L’economia tedesca scarica la Merkel: “Vive nel paese delle meraviglie, si dimetta”

merkelDopo il fuoco proveniente dal New York Times, anche la stampa tedesca prende a schiaffi Angela Merkel dopo gli stupri di Colonia. É il quotidiano economico tedesco Handelsblatt, più o meno l’equivalente del nostro Sole 24 Ore, ad attaccare duramente il cancelliere tedesco. In un editoriale Angela Merkel è accusata di vivere al di fuori della realtà. Riporta il tutto Milano Finanza.

Angela nel paese delle meraviglie. Questa è la situazione in cui si dibatte il cancelliere Angela Merkel, a giudizio di Gabor Steingart, direttore editoriale del prestigioso quotidiano economico tedesco Handelsblatt. In un suo editoriale di lunedì 11,Steingart parte dalla pubblicazione di una email da lui ricevuta, in cui Monika K. da Berlino ha descritto ciò che le è capitato il 5 dicembre: “Sono stata accerchiata da giovani stranieri intorno alle 9 di sera, dopo essere andata a un concerto nella Chiesa di S. Nicola. Stavo camminando da sola, ma c’erano altre persone in giro. Ho sentito qualcuno toccarmi il sedere, e due giovani stranieri, turchi o arabi, rapidamente mi hanno sorpassato. Uno di loro ha detto: “Ehi, come va?”. Ero così sorpresa da non essere in grado di reagire! E i due se ne sono andati. Ho 73 anni e certamente non ero vestita in modo provocante. Dovrei forse stare chiusa in casa?”

Steingart sostiene che la lettera descrive un problema più grande di quello che è successo di fronte alla Cattedrale di Colonia alla vigilia di Capodanno, quando decine di donne sono state approcciate in malo modo da un gruppo di uomini, molti dei quali rifugiati. “Non è una questione di un capo della polizia distratto e ormai caduto in disgrazia. Il vero problema è il comportamento che ha portato a quel tipo di incidente”.

La Germania è andata oltre, nella sua politica della porta aperta ai rifugiati, sostiene il direttore di Handelsblatt. In un primo momento, la generosità tedesca è suonata accattivante, poi ingenua. Ora è pericolosa. Il Paese è in procinto di perdersi per strada. Steingart non è solo sul tema: “La libertà in questo Paese non è una licenza di carnevale”, ha scritto Heribert Prantl nella Süddeutsche Zeitung di lunedì 11. E Ross Douthat, 36 anni, il più giovane editorialista del New York Times, si è spinto domenica 10 fino al punto di chiedere le dimissioni del cancelliere: “Angela Merkel se deve andare, in modo che il suo Paese, e il Continente di cui fa parte, possano evitare di pagare un prezzo troppo alto per la sua follia di nobili sentimenti.”

Per Steingart, l’autore americano si è spinto oltre: “la Merkel non se ne deve andare ora, ma deve darsi una regolata”. I punti deboli della sua politica per i rifugiati stanno diventando sempre più evidenti e le sue più recenti richieste di uno “Stato forte” suonano vacue, come se la Merkel pronunciasse parole di altri. Nel suo “Mentire in politica” la filosofa tedesco-americana del XX secolo Hannah Arendt introdusse il concetto di “defattualizzazione”, la creazione consapevole di una “atmosfera da Alice nel paese delle meraviglie”. Questo è ciò che la Merkel ha fatto per mesi, sia a parole sia nei suoi comportamenti, secondo Steingart: pensava di poter governare gli eventi, nei fatti ne è stata disarcionata. Il capo di governo tedesco, conclude l’editoriale di Steingart, sta combattendo il più potente avversario che si possa immaginare: la realtà. Non c’è modo che possa vincerla. Ma se dovesse riuscirci, a perdere sarebbe la Germania.

Redazione

Redazione1910 Posts

Qelsi.it è un quotidiano on line di opinione che analizza retroscena della politica, del variegato mondo dei partiti italiani, della cronaca giudiziaria. È un quotidiano indipendente, tra i pochi in rete a porre sistematicamente in risalto, spesso con ironia, le contraddizioni della sinistra italiana in tutte le sue forme. Fornisce una chiave di lettura dei principali avvenimenti nazionali, con uno sguardo anche al resto del mondo. Un’offerta in netto contrasto alla viralità, alla disinformazione e alle notizie infondate divulgate attraverso la rete, smascherate nei limiti del possibile anche da noi. Qelsi guarda a destra, si colloca in area moderata di centro-destra, ma non è organo di alcuna forza politica. Il quotidiano è nato a luglio 2013, la fan page su Facebook che ne è diretta espressione è "Magazine Qelsi".

Commenta con il tuo account social

1 Comment

  • Paolo Reply

    12 gennaio 2016 at 8:39 pm

    Forse che almeno i Tedeschi, si stanno svegliando?

Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

Seguici

Ogni nuovo post ti verrà inviato alla tua Email

Unisciti agli altri iscritti:

Realizzato da You-Com.it