L’amico di Renzi difende la Boschi. Solo Berlusconi non poteva non sapere

Di Eugenio Cipolla, il - # - Replica

28/10/2012 Roma, trasmissione In mezz'ora in onda su Rai Tre, nella foto Davide Serra di Algebris Investiments

Ieri pomeriggio la domenica di Rai Tre, ormai quasi decomunistizzata in seguito alla nuova ondata renziana, ci ha offerto in esclusiva l’intervista dell’ormai sempre presente Lucia Annunziata a Davide Serra, il finanziere a capo del Fondo d’investimenti Algebris e amico stresso del premier Matteo Renzi, che da Davos, a margine del World Economic Forum, ha parlato della situazione finanziaria in Italia e delle ultime vicende bancarie che hanno interessato il nostro paese.

Certo, per chi non conosce il soggetto e la sua storia, vedere un finanziere che da Davos parla di Banca Etruria, Mps e Consob, dando una spiegazione “logica” a tutto, è sembrato un sogno trasformatosi in realtà. Finalmente, avranno pensato molti, qualcuno chiude queste settimane di nebbia e incertezze. Non è così, ma per ora non è questo che ci interessa. Perché ad un certo punto, l’amico del premier si è tuffato nel commentare le voci riguardo il conflitto d’interessi della Boschi relativamente alla vicenda di Banca Etruria.

“Quando si parla dei problemi della Banca Etruria bisogna pensare che ci sono pecche che risalgono al 2007, 2008, 2009, 2010, al 2011, i problemi risalgono ad anni prima”, ha detto. “Ci sono sofferenze arrivate al 20-30%, c’è stato un grave errore manageriale che ha portato a questi risultati. Conflitti d’interessi? Se qualcuno ha autorizzato i crediti andati male, va accertato”. Poi la difesa della Boschi:”Non ha nessun ruolo in Etruria, e non è detto che sapesse. Mio padre, per esempio, era nel settore dell’acciaio ma non è detto che io sapessi cose dell’attività”.

Purtroppo, però, a parte la scarsa logicità del paragone, c’è da rilevare che non è sempre così, non sempre si può non sapere. Uno che lo sa bene si chiama Silvio Berlusconi. Lui è uno di quelli che “non poteva non sapere”. Sulla base di questo principio, infatti, è stato condannato nel processo Mediaset a 4 anni per una presunta frode portata a termine a metà degli anni duemila. Cioè circa dieci anni dopo che si era dimesso da ogni incarico societario, senza mai aver firmato un bilancio. Curioso no?

@eugcipolla

Riproduzione riservata - ©2016 Qelsi Quotidiano



Seguici

Ogni nuovo post ti verrà inviato alla tua Email

Unisciti agli altri iscritti: