mai pagati al Comune

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giubbonariIl partito degli onesti, secondo chi lo vota. Peccato che il Pd, però, non si è dimostrato sempre tale. A Roma una delle sedi storiche dei dem, un immobile di proprietà del Comune, è moroso per 170 mila euro. Affitti mai pagati, tanto meno mai pretesi o riscossi dai sempre “puntuali” dirigenti comunali. Ecco cosa ha svelato l’edizione romana del Corriere della Sera.

di Ernesto Menicucci 

La più «rossa», e famosa, sezione del Pci, poi Pds, poi Ds e infine Pd, è quella di via dei Giubbonari, alle spalle di Campo de’ Fiori, una piccola Stalingrado nel centro di Roma, dove si è iscritto — tra i mille che sono passati, da Achille Occhetto a Sandro Curzi — anche l’ex capo dello Stato Giorgio Napolitano e dove una volta comparve a sorpresa persino Silvio Berlusconi.

La sede del Pd è, anche questa, in un immobile di proprietà del Comune e qui — almeno qui — il problema non è il canone d’affitto stracciato: per stare lì, infatti, i dem dovrebbero pagare (dati ufficiali alla mano) 14.910,48 euro l’anno. Tutto bene, se non ci fosse un conto arretrato da far spavento: il Pd, infatti, è da tempo «moroso» e deve al Campidoglio la bellezza di 170 mila euro. Nel 1946 l’affitto era simbolico, di sole 320 lire mensili, poi rivalutate a 12 mila lire nel 1986. Con l’avvento della giunta di centrodestra guidata da Gianni Alemanno, il canone «schizzò» a 1.200 euro mensili, il prezzo attuale. Solo che, a quel punto, furono gli stessi «compagni» della sezione a riabbassarsi (in piena autonomia) l’affitto a 102 euro al mese.

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Non è l’unica sede del Pd, però, in queste condizioni. Una è alla Magliana, un’altra ancora in estrema periferia est, a Villa Gordiani: anche qui, la morosità è schizzata alle stelle. Ma verifiche sono in corso anche su alcuni circoli, sia del Pd che di Sel, «ospitati» dentro sedi di associazioni, specie all’Esquilino. Caso a parte, poi, la onlus «Imagine» a via dei Volsci, San Lorenzo, due passi dall’Università «La Sapienza». È la onlus di Ignazio Marino, che occupa ancora uno stabile comunale dove pagava 239,76 euro al mese. Un’organizzazione che ha già creato diversi grattacapi all’ex sindaco (è indagato per truffa ai danni dello Stato per una vicenda legata ai collaboratori di Imagine) e che non avrebbe più i titoli per stare in quello stabile. La concessione è scaduta, ma nessuno li ha mai cacciati.

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