L’India si arrende: Marò subito liberi se l’Italia toglie i veti politico-economici

Di Rosengarten, il - # - 34 commenti

maròDurante le festività di fine anno, in India, in ambienti solitamente ben informati, ha cominciato a circolare la notizia che sarebbero in corso incontri underground ed a fari spenti tra plenipotenziari indiani ed italiani per trovare una soluzione soddisfacente alla dolorosa vicenda dei Marò che si trascina penosamente ormai da 3 anni, 10 mesi e 3 settimane esatte. Una notizia che alla fine è apparsa in prima pagina su un quotidiano di Calcutta edito in lingua inglese, l’autorevole The Telegraph, con un titolo assai esplicito: “India, Italy work on deal on marines. Secret talks on road map” (India ed Italia lavorano sul caso dei Marò. Si tratta in segreto sulla road map”. Come fonte, il più importante quotidiano del Bengala cita tre influenti, ma anonimi, responsabili di quello che in India viene chiamato il Centre, cioè il Governo Centrale del Paese con sede a New Delhi.

Abbiamo tentato di verificare la notizia, ma i rubinetti sono chiusi e le bocche ermeticamente cucite, sia a New Delhi, che alla Farnesina. Ma per quello che abbiamo imparato in questi quattro anni sul modo in cui si dipanano le vicende in India, ci sono alcuni indizi ed un paio di conferme indirette che ci portano a ritenere che essa sia fondata e che qualcosa bolla veramente nel pentolone degli indiani. Impressiona ed incoraggia nel titolo del giornale di Calcutta quel riferimento alla trattiva sulla road map, cioè alla calendarizzazione dei passi concordati per arrivare in tempi brevi alla liberazione formale di Latorre e Girone. Se si parla dei tempi, logico aspettarsi che sia già stata raggiunta un’intesa, almeno di massima, sui contenuti, cioè sull’elenco dei punti da negoziare per arrivare ad un accordo. Tra l’altro, la questione va affrontata con la massima urgenza, perchè mentre Girone è ancora ai domiciliari a New Delhi, in teoria il prossimo 16 gennaio Latorre dovrebbe presentarsi in India e riconsegnarsi agli indiani per la scadenza del termine del periodo di convalescenza post-operatorio concessogli dall’Apex, la Corte Suprema dell’India.

Un punto pregiudiziale sul quale i due lati del tavolo avrebbero espresso vedute concordanti è che questo negoziato ed i suoi eventuali sviluppi positivi non dovranno in alcun modo interferire con le procedure arbitrali avviate lo scorso agosto ad Amburgo presso il Tribunale del Mare, e poi trasferite per competenza alla CAP (Corte Arbitrale Permanente) dell’Aia. Che questa posizione sia stata condivisa è di enorme importanza perchè toglie di mezzo dal negoziato qualsiasi aspetto legale, a cominciare dalla giurisdizione sul caso Marò ed altri aspetti giuridici, che ovviamente essendo oggetto di disputa non potrebbero trovare le parti d’accordo adesso, all’improvviso, su punti sui quali sono in disaccordo da 4 anni. Non si tratta quindi di ricercare un accordo extragiudiziario, una sorta di patteggiamento, ma solo del tentativo di ricondurre l’intera vicenda nell’alveo della legalità, incluso il fatto che non si può continuare a detenere due indagati senza che nei loro confronti, dopo 4 anni, sia stato formalizzato alcun capo d’imputazione. Se un processo ci dovrà essere, nell’attesa che si svolga che gli imputati siano tenuti a piede libero. Almeno questo.

Cosa chiede l’India in cambio della liberazione dei due fucilieri? Qui occorre fare una premessa per comprendere la situazione negoziale. Si deve sapere che l’Italia, dopo 4 anni di tiritere, di rinvii, di umiliazioni e di prese in giro poste in atto dalla Corte Suprema, dal governo dell’india, da magistrati ordinari e dell’Agenzia antiterrorismo, nonchè da inquirenti indiani del Kerala e di New Delhi, e le teatrali buffonate del comandante del peschereccio St Antony, autore di innumerevoli confessioni puntualmente seguite da ritrattazioni, finalmente qualcuno in Italia ha detto basta ed ha fatto quello che per quattro anni abbiamo implorato di fare: mettere l’India all’indice nel consesso internazionale, possibilmente isolandola politicamente ed economicamente. Noi che diamo addosso al governo un giorno sì e l’altro pure, possiamo tranquillamente riconoscere a questo premier di essersi “mosso” nelle dovute sedi e nei modi più opportuni, anche se un po’ tardivamente e dopo quasi due anni di tentennamenti.

Il sogno nel cassetto dell’India è quello di vedersi riconoscere lo status di grande potenza ed essere cooptata nel Consiglio di Sicurezza dell’Onu dove siedono Usa, Cina, Russia, UK e Francia. Se e quando questo avverrà, il rispetto della distribuzione di pesi e contrappesi di natura geopolitica lascia supporre che con l’India, che andrà a costituire ponderosa schiera orientale con Russia e Cina, entrerà anche la Germania. L’ingresso nel Consiglio Onu ovviamente rappresenta un punto di arrivo ed il riconscimento delle qualità di un Paese. Come fa l’India a bussare a quel portone avendo sul groppone un comportamento inqualificabile e da stato canaglia su un dissidio giuridico che sarebbe stato semplice comporre usando ragione e diritto e che invece con le loro illegalità e lo spregio di ogni Diritto, da quello Diplomatico all’Unclos III di Montego Bay, Dalla Carta dei Diritti fondamentali dell’Uomo al Diritto della Navigazione, hanno trasformato in problema planetario? Senza dire dello squallido comportamento dei suoi soldati nelle missioni di peacekeeping come Caschi Blu dell’Onu, nel corso delle quali hanno dato corso a stupri, rapine ed omicidi (“Gli indiani negano ai Marò un diritto che salvò dalla pena capitale 46 loro soldati in Congo” Qelsi, 13 gennaio 2014).

Per giustificare e sostenere la propria candidatura l’India deve quindi procedere al pieno recupero della propria credibilità che passa per l’adesione ai più esclusivi Club internazionali. A confortare le aspirazioni dell’India ha provveduto soprattutto Barack Obama. Nella sua visita ufficiale in India del 2010, il presidente Usa, che quando si muove fa più danni della grandine il giorno prima della vendemmia, annunciò urbi et orbi il pieno supporto all’India per il suo ingresso nel novero dei membri del Nuclear Suppliers Group (Gruppo dei fornitori nucleari), del Wassenaar Arrangement, dell’Australia Group e dell’MTCR (Missiles Technology Control Regime). Obama tenne comunque a precisare che l’adesione dell’India  a questi consessi internazionali avrebbe dovuto essere attuata in modo soft e progressivo, in modo da non pregiudicare le attività ed i fini ultimi di queste organizzazioni. Insomma un ingresso fatto per piccoli passi successivi.

Tanto piccoli, che l’iter di adesione non si è ancora concluso ed appare ora molto in dubbio che possa riprendere ed andare in porto nella situazione che si è venuta a creare. Nel dicembre dello stesso anno, per non essere da meno, anche Sarkozy espresse il consenso della Francia per l’inclusione dell’India nel Nuclear Suppliers Group, che si aggiunse a quello del Regno Unito che era stato espresso già molto tempo prima. Tutto questo sostegno è essenziale per la causa indiana. Ricordiamo infatti ai non esperti di rapporti internazionali che, per ironia della sorte, l’NSG, che ha come scopo principale la non proliferazione ed il controllo degli armamenti nucleari, venne creato in risposta e per reazione ai test nucleari che l’India condusse nel 1974-75, sorda a tutti i richiami arrivategli dall’Occidente e dalla comunità internazionale perchè si astenesse dal condurli.

La Cina non è ancora per nulla convinta dell’ingresso dell’India, ma lo accetterebbe se fosse accordato anche al Pakistan. Tanto che non più tardi di pochi mesi fa, la Cina ha ufficialmente informato il Pakistan, cosa che si è premurata di far sapere bene in giro, che qualora fosse accettata l’iscrizione al gruppo NSG dell’India, ma non anche quella del Pakistan, lascerebbe il gruppo seduta stante. Ora ve lo immaginate un mondo nel quale nessuno possa più controllare l’armamento nucleare della Cina? Noi no. Apriamo una breve parentesi:  Il Pakistan è un alleato Usa, ma la cui posizione nell’NSG è ora perorata dalla Cina e contrastata da Washington perchè indigesta a New Delhi…Ma che casini è riuscito a combinare il piangina afroamericano che finge di versare lacrime per fucili e pistole, ma non si accorge che rischia di scatenare una nuova corsa alle armi atomiche?

Per quanto tutto appaia molto ingarbugliato, sta di fatto che l’India s’è venuta a trovare in grosse difficoltà ora che l’Italia ha posto veti al suo ingresso un po’ dappertutto. E si spiegano anche quegli spifferi usciti dalla Farnesina che poco prima di Natale riferivano di una “strana” telefonata di Renzi ad Obama, forse per chiedere al presidente Usa di desistere dal fornire supporto politico all’India in pendenza del caso Marò. Una sorta di altolà all’ingresso dell’India all’MTCR ed agli altri gruppi sopra indicati cui l’India ambisce fortemente poter entrare a far parte. Chi è stato ad ‘Expo 2015 avrà notato che lo stand Indiano ha brillato per la sua assenza. I più attenti si saranno anche accorti che l’Alto Commissariato dell’Onu per i diritti umani ha lanciato da Ginevra un paio di anatemi contro l’India, e che, con voto unanime, il Parlamento Europeo ha approvato a gennaio 2015 una mozione con la quale si è provveduto a congelare la ratifica dell’FTA (Free-Trading Agreement, accordo di libero scambio) tra India ed Ue 28, che creerebbe un mercato di quasi 2 miliardi di consumatori e che solo per quest’anno avrebbe garantito a New Delhi entroiti equivalenti ad 1,3 punti del suo Pil ( “La Ue sospende la ratifica dell’accordo commerciale con l’India: “Prima liberate i Marò” Qelsi, 5 giugno 2015).

Ricapitolando, l’Italia ha minato di veti il cammino internazionale dell’India all’Onu, nei rapporti politici con gli altri Paesi, e persino sul piano dei rapporti commerciali. Una situazione insostenibile per l’India, che si vanta di essere la più grande democrazia del mondo stante il regime comunista di Pechino, dalla qualeil governo di Narendra Modi deve tirarsi fuori al più presto e nel modo più indolore possibile. E qui ora si comprende perchè un negoziato segreto tra India ed Italia per “rimuovere” l’ostacolo rappresentato dai Marò appaia ora più che probabile, assolutamente verosimile.

Le condizioni che secondo il The Telefraph l’India pone per la liberazione dei Marò sono essenzialmente tre. La prima riguarda l’impegno dell’Italia a rimuovere i veti che non consentono all’India l’adesione ai quattro importanti organismi internazionali sopra accennati, cioè NSG, MTCR, Wassenaar Arrangement e Australia Group, i quali esercitano un ferreo controllo dell’import-export delle tecnologie d’avangurdia, un commercio dal quale l’India è praticamente esclusa. La seconda, che l’Italia rimuova le pressioni sulla Ue ed acconsenta alla ripresa del processo di ratifica della prima fase dell’FTA Ue 28-India. La terza condizione, che l’Italia s’impegni con la Corte Suprema dell’India, responsabile della custodia cautelare dei due fucilieri del San Marco, a rispedire in India i due Marò qualora la CAP dell’Aia riconoscesse la giurisdizione indiana del caso e la magistratura dell’India intendesse istruire un processo.

Condizioni molto onerose  quelle poste dall’India per i loro enormi risvolti politici ed economici tutti a proprio favore. Anche perchè molto probabilmente l’Aia darà ragione all’Italia, caso in cui i Marò gli indiani saranno chiamati a restituirceli gratis e senza condizioni. Non solo, perchè a quel punto sarebbe l’Italia a poter imporre all’India di pagare dazio molto pesante per ottenere il ritiro di tutti i veti posti a causa del caso Marò. Ma in ultima analisi da stato canaglia nella circostanza si è comportata l’India, non certo l’Italia, per cui accetteremo tutto purchè la finiscano con questa storia e restituiscano alla Patria, ai loro affetti, al loro lavoro alla loro vita i due nostri valorosi fucilieri del Regg.to San Marco. E così sia.

PS Con tutto quello che la vicenda dei Marò è costata all’India per la sua immagine, sul piano politico e su quello economico, siamo certi che gli indiani continueranno a chiedersi perchè mai i Marò glieli abbiamo rispediti due volte in India quando loro ce li avevano rimandati a casa. Ce li fossimo tenuti, come loro speravano che accadesse, la questione si sarebbe chiusa tre anni fa. Chi glielo spiegherà mai questo agli indiani ora che il prof Monti è intento a godersi la “meritata e faticata” pensione dopo gli enormi “servigi resi al Paese”?

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  • monica cappellini

    Monti è meglio non rammentarlo. Obama si attende con ansia la fine del mandato.
    l’India resta un paese dei grandi gap sociali;
    le sontuose ricchezze di maharaja sono sempre li’; interessi britannici inclusi; e l’islamizzazione alle porte. Basti guardare quanti Sikh sn emigrati tra AUS e anche UE.
    A noi interessano i MARO’. La scacchiera urbi et orbi …la gestira’ si spera chi ne è all’altezza. Dubito che l’UK cedera’ sull’ingresso di questo paese nella congrega dei grandi. I Britannici nonostante l’enorme massa di orientali ed interessi che attualmente ancora hanno nelle colonie, restano Britannici con certo distacco sprezzante. Basti guardare Al Fajed: prorpietario di mezza Londra senza residenza.

    • Giovanni Bravin

      Al Fajed, era padre di Dodi, quindi la Casa Reale britannica NON lo apprezzerà mai. Stessa sorte per ricchi arabi che investono in GB sapendo che il petrolio finirà. I Britannici hanno molto sangue amaro verso l’India, tuttavia li sopportano, ma sarà molto improbabile che acconsentano un’ingresso indiano nella Sicurezza ONU. Mi meraviglia che voglia entrarci la Germania che ha perso la II Guerra Mondiale con Italia e Giappone.

  • Giovanni Bravin

    Complimenti (eufemismo) alla diplomazia italiana ed accoliti. CINQUE ministri esteri, alcuni ministri difesa, TRE governi (non eletti) per ottenere un risultato molto discutibile: politicamente, militarmente ed umanamente.
    Tuttavia in questo periodo abbiamo venduto la Pininfarina agi indiani. Prepariamoci a guidare un po’ di Mahindra ed ampliare la gamma Tata, già presente in Italia. Ovviamente l’India sarà maggiormente presente in Italia….

    • Paolo

      Eppure, nonostante tutto questo, ci sarà chi manifesterà egualmente la sua insoddisfazione.

      Se li immagina, la schiera dei “colpevolisti a prescindere” come si strapperanno i capelli, le loro notti insonni a rimuginare furibondi, loro che già si fregavano le mani e si sgolavano sino a diventare rauchi pregustando di vedere i nostri due connazionali sul patibolo (sì proprio così)rei ai loro occhi di essere soldati, di credere in un codice d’ onore, e di portare più che onoratamente una divisa?

      • sergio41

        Paolo consentimi, ma su quali basi fai queste farneticazioni? Evidentemente l’immaginazione non ti manca! Non vado oltre, ma solo ti ricordo che il codice di onore impedirebbe a qualsiasi militare di sparare su degli inermi.
        Stabilito che per ora le vittime sono di poveri insignificanti pescatori, dunque carne da macello per alcuni, io non condanno nessuno, ma auspico una giusta indagine e se necessario, un giusto processo se si rilevasse un comportamento superficiale e negligente.

        • Paolo

          Ha parlato l’ esperto di farneticazioni, per caso?

          L’ Indagine è avvenuta. Nonostante l’ India abbia fatto di tutto per nascondere le prove. La non colpevolezza dei nostri due fucilieri è evidente anche al più orbo dei ciechi. Ma lei, naturalmente, come tutti gli altri colpevolisti a prescindere, non vede, non sente, eccetera eccetera.

          Sono due anni che ingoio rabbia, leggendo autentiche fanfaronate nei confronti dei nostri due soldati, per inciso – VISTO CHE LEI FA DI TUTTO PER IGNORARLO, come tutti i suoi pari – i nostri due soldati, dicevo, sono innocenti e vittime (pedine usate in una macchinazione politica farsesca) non meno dei pescatori uccisi. Noti che il suo odio verso i nostri due soldati è così palpabile ed evidente, che mentre da buon venditore di lozioni inneggia ai pescatori, i nostri soldati non li cita neanche.

          Sono io a fermarmi qui, ora, perché se dovessi tirare fuori la rabbia che ho dentro esploderebbe letteralmente il PC.

          • sergio41

            Temo che lei Paolo non abbia capito e con troppa facilità ha tratto conclusioni tutte sue.
            Stabilito che L’INDIA, incredibilmente, non ha ancora formalizzato le accuse, e pertanto è da desumere che l’inchiesta non è chiusa, mi consente di definire nuovamente una sua COLOSSALE FARNETICAZIONE l’odio che mi attribuisce per questi due nostri militari. Da cosa lo ha desunto? E perchè dovrei odiarli? Che mi hanno fatto? Dov’è la logica?
            Io ho solo auspicato che venga fatta chiarezza, per il bene di tutti, senza la pomposa retorica partigiana che lei ha voluto aggiungere.
            Detto ciò, mi auguro sinceramente che i Marò non si siano macchiati di leggerezza e che il loro comportamento sia stato rigidamente legato alle regole di ingaggio, tuttavia mai crederò ciecamente alle versioni di entrambe le parti, ma fermo restando il cordoglio per la morte di due innocenti, posso auspicare un giusto processo e sperare in una completa riabilitazione dei fucilieri e la condanna dei colpevoli?
            E poi ci sarebbe anche da capire perchè ci sarebbe una macchinazione politica! Perchè uno Stato immenso se la dovrebbe prendersela con due nostri marinai? A che titolo? E perchè l’ Italia ha risarcito i familiari delle vittime? Insomma, c’ è ancora molto da capire, e non possiamo farlo abbracciando esclusivamente solo le teorie o le opinioni che sempre ci sono nella difesa degli imputati.

        • 174VAM

          Stabilito da chi che le vittime siano dei pescatori?
          Stabilito da chi che a sparere sui due “pescatori” siano stati i nostri Fucilieri?

          Eviterei di “stabilre” (cosa che hanno tentato invano di fare gli indiani) teorie fondate sul…. NULLA

          • sergio41

            Francamente non capisco cosa intende!
            Lei mette in dubbio che le vittime siano dei pescatori?
            Dove ho scritto che a uccidere siano stati i nostri fucilieri? Ma che hanno sparato è certo: lo hanno ammesso loro!
            Ho solo fatto un’osservazione su una inutile e fuori luogo retorica. Non volevo assolutamente colpevolizzare i nostri soldati! Anzi!
            Ma continuo a domandarmi quali sono le motivazioni della polizia e della giustizia indiana per questo accanimento. Si sono inventati tutto? E perchè? Quali sono i vantaggi che potrebbero ottenere?
            Personalmente credo che in ogni comportamento ci deve essere una logica e una motivazione, e francamente e con tuta la mia buona volontà non riesco a vedere quella che è stata definita una macchinazione politica dello Stati indiano.
            Avranno voglia di perdere tempo e denaro e di romperci le scatole per puro divertimento?
            O lei sa qualcosa che io non so?
            Posso suggerire, anche al precedente interlocutore questa lettura, dove sono riportate asetticamente entrambe le due versioni dei fatti?
            https://it.wikipedia.org/wiki/Caso_dell%27Enrica_Lexie
            Dopo di ciò mi ripeto ancora, non credendo ciecamente a nessuna delle due versioni anche se parteggio ovviamente per i due Marò, posso sperare e auspicare un giusto processo che stabilisca la verità? Sono tanto strano?

          • sergio41

            Naturalmente non accetto le teorie geo politiche sopra illustrate. Non è pensabile che quando alla Lexie fu chiesto il rientro in porto già era stata messa in atto tutta questa strategia poitica di altissimo livello.
            Se poi, in una fase successiva, ci sia stata tutta questa macchinazione è tutta un’opinione e una analisi, che certamente non posso escludere ma che nemmeno abbraccio ciecamente, dello scrivente “Rosengarden”.

        • Rosengarten

          Caro sig.r Sergio, scusi ma lei fa una enorme confusione. Nessuno ha mai detto che non si debba indagare su quanto avvenuto in India il 15 febbraio del 2012. Le vittima hanno diritto ad avere giustizia, come noi tutti di conoscere la verità, ed Marò di dimostrare la propria innocenza. Ma se gli indiani invece di svolgere indagini obbiettive tese a ricercare una realtà fattuale hanno individuato dei capri espiatori e posto un teorema: i Marò sono colpevoli ed ora vediamo come incastrarli, allora non ci siamo proprio e nessuno se ne può stare zitto ad osservare. Sull’argomento Marò abbiamo scritto decine di articoli su fonti di diretta provenienza dall’India ed abbiamo dimostrato in tutti i modi, fatti, circostanze e prove alla mano che i Marò non sono innocenti, ma che semplicemente nè loro, nè la Enrica Lexie hanno mai incrociato il St Antony. Ora noi qui non possiamo riscrivere la storia da Adamo ed Eva, ma se lei ha desiderio di informarsi può farlo nell’archivio di Qelsi. Le indico due titoli per tutti: “Come la sinistra colpevolista ha montato un caso ideologico sui Marò” del 28 ottobre del 2013, dove cliccando sul qui celeste in ultima riga si accede ad un altro articolo con la prova provata delle manipolazioni delle prove degli indiani e dei loro sinistri collaborazionisti italiani per incastrare i Marò, od il più recente “Da Amburgo si conferma che gli indiani “costruirono” le prove per incastrare i Marò dell’11 settebre del 2015. Persino la marina militare indiana, altro articolo che può ritrovare in archivio Qelsi, analizzando dati satellitari e tracce dei messaggi aveva concluso che la Lexie ed il St Antony non si incrociarono mai. Ora, anche se lei vuole essere colpevolista a priori perchè in mare non si spara, qualche domanda se la dovrà pur fare. Perchè il comandante del peschereccio che un filmato del canale indiano news 24 ore NDTV, mostra in una intervista da lui rilasciata a caldo alle ore 23.30, in cui afferma che gli avevano sparato addosso due ore prima, cioè alle 21.30 locali, poi ha ritrattato dicendo che gli avevano sparato alle 16.30? Che menta, oltre che le immagini lo dimostra la fisica, perchè ha impiegato 7 ore a percorrere 20 miglia, tratto che invece richiede solo due ore ad essere coperto. Quindi non è vero che fossero le 16.30, ma la sparatoria c’è stata alle 21.30. Tutto taroccato dagli indiani, fatto del quale si è avuta definitiva conferma ad Amburgo con documenti che LORO, non noi, hanno presentato a quella Corte. E poi, secondo lei se gli indiani avessero uno straccio di qualche prova contro i Marò in quattro anni il processo non glielo avrebbero fatto per sputtanarci e dimostrare quanto avessimo torto a chiedere la loro liberazione? E poi secondo lei si possono tenere due indagati, nemmeno due imputati, per 4 anni in galera senza porre dei termini per proscioglimento o rinvio a giudizio? E secondo lei la Convenzione di Montego Bay (Unclos III) ammette il sequestro in alto mare ed al di fuori delle acque territoriali di una nave straniera con tanto di equipaggio? Si combattono i pirati usando i loro stessi metodi? Le garantisco che è completamente fuori strada. Noi il processo lo vogliamo, ma solo dopo che una istruttoria obbiettiva ristabilisca la realtà dei fatti. Se ci saranno gli elemeneti per un rinvio a giudizio che ben vengano, perchè i Marò, ripeto, non sono innocenti, ma completamente estranei a quei fatti e meritano di vedersi riconoscere innocenti in un tribunale. Ma il processo va fatto secondo quanto previsto dal diritto internazionale e nella sua sede giurisdizionale naturale. Rosengarten

          • sergio41

            Sig. Rosegarden approfitto e aggiungo dell’altro:
            Io non sono un colpevolista, ma perchè dovrei esserlo? Mi sono ripetutamente dichiarato felice se inequivocabilmente i Marò risultassero assolutamente innocenti. Sono solo uno che cerca la chiarezza assoluta.
            Le mie esternazioni sono personali opinioni non offuscate da una qualsiasi ideologia e le esprimo, se capita, in qualsiasi blog di qualsiasi orientamento. Non devo soddisfare nessun lettore e non cerco gratificazioni personali. Mi intende? Spero di si!
            Dopo di ciò, senza contestare le sue prove a discarico e le palesi discrepanze , che certamente saranno veritiere, ma che devono essere valutate all’ interno di un processo, sono assolutamente d’accordo sul SUCCESSIVO comportamento molto ambiguo della giustizia di questo Stato e che è assolutamente inconcepibile e inaccettabile che dopo oltre tre anni non è stata formulata una accusa.
            Mi consenta tuttavia di contestare la sua ferma presa di posizione che vuole i Marò estranei ai fatti. Se fosse come lei afferma e come io mi auguro, a chi hanno sparato dopo aver intimato e richiesto con i segnali di rito l’ allontanamento del peschereccio come loro hanno raccontato, e come ha ammesso anche la nostra marina militare? E perchè L’Italia ha risarcito i familiari dei morti?
            In Wikepedia si legge:
            5 febbraio 2012 – Al largo delle coste indiane del Kerala, la petroliera battente bandiera italiana Enrica Lexie naviga in rotta di trasferimento da Galle (Sri Lanka) verso Gibuti, con un equipaggio di 34 persone e con a bordo 6 fucilieri di marina (il capo di 1ª classe Massimiliano Latorre, il secondo capo Salvatore Girone, il sergente Renato Voglino, il sottocapo di 1ª classe Massimo Andronico e i sottocapi di 3ª classe Antonio Fontana e Alessandro Conte[2]) del 2º Reggimento “San Marco” della Marina Militare in missione di protezione della nave mercantile in acque a rischio di pirateria. Poco distante dalla nave italiana si trova il peschereccio indiano St. Antony con un equipaggio di 11 persone. Verso le 16:30, ora locale, l’Enrica Lexie incrocia un’imbarcazione e i marò a bordo, convinti di trovarsi sotto attacco pirata, sparano in direzione dell’altra nave. Poco dopo il St. Antony riporta alla guardia costiera del distretto di Kollam di essere stato fatto oggetto di colpi di arma da fuoco da parte di una nave mercantile; colpi che hanno ucciso due membri dell’equipaggio: Ajeesh Pink (o Ajesh Binki), di 20 anni, e Valentine, alias Jelastine (o Gelastine), di 44 anni.
            E ancora:
            28 febbraio 2012 – Il governo italiano chiede che l’analisi balistica sia condotta con la partecipazione di esperti italiani. La Corte del Kollam respinge la richiesta, ma accorda che un team di esperti italiani possa presenziare agli esami balistici condotti da tecnici indiani. Gli esami balistici condotti dalla polizia indiana accertano che a sparare contro il St. Antony sono stati due fucili Beretta in dotazione ai marò.[3] Per l’Italia il caso è seguito dal sottosegretario agli Esteri Staffan de Mistura. L’Italia rivendica la propria giurisdizione sulla vicenda poiché coinvolge “organi dello Stato operanti nel contrasto alla pirateria sotto bandiera italiana e in acque internazionali”.[7]
            Ancora:
            25 marzo 2012 – Diversi organi di stampa italiani[8][9] pubblicano notizie relative a una perizia balistica[10] redatta dal perito Luigi Di Stefano, che si qualifica come ingegnere ed esperto in indagini legate a incidenti aerei, e che scagionerebbe i due marò italiani. La perizia viene illustrata in una conferenza tenuta in una sala della Camera dei deputati il 16 aprile. In seguito l’affidabilità della perizia e la credibilità del suo autore vengono messe in dubbio.[11][12].
            Mi fermo qui, ma c’è molto altro. Se non è d’accordo e se le sue informazioni sono diverse ma sempre credibili, la invito a modificare questa pagina di Wikipedia come possiamo fare tutti citando fonti inoppugnabili.
            In conclusione, gentile Rosegarden, sarei felice se lei si esprimesse su questi fatti e non su quello che ci piacerebbe che fosse.
            Un ultima precisazione: vorrei che Lei notasse che non cito fonti che hanno una posizione pregiudiziale ben definita e nota. Anche questo ha il suo peso. Per esempio, anche questo link fa una cronaca pulita e senza commenti.
            http://attualita.tuttogratis.it/cronaca/caso-maro-riassunto-di-cosa-e-successo/P190451/
            Leggerò le risposte alle mie precise domande e senza essere accusato di ideologie che non mi appartengono?

          • sergio41

            Sig. Rosegarten approfitto e aggiungo dell’altro:
            Io non sono un colpevolista, ma perchè dovrei esserlo? Mi sono ripetutamente dichiarato felice se inequivocabilmente i Marò risultassero assolutamente innocenti. Sono solo uno che cerca la chiarezza assoluta.
            Le mie esternazioni sono personali opinioni non offuscate da una qualsiasi ideologia e le esprimo, se capita, in qualsiasi blog di qualsiasi orientamento. Non devo soddisfare nessun lettore e non cerco gratificazioni personali. Mi intende? Spero di si!
            Dopo di ciò, senza contestare le sue prove a discarico e le palesi discrepanze , che certamente saranno veritiere, ma che devono essere valutate all’ interno di un processo, sono assolutamente d’accordo sul SUCCESSIVO comportamento molto ambiguo della giustizia di questo Stato e che è assolutamente inconcepibile e inaccettabile che dopo oltre tre anni non è stata formulata una accusa.
            Mi consenta tuttavia di contestare la sua ferma presa di posizione che vuole i Marò estranei ai fatti. Se fosse come lei afferma e come io mi auguro, a chi hanno sparato dopo aver intimato e richiesto con i segnali di rito l’ allontanamento del peschereccio come loro hanno raccontato, e come ha ammesso anche la nostra marina militare? E perchè L’Italia ha risarcito i familiari dei morti?
            In Wikepedia si legge:
            5 febbraio 2012 – Al largo delle coste indiane del Kerala, la petroliera battente bandiera italiana Enrica Lexie naviga in rotta di trasferimento da Galle (Sri Lanka) verso Gibuti, con un equipaggio di 34 persone e con a bordo 6 fucilieri di marina (il capo di 1ª classe Massimiliano Latorre, il secondo capo Salvatore Girone, il sergente Renato Voglino, il sottocapo di 1ª classe Massimo Andronico e i sottocapi di 3ª classe Antonio Fontana e Alessandro Conte[2]) del 2º Reggimento “San Marco” della Marina Militare in missione di protezione della nave mercantile in acque a rischio di pirateria. Poco distante dalla nave italiana si trova il peschereccio indiano St. Antony con un equipaggio di 11 persone. Verso le 16:30, ora locale, l’Enrica Lexie incrocia un’imbarcazione e i marò a bordo, convinti di trovarsi sotto attacco pirata, sparano in direzione dell’altra nave. Poco dopo il St. Antony riporta alla guardia costiera del distretto di Kollam di essere stato fatto oggetto di colpi di arma da fuoco da parte di una nave mercantile; colpi che hanno ucciso due membri dell’equipaggio: Ajeesh Pink (o Ajesh Binki), di 20 anni, e Valentine, alias Jelastine (o Gelastine), di 44 anni.
            E ancora:
            28 febbraio 2012 – Il governo italiano chiede che l’analisi balistica sia condotta con la partecipazione di esperti italiani. La Corte del Kollam respinge la richiesta, ma accorda che un team di esperti italiani possa presenziare agli esami balistici condotti da tecnici indiani. Gli esami balistici condotti dalla polizia indiana accertano che a sparare contro il St. Antony sono stati due fucili Beretta in dotazione ai marò.[3] Per l’Italia il caso è seguito dal sottosegretario agli Esteri Staffan de Mistura. L’Italia rivendica la propria giurisdizione sulla vicenda poiché coinvolge “organi dello Stato operanti nel contrasto alla pirateria sotto bandiera italiana e in acque internazionali”.[7]
            Ancora:
            25 marzo 2012 – Diversi organi di stampa italiani[8][9] pubblicano notizie relative a una perizia balistica[10] redatta dal perito Luigi Di Stefano, che si qualifica come ingegnere ed esperto in indagini legate a incidenti aerei, e che scagionerebbe i due marò italiani. La perizia viene illustrata in una conferenza tenuta in una sala della Camera dei deputati il 16 aprile. In seguito l’affidabilità della perizia e la credibilità del suo autore vengono messe in dubbio.[11][12].
            Mi fermo qui, ma c’è molto altro. Se non è d’accordo e se le sue informazioni sono diverse ma sempre credibili, la invito a modificare questa pagina di Wikipedia come possiamo fare tutti citando fonti inoppugnabili.
            In conclusione, gentile Rosegarden, sarei felice se lei si esprimesse su questi fatti e non su quello che ci piacerebbe che fosse.
            Un ultima precisazione: vorrei che Lei notasse che non cito fonti che hanno una posizione pregiudiziale ben definita e nota. Anche questo ha il suo peso. Per esempio, anche questo link fa una cronaca pulita e senza commenti.
            http://attualita.tuttogratis.it/cronaca/caso-maro-riassunto-di-cosa-e-successo/P190451/
            Leggerò le risposte alle mie precise domande e senza essere accusato di ideologie che non mi appartengono?

  • Paolo

    Sergio41 : sinceramente, lei è libero di credere o non credere quello che vuole. E’ la sua opinione, in mezzo a tante altre.

    Personalmente, sono tre anni (e non due come avevo scritto nel precedente commento) che seguo, con molto interesse, gli articoli estremamente ben redatti e doviziosi di particolari ad opera dellA scrivente Rosengarten, che – a differenza di lei – ha seguito la vicenda con professionismo e continuità.

    Se poi lei, ora dopo tre anni, tutto giulivo viene qui e pretende di mettere in dubbio il lavoro serio di una professionista seria (e l’ opinione di chi, questa professionista, la segue) faccia pure. Magari, trova anche chi le da credito. Per favore però, scenda da quel piedistallo di cartapesta perché, se c’è uno che sicuramente non ha la verità in tasca è proprio lei.

    • sergio41

      Precisiamo che non sono giulivo. Perchè dovrei esserlo? Io vorrei che i nostri soldati vengano giudicati dalle nostre autorità militari, come dovrebbe essere visto che si trovavano, molto probabilmente, in acque extraterritoriali.
      Pertanto mi ripeto: auspicando che venga fatta chiarezza al più presto le ricordo solo due fatti incontrovertibili:
      *I Marò hanno sparato per loro stessa ammissione e ci sono due persone morte nella barca. E questo, nemmeno il più bravo avvocato di parte può negarlo*.
      Naturalmente mi auguro che i nostri soldati abbiano rispettato rigorosamente le regole di ingaggio e che tutto sia solo un tragico e doloroso involontario incidente. Tuttavia nella zona sembra che c’era anche un’altra nave e questo è un altro lato da chiarire.
      Dove ho scritto di verità assolute, Paolo? Se lei rilegge il tutto con calma chi ha espresso una posizione FERMA è solo lei! Non certamente io! Cerchi in futuro di attenersi ai fatti, per favore.

      La chiarezza e la logica ci dicono che la polizia marittima indiana locale che cercava di fare il suo lavoro non poteva immaginare le complicazioni geopolitiche e economiche che poi ci sono state successivamente.
      Mi senbra più che logico affermare che questo tutto macchiavellismo così dettagliatamente descritto sopra, nell’ immediatezza dei fatti era molto aldilà da venire e non potevaassolutamente esserci-. Francamente questa mi sembra una affermazione facilmente accettabile.

      Le faccio notare che oltre il Rosengarden, ci sono molti altri osservatori altrettanto rispettabili, che con molta asetticità, dunque scevri da infiltrazioni ideologiche e dalle solite strumentalizzazioni politiche di comodo (alternativamente praticate da tutti gli schieramenti) che tanto mi infastidiscono, hanno raccontato i fatti anche con dei libri.
      Le rinnovo, se ne ha voglia( è una lunga lettura) di prendere in considerazione, tanto per cominciare, il link di Wikipedia che ho sopra proposto.

      • Paolo

        Lei è giulivo, Sig. Sergio. Si fidi.

        La questione è che si tratta di un caso politico, e non semplicemente giudiziario, come lei vorrebbe pretendere di affermare.

        In altre parole, si tratta di un caso, volutamente strumentalizzato dalle autorità indiane (non certo da noi) nel quale l’ aspetto giudiziario è completamente asservito all’ aspetto politico della faccenda.

        Se lei non accetta questa premessa (ribadendo che il fatto che non l’ accetta LEI, non muta assolutamente il quadro della situazione) allora discuterne diventa abbastanza inutile, in quanto si trasforma in un dialogo tra sordi.

        I fatti, le ripeto, ci sono. I marò hanno sparato? Certo, però hanno sparato dei colpi calibro 5.56 NATO, non coincidenti con i proiettili ritrovati sul corpo delle vittime, che sono di calibro differente. Fatto che, da solo, basterebbe ed avanzerebbe a scagionare i nostri soldati dall’ accusa infamante. E difatti, guarda caso questo particolare è stato tenuto nascosto dalle autorità indiane sino a quando esse hanno potuto. Poi ci sono le testimonianze falsate, le posizioni delle navi non coincidenti, gli orari e tanti altri particolari che non sto a riassumerle perché dovrei andare a ripescare tre anni di articoli e, sinceramente, solo per ribattere ad un suo commento senza offesa, non ho voglia di farlo.

        Quello che abbiamo sono : due pescatori morti, e due soldati italiani sfruttati come capri espiatori. Per quale motivo?

        Non è certo così machiavellico come vorrebbe affermare lei : di fatto, l’ India (che a parer mio, della GRANDE potenza ha solo l’ estensione geografica, vorrei vedere se i due fucilieri fossero stati Cinesi, o Russi, se si sarebbe verificato un balletto come questo!!!) è in malafede a ripetizione.

        In primo luogo, in quanto la risoluzione (applicata in sede internazionale, ed approvata dall’ ONU!!!) di dotare navi commerciali di scorta deriva dal ritorno impressionante della pirateria (in pieno XXI Secolo ci ritroviamo di nuovo come ai tempi gloriosi dei Galeoni e della Tortuga, faccia lei!!!) e della manifesta incapacità dei paesi direttamente interessati (ed in primo luogo la GRANDE potenza indiana)a mantenere “pulite” e sicure tali rotte.
        Inadempiente ed in malafede in secondo luogo, in quanto dopo che l’ ONU (e le varie compagnie di navigazione commerciale) si sono prese la briga di togliere (o perlomeno provarci) dal fuoco castagne che sarebbero state di competenza dell’ india, questa arriva addirittura ad infischiarsi dei trattati internazionali.
        Inadempiente ed in malafede in terzo luogo perché per una mera prova di forza a livello internazionale, l’ india ha tentato di scaricare sui nostri soldati la responsabilità di due omicidi che va ricercata altrove, e che in parte è da attribuire proprio ad essa ed al suo menefreghismo nel contrastare efficacemente il fenomeno della pirateria.

        Solo che ci si sono invischiati dentro, perché le prove dell’ innocenza dei nostri due soldati sono così palesi ed evidenti, che nonostante tutta la malafede e l’ ipocrisia indiana la nostra stampa (almeno, quella non colpevolista) è riuscita a tracciare un quadro chiaro e convincente del reale svolgersi dei fatti, e delle autentiche responsabilità che l’ india cerca (molto male, e goffamente) di coprire, addossando la colpa ai nostri due soldati.

        Come vede, gli aspetti politici del caso sono talmente preponderanti su quelli strettamente giudiziari, che straripano addirittura.
        Quindi non si tratta solo a livello di giustizia di riabilitare i nostri due soldati, ma di puntare l’ indice contro un paese che pretende di essere un’ interlocutore a livello internazionale dimostrandosi poi, in ogni momento, assolutamente inaffidabile, infido, prepotente e prevaricatore solo coi più deboli (le ripeto : vorrei vedere se al posto dei nostri due marò ci fossero stati due Spetsnaz Russi, se l’ india si sarebbe comportata con la medesima arroganza!!!)

        Se lei non vuole credere a questa prospettiva della situazione, allora è inutile continuare la nostra discussione. E non mi venga a dire che farnetico.

        • sergio41

          Ma perchè mi vuole assolutamente attribuire affermazioni che non ho mai fatto? Perchè vuole costringermi a ripetermi? Eppure è palese che mi ha letto sopra, tuttavia continua imperterrito ad assegnarmi asserzioni che non mi appartengono. E’ così difficile attenersi strettamente a quello che si legge senza fantasticare e immaginare i comportamenti altrui?
          Mi consenta se riuso la sua allusione: sarei io il giulivo? Mi scusi, ma se l’ è andata proprio a cercare.

          Sinteticamente ancora una volta: è impossibile che nell’ IMMEDIATEZZA dei fatti la polizia marittima del Kerala, un piccolo stato della grande India federale, abbia messo insieme una macchinazione politica o che abbia fatto una distinzione per la nazionalità. Mi spiace, ma a questa logica credo fermamente.

          Come ho già scritto, RIPETO GIA’ SCRITTO, e come lei platealmente vuole ignorare, è molto evidente che quando la faccenda arrivata successivamente al governo centrale Indiano il tutto si è allargato a macchia d’olio assumendo dimensioni molto politiche e economiche e poco giudiziarie, come anche affermava giustamente Rosergarten.
          Molto probabilmente se i due fucilieri fossero stati russi o cinesi, oggi sarebbero liberi e magari da un bel pezzo. Ma purtroppo, noi non abbiamo un peso politico economico e politico per fare pressioni che non si possano respingere e ignorare. E’ inutile fare dello sciocco vittimismo, la realtà dei fatti è quella che è! E non è certamente colpa di qualcuno se non abbiamo il peso di un territorio immenso e quello di una popolazione di oltre un 1,3 miliardi di persone, o le risorse energetiche da sbandierare e da usare come grimaldello.
          Per il resto, e anche qui mi ripeto almeno per la terza volta, io non contesto nulla delle altre sue argomentazioni e sono il primo ad augurarmi, DA ITALIANO e per la simpatia che ho per i nostri marinai, che i Marò ne escano completamente riabilitati. Ma vorrei che lo decidessero dei veri giudici assolutamente integerrimi e incorruttibili, non le lecite opinioni, talvolta incontrovertibili, degli avvocati difensori che sempre ci sono nei casi giudiziari di qualsiasi tipo. Sono tanto strano? A me sembrano sani concetti civili.

          Per questo ho proposto parte della cronaca dei fatti così come la riporta Wikipedia e senza dare giudizi, invitando chi è in possesso di altre informazioni ATTENDIBILI a modificare il testo secondo le norme del sito e come è consentito a chiunque.

          A proposito delle farneticazioni.
          Lei mi accusato di odiare questi nostri soldati, o lo ha già dimenticato? Come altro potevo definire questa affermazione paradossale basata sul nulla?
          Che poi fa pendant con la sua prima esternazione:
          “Se li immagina, la schiera dei “colpevolisti a prescindere” come si strapperanno i capelli, le loro notti insonni a rimuginare furibondi, loro che già si fregavano le mani e si sgolavano sino a diventare rauchi pregustando di vedere i nostri due connazionali sul patibolo (sì proprio così)rei ai loro occhi di essere soldati, di credere in un codice d’ onore, e di portare più che onoratamente una divisa?”
          Lei è consapevole di quanto è surreale e quanto è fantasiosa e condita da una ingiustificabile avversione questa frase?
          *Domanda vera, sarebbe gradita una risposta precisa e, soprattutto, non divagante*.

          P.S.
          colpevolisti a prescindere???? Tutto da ridere! Se esistono, allora ci sono anche gli innocentisti a prescindere!!!
          Che valgono come i primi, cioè niente!

  • Paolo

    “Non è pensabile che quando alla Lexie fu chiesto il rientro in porto già era stata messa in atto tutta questa strategia poitica di altissimo livello”

    Chi lo ha detto, scussi tanto, che “non è pensabile”?

    Solo perché LEI non trova credibile questa ipotesi dobbiamo scartarla automaticamente?

    • Rosengarten

      Caro sig.r Paolo, come vede è perfettamente inutile parlare con il sig.r Sergio perchè, come ho già detto, nessuno è più sordo di chi non vuole sentire. Continua a porre quesiti e ad ipotizzare situazioni su questioni che gli sono state spiegate e chiarite in tutte le salse, anche ripetendo degli stessi concetti che gli sono stati spiegati più volte, cambiando anche le parole come suggeriscono di fare nei corsi aziendali sulla comunicazione. Lui parte dal presupposto che “ma ti pare che gli indiani abbiano complottato…” Invece è del tutto evidente che lo abbiano fatto e sa perchè? Mica solo per tutte le prove che hanno cancellato, manipolato o costruito di sana pianta, ma proprio per la genesi della vicenda. La Guardia Costiera del Kerala ha teso una trappola alla Lexie. Ha lanciato un broadcast chiedendo collaborazione al riconoscimento di un barchino di presunti pirati. Ora è evidente che si trattasse di una trappola, perchè che i fermati fossero o meno dei pirati se ne sarebbero dovuti accorgere dall’arsenale di armi automatiche rinvenute a bordo invece dei pesci che dovrebbero normalmente esserci sui pescherecci. Poichè erano state appena recepite sei, e dico sei, mica una, Risoluzioni Onu per la collaborazione internazionale antipirateria, in Italia nella legge omonima del 2011 ma anche in tanti altri Paesi India inclusa, sembrò opportuno sulla Lexie dare una mano agli indiani. Ora il sig.r Sergio mica si chiede cosa avrebbero fatto i Marò ed il comandante della Lexie Vitelli se veramente avessero sparato a dei pescatori uccidendone due. In quel caso, ovvio che se ne sarebbero andati proseguendo il loro viaggio e chi s’è visto s’è visto. Soprattutto avrebbero taciuto e di quell’incidente nessuno ne avrebbe saputo più niente. Invece risposero all’appello e con quella buonafede che contraddistingue gli innocenti, sono tornati indietro per un duplice motivo: per l’armatore evitare il rischio di essere interdetto dal lucroso mercato indiano con tutta la sua flotta qualora avesse ignorato l’invito a collaborare con la polizia portuale; per il comando della nostra Marina una occasione per agire fattivamente contro i pirati collaborando con gli indiani. Invece gli indiani, loro sì che erano in malafede, accerchiarono la Lexie appena questa fu in vista del porto di Kochi, la sequestrarono e la perquisirono per due mesi da cima a fondo. Sa perchè? Perchè le perizia balistiche delle ogive recuperate una in un cadavere e l’altra sul St Antony non erano compatibili con quelle dei proiettili dei Marò, per cui per due mesi hanno cercato a bordo della Lexie armi che fossero compatibili con le ogive assassine dei due pescatori, ma non rinvennero nulla. Potrei citare altri 200 elementi probatori tutti a favore dei Marò, ma non è che ogni volta possa riferire tutto quello che ho scritto in 4 anni in molte decine di articoli. Per cui, contrariamente a quanto afferma un po’ gratuitamente e molto superficialmente il sig.r Sergio, io non sono nè arrogante, nè saccente, ma sull’argomento Marò con il perito balistico di Ustica dr. Di Stefano e Tony Capuozzo di TGcom24 credo di essere la più informata d’Italia, e quindi anche d’Europa e del Mondo sul caso dei nostri fucilieri. Cordialmente, Rosengarten

      • sergio41

        Quando e dove l’ ho definita saccente e presuntuoso? Dove e quando?
        Ma dovrò farlo in conclusione di questo mio commento.
        Il sordo che non vuole sentire non sono certo io che NON HO MAI CONTESTATO LE SUE ARGOMENTAZIONI. Ma certamente è Lei che invece coninua a non capire la mia posizione. Perchè cambia le carte in tavola? Non mi sembra leale inventare! Quanto meno non sia enfatico e cerchi di attenersi strettamente a quello che ho scritto e osservi che ho solo presentato altri punti di vista, forse sintetici, ma comunque assolutamente mai con toni colpevolisti.

        Sono solo dell’opinione che nell’immediatezza dell’ evento, non poteva sussistere ancora la successiva macchinazione che Lei illustra con dovizia di particolari (DI CUI SONO ASSOLUTAMENTE D’ACCORDO come ho già scritto ) e che, peraltro, fa ben sperare in un esito a noi favorevole.
        Certamente sono anche a conoscenza della trappola e dell’ingenuità dell’ armatore e del capitano della Lexie, che hanno abboccato ai mezzucci della polizia locale. Che comunque non c’entrano nulla con la dilatazione abnorme successiva di quando il fatto è arrivato al vertice dello Stato centrale, naturalmente prima passando da quello dello Stato del Kerala. Pure questa mia marginale opinione, sicuramente pochissimo rilevante nel contesto generale, le è indigesta? Almeno sia possibilista! E non si faccia infastidire dalla logica, che non è gradita. Non è buon viatico per chi ha probabilmente l’ambizione di essere ascoltato e apprezzato.
        Avevo poi osservato che i Marò avevano certamente sparato, e Lei mi ha spiegato che probabilmente l’oggetto del tiro poteva non essere il St.Antony. Ok, bene! Benissimo! Ma, mi consente di affermare che sarei più tranquillo se questa affermazione venisse da una autorità al di sopra delle parti?
        Avevo anche osservato che i Marò potevano aver seguito pedissequamente le regole di ingaggio e che tutto poteva essere stato anche un tragico incidente. Anche questa è una possibilità che Lei, dall’alto della sua competenza ha voluto ignorare e che, tuttavia, non voleva essere una contestazione delle sue ricostruzioni, ma solo un ‘ altra possibilità.
        DEVO ANCORA RIPETERE CHE NON CONTESTO e CHE MAI HO CONTESTATO NULLA DI QUELLO CHE SCRIVE? Con quale competenza potrei farlo? Le è chiaro questo? Scusi se mi ripeto, ma l’evidente sordo è lei!
        Ma lei legge solo se stesso? Ascolta gli altri?
        Continua a propormi argomentazioni che nemmeno lontanamente mi sogno di impugnare. Lei non mi deve convincere di nulla, poichè io non contesto, in definitiva, quasi nulla.
        In proposito ho anche chiesto perchè il nostro Stato ha risarcito i parenti delle vittime. Una tattica sbagliate per cercare di mettere una pietra tombale sopra il fatto? Ma questo Lei lo ha trascurato totalmente, forse non aveva pronta la risposta?
        Ririririripeto:
        vorrei ( e mi sembra indispensabile) che i nostri Marò vengano assolti da giudici assolutamente irreprensibili, soprattutto perchè non sono in grado di contestare le eventuali argomentazioni colpevoliste ( ma ci sono? non ne ho ancora letta una, oltre quelle riportate indiane) o anche quelle innocentiste. Realisticamente aspetto le decisioni di chi ha la competenza per farlo, certamente augurandomi che le sue argomentazioni Rosegarten, siano inoppugnabili, ma che nemmeno posso accettare totalmente proprio per l’ eccessivo fanatismo con il quale le enuncia, compresa una saccenteria e una presunzione fuori dal comune che, hai miei occhi, la rende un pizzico meno credibile. Senza nemmeno non notare qualche omissione qualche divagazione.
        Il campione del mondo? Sarà anche vero, ma non è meglio che lo dicano gli altri?

        Gratuitamente cosa??? Ahahaha! Ma chi gli ha chiesto di sbandierare il suo cuurriculum? Lo ha già dimenticato? Suvvià, non ecceda con la slealtà, non scappi dalle sue responsabilità.

        • sergio41

          Chiedo scusa illustre Rosergarten. Solo ora mi sono ricordato che effettivamente l’ho già definita saccente e presuntuoso, ovviamente in chiaro riferimento hai toni dei suoi commenti e all’enunciazione, assolutamente non sollecitata, del suo brillante curriculum di studi.
          Ma che tuttavia non le ha insegnato a rispettare le opinioni altrui, e soprattutto, a non ignorarle anche se sgradite.

          • Paolo

            E’ UNA DONNA!!!

      • Paolo

        Ha ragione, Sig.na Rosengarten.

        Nel Medioevo, lo avrebbero già messo alla gogna, penso.

        A noi, tocca succiarcelo 🙁

        • sergio41

          Anche qui, Paolo, non fa certo una splendida figura e peraltro dimostra una irritazione fuori luogo e un asservimento zelante e irriflessivo ai post di Qelsi e, come ho già scritto, è totalmente infastidito di leggere una voce e UNA OPINIONE fuori dal coro di questo blog, che certamente e lecitamente esprime dei pareri che tuttavia, come tali, non sono verità assolute. E questo per Lei, sembra assolutamente incomprensibile.
          In genere le persone normali, contestano con argomentazioni, quello che opportunatamente ritengono sbagliato, mentre Lei preferisce le battutine fanciullesche e, soprattutto, immotivate. Questo me lo consente alla luce delle sue dotte “esternazioni”?
          Mi spiace, si fa per dire, se continuo ad irritarla, ma come ho già scritto precedentemente, se la va proprio a cercare!

          Come peraltro ha già fatto, l’ Herr Rosegarten, anche se poi ha dovuto inventare una opposizione che non ho mai espresso. Ma forse per voi una osservazione logica equivale ad una contestazione. E’solo mancanza di rispetto per altri punti di vista o solo irritazione per un minimo di contraddittorio al quale evidentemente non siete abituati?

          • sergio41

            Chiedo scusa, mi era sfuggito il genere della nostra espertissima. Dove poso andare per farmi frustrare o per fare penitenza di questa gravissima svista?
            Pertanto mi correggo; non Herr, ma Frau Rosegarten o Dame Rosegarten.
            Attendo precisazioni sullo stato civile.
            Ahahahahahah!

            P.S. Peccato per Lei o forse meno male Paolo, che non siamo nel medioevo e in un regime totalitario di quei tempi che lei sembra tanto apprezzare. Oggi siamo “dominati” dalla terribile democrazia che lascia spazio e voce a tutti. Anche ai meno brillanti.

          • Rosengarten

            Egregio sapientone educato e moderato, qui non si tratta di contraddittorio, perchè la sua è solo una volgare e gratuita provocazione nel momento che io non esibisco pareri personali, ma mi riferisco a prove concrete e logicamente tra loro concatenate,ed a fatti realmente accaduti e ripresi dalle cronache indiane, mentre lei nulla di costruttivo oppone se non le sue rispettabili ancorchè infondate opinioni personali,da nulla suffragate se non dal suo immotivato convincimento. Le avevo proposto di rispondere ad un paio di quesiti per verificare la sua buonafede, ma lei si è guardato bene dal dare seguito alla cosa. Detto questo le porgo un’altra domanda: cosa penserebbe di un Paese in cui a capo di un governo eletto da trame di corridoio, non scaturito dalla scelta degli elettori, che governa grazie a 200 voti di carta regalatigli da una legge truffaldina definita anticostituzionale dalla Consulta, non da me, il premier abusivo si accaparrasse il controllo di tutti i media, della magistratura, della Corte Costituzionale, delle banche,dei principali mezzi di produzione, di tutti gli enti di controllo e di contrappeso costituzionale e democratico come le presidenze di Camera, Senato, Repubblica, Inps,le authorities ecc potendo fare quello che vuole al di fuori di qualsiasi controllo? Un paese democratico come lei si è lasciato sfuggire? Vede, lei dovrebbe sottoporre il suo concetto di democrazia ad un processo di revisione profondo ed autocritico. Rosengarten

  • sergio41

    Gentile Rosengarden, le ha messo esattamente il dito nella piaga. Ed è esattamente quello che ho cercato di scrivere sopra.
    Per chiarezza mi ripeto.
    Nell’immediatezza dei fatti non mi sembra credibile che la polizia militare marittima abbia cercato nei Marò dei capri espiatori come se ci fossero delle vendette da far espiare. Che poi la faccenda si è allargata a macchia d’olio, magari speculandoci per altre finalità è certamente innegabile.
    Devo cenare e dunque concludo rapidamente: Se la Lexie non ha incrociato il peschereccio a chi hanno sparato i fucilieri come da loro è stato ammesso?
    Ripeto, sarei ultra felice s i Marò fossero assolutamente innocenti.
    A dopo, se avrò altro da aggiungere.

  • sergio41

    Sig. Rosegarden approfitto e aggiungo dell’altro:
    Io non sono un colpevolista, ma perchè dovrei esserlo? Mi sono ripetutamente dichiarato felice se inequivocabilmente i Marò risultassero assolutamente innocenti. Sono solo uno che cerca la chiarezza assoluta.
    Le mie esternazioni sono personali opinioni non offuscate da una qualsiasi ideologia e le esprimo, se capita, in qualsiasi blog di qualsiasi orientamento. Non devo soddisfare nessun lettore e non cerco gratificazioni personali. Mi intende? Spero di si!

    Dopo di ciò, senza contestare le sue prove a discarico e le palesi discrepanze , che certamente saranno veritiere, ma che devono essere valutate all’ interno di un processo, sono assolutamente d’accordo sul SUCCESSIVO comportamento molto ambiguo della giustizia di questo Stato e che è assolutamente inconcepibile e inaccettabile che dopo oltre tre anni non è stata formulata una accusa.
    Mi consenta tuttavia di contestare la sua ferma presa di posizione che vuole i Marò estranei ai fatti. Se fosse come lei afferma e come io mi auguro, a chi hanno sparato dopo aver intimato e richiesto con i segnali di rito l’ allontanamento del peschereccio come loro hanno raccontato, e come ha ammesso anche la nostra marina militare? E perchè L’Italia ha risarcito i familiari dei morti?
    In Wikepedia si legge:

    5 febbraio 2012 – Al largo delle coste indiane del Kerala, la petroliera battente bandiera italiana Enrica Lexie naviga in rotta di trasferimento da Galle (Sri Lanka) verso Gibuti, con un equipaggio di 34 persone e con a bordo 6 fucilieri di marina (il capo di 1ª classe Massimiliano Latorre, il secondo capo Salvatore Girone, il sergente Renato Voglino, il sottocapo di 1ª classe Massimo Andronico e i sottocapi di 3ª classe Antonio Fontana e Alessandro Conte[2]) del 2º Reggimento “San Marco” della Marina Militare in missione di protezione della nave mercantile in acque a rischio di pirateria. Poco distante dalla nave italiana si trova il peschereccio indiano St. Antony con un equipaggio di 11 persone. Verso le 16:30, ora locale, l’Enrica Lexie incrocia un’imbarcazione e i marò a bordo, convinti di trovarsi sotto attacco pirata, sparano in direzione dell’altra nave. Poco dopo il St. Antony riporta alla guardia costiera del distretto di Kollam di essere stato fatto oggetto di colpi di arma da fuoco da parte di una nave mercantile; colpi che hanno ucciso due membri dell’equipaggio: Ajeesh Pink (o Ajesh Binki), di 20 anni, e Valentine, alias Jelastine (o Gelastine), di 44 anni.

    E ancora:

    28 febbraio 2012 – Il governo italiano chiede che l’analisi balistica sia condotta con la partecipazione di esperti italiani. La Corte del Kollam respinge la richiesta, ma accorda che un team di esperti italiani possa presenziare agli esami balistici condotti da tecnici indiani. Gli esami balistici condotti dalla polizia indiana accertano che a sparare contro il St. Antony sono stati due fucili Beretta in dotazione ai marò.[3] Per l’Italia il caso è seguito dal sottosegretario agli Esteri Staffan de Mistura. L’Italia rivendica la propria giurisdizione sulla vicenda poiché coinvolge “organi dello Stato operanti nel contrasto alla pirateria sotto bandiera italiana e in acque internazionali”.[7]

    Ancora:

    25 marzo 2012 – Diversi organi di stampa italiani[8][9] pubblicano notizie relative a una perizia balistica[10] redatta dal perito Luigi Di Stefano, che si qualifica come ingegnere ed esperto in indagini legate a incidenti aerei, e che scagionerebbe i due marò italiani. La perizia viene illustrata in una conferenza tenuta in una sala della Camera dei deputati il 16 aprile. In seguito l’affidabilità della perizia e la credibilità del suo autore vengono messe in dubbio.[11][12].

    Mi fermo qui, ma c’è molto altro. Se non è d’accordo e se le sue informazioni sono diverse ma sempre credibili, la invito a modificare questa pagina di Wikipedia come possiamo fare tutti citando fonti inoppugnabili.
    In conclusione, gentile Rosegarden, sarei felice se lei si esprimesse su questi fatti e non su quello che ci piacerebbe che fosse.
    Un ultima precisazione: vorrei che Lei notasse che non cito fonti che hanno una posizione pregiudiziale ben definita e nota. Anche questo ha il suo peso. Per esempio, anche questo link fa una cronaca pulita e senza commenti.
    http://attualita.tuttogratis.it/cronaca/caso-maro-riassunto-di-cosa-e-successo/P190451/
    Leggerò le risposte alle mie precise domande e senza essere accusato di ideologie che non mi appartengono?

  • sergio41

    Una domanda di carattere generale: che vuol dire “commento in moderazione?”
    Mi auguro che non sia niente di assimilabile ad una qualsiasi censura.

    • Rosengarten

      Egregio sig.r Sergio, lei insiste, ma non ha risposto ad alcuno degli interrogativi che le ho rivolto: Fredy Bosco ha detto in TV che gli avevano sparato addosso alle 21.30,che era buio e che non aveva potuto leggere il nome della nave. Perchè poi ha cambiato versione, dicendo che si era sbagliato, che era giorno, erano le 16.30 e che la nave era la Lexie? Per quanto uno possa essere scioccato, come fa nell’imminenza dell’avvenimento, cioè a due ore dallo stesso, a sbagliare di 5 ore ad a confondere la notte col giorno? E il nome della nave chi glielo ha detto, l’uccellino? Poi lei che è bravo, mi spiega se ha mai sentito di un omicidio in cui gli inquirenti neanche accertano l’ora o il giorno del decesso? Lei lo sa che testimoni oculari hanno visto il braccio molle ed a penzoloni di Jelestine disteso sul tavolo di marmo dell’obitorio? Sa cosa significa? Che non c’era rigor mortis, per cui o il pescatore era morto da meno di due ore, oppure che lo era da più di 24 ore. Il che fa presupporre, siccome la prima è impossibile, che la seconda evenienza sia la più probabile, ovvero che i pescatori erano stati uccisi il giorno prima della sparatoria dalla Lexie. Ma non lo sapremo mai perchè la polizia keralese non ha stabilito l’ora, o il giorno, della morte. Lei lo sa che Fredy Bosco dopo il presunto incidente sul St Antony NON ha chiamato nessuno? Dopo un po’ ha chiamato un suo amico nel Tamil Nadu, stato di origine del Bosco, dall’altra parte dell’India rispetto al Kerala, chiedendo a lui di avvertire la Capitaneria di Kochi. E perchè un peschereccio fatiscente e pieno di pesci, 3000 prede tra piccoli squali, tonni e grossi sgombri, invece che navigare di cabotaggio stava su rotta a quasi 50 km dalla costa? Non chiede aiuto, naviga al largo ed incognito, senza insegne e senza bandiera; cosa aveva da nascondere il Bosco? Lei che è bravo mi spieghi questi comportamenti. Lei lo sa che il St Antony non era iscritto a nessun registro nautico indiano? Lei lo sa che il St Antony è stato prima lasciato a marcire a Kochi, poi distrutto senza che nessuno potesse visionarlo e periziarlo? Quale polizia di quale stato del mondo distrugge deliberatamente la scena del crimine? Provi a rispondere. Lei lo sa che in TUTTE le foto dopo l’incidente TUTTI i vetri della cabinola di pilotaggio, a memoria credo siano una decina, sono intatti? Mi può spigare come si fa, sparando da 30 metri sul pelo del mare, cioè dal bordo della Lexie, ad ammazzare il timoniere senza infrangere alcun vetro, nè produrre alcun foro sul tettuccio? Quindi, non si sa quando i pescatori siano morti, il peschereccio visto dalla Lexie era diverso dal St Antony, addirittura un rapporto della Marina Militare indiana esclude l’incontro tra Lexie e St Antony, il rapporto inviato alla Marina Militare Italiana ammette che a sparare non furono Latorre e Girone, la perizia balistica inviata dagli indiani al Tribunale di Amburgo ammette che i proiettili non corrispondono a quelli in dotazione dei Marò, ma per lei sono stati loro. Ah dimenticavo: ma perchè in 4 anni gli indiani non hanno fatto il processo nonostante abbiano dichiarato istruttoria chiusa due anni fa? Una precisazione:l’Ammiraglio Piroli NON ha mai detto che i colpevoli sono i Marò, ma che secondo le conclusioni del rapporto del perito balistico ricevuto dall’India sembra che a sparare fossero stati i Marò. Se quel rapporto fosse genuino, ma io ed altri abbiamo DIMOSTRATO che è stato corretto e manipolato, e talmente male che si ono sbagliati pure nel copiare il numero di repertorio. Quel rapporto è corretto a mano ed è diverso da quello originale del prof Sisikala il quale descrive proiettili diversi da quelli descritti nel Rapporto inviato alla nostra Marina, ma è invece quello inviato ad Amburgo che scagiona i Marò, pensi un po’ lei. Sul piano giuridico poi lei assume posizioni sconcertanti: se non sono stati loro chi è stato? Ma che vuol dire? E’ compito di chi indaga scoprire i veri colpevoli, non quello di prenderne due a caso e poi falsificare le prove. Chiudo con qualche osservazione: Lei mi ha riportato Wikipedia. Ma quella è la versione costruita dagli indiani a tavolino, per questo io ne riporto un’altra basandomi su fatti e prove oggettive, senza discrepanze o contraddizioni. Perchè le bugie hanno le gambe corte per questo gli indiani si sono incartati da soli. Io da 4 anni seguo la vicenda da vicino, sui media indiani, mi sono letta le sentenze, gli appelli, le istanze, i ricorsi e tutte le relative risultanze. Nel mio corso di laurea alla Harvard University ho sostenuto con profitto esami di Diritto internazionale, incluso il diritto di navigazione, e di diritto diplomatico e consolare. Gli indiani hanno torto marcio, stia tranquillo. Col metodi investigativo degli indiani adottato in questo caso chiunque potrebbe essere l’assassino dei pescatori, persino la sottoscritta o lei. Cosa faceva lei alle 21.30 del 15 febbraio del 2012? Può fornire un alibi?

      Tenga comunque presente che questo sito non è suo nè mio, e che non può monopolizzarlo. Io sono disponibile e gentile con tutti e non censuro nessuno, specie poi quando mi criticano. Ma sono costretta a mettere il mio punto finale a questo dialogo, perchè è evidente che non c’è nessun più sordo di chi non vuole sentire modo. Cordialmente, Rosengarten

      PS il mio pseudonimo è Rosengarten, in tedesco, non in inglese che altrimenti sarebbe Rosesgarden. Grazie

  • sergio41

    Mi scusi Rosengarten, ma io ho forse contestato una sola sua osservazione? Ma perchè, dunque, tutta questa tiritera?
    Mi sono solo limitato ha proporre quello Wikipedia ci fa leggere invitandola a modificarla con le sue nuove informazioni, come può fare chiunque citando le fonti.

    Tralasciando la non brillante, ma certamente fuori luogo, ironia con la quale si esprime e, soprattutto la continua attribuzione di affermazioni che non ho mai fatto, e anche la sciorinata del suo indubbio brillante curriculum del quale nessuno gli aveva chiesto numi e informazioni, io nel mio maccheronico italiano, le avevo posto solo un paio di domande che Lei ha quasi ignorato del tutto.
    Mentre, e mi ripeto per l’ennesima volta, mi auguro con sincerità che le sue argomentazioni e i fatti che cita servano per discolpare totalmente i nostri due marinai, mi permetto solo di sottolineare la sua saccenteria e l’altezzosità con la quale ha concluso il suo commento.
    Saluti. E mi scusi se ho letto male il suo Nick.

  • sergio41

    E’ molto curiosa l’ impaginazione (posso dire così) dei commenti in questo blog. Mi risulta frammentaria e scoordinata paragonandola ad altri. Ritengo che la semplice logica cronologica dei commenti per ogni post, nella quale l’utente che interviene possa fare riferimento ai precedenti interventi con ben evidenti tutti gli altri, sia più pratica e faciliti un confronto.
    Ovviamente, è una personale opinione.

    • Paolo

      Senza offesa : perché non se ne apre uno suo, e non commenta lì?

      • sergio41

        Battuta scontata e certamente non brillante che, peraltro, evidenzia la sua incapacità di confrontarsi e il fastidio che le arreca un altro punto di vista che potrebbe minare le sue convinzioni assorbite da un’unica sorgente.
        Sempre senza offesa!!!!!




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