L’Istat smentisce le balle di Renzi: a novembre produzione industriale -0,5%

produzione-industriale-EurozonaNon che ce ne volesse bisogno, ma arriva la conferma dell’Istat: la produzione industriale a novembre è stata dello -0,5% rispetto ad ottobre, segno che la ripresa è solo nella testa di Matteo Renzi. Il solo dati positivo è che il trimestre settembre-novembre è andato meglio del trimestre giugno-agosto. Insomma, mentre noi stentiamo a ripartire, paesi come la Germania tornano a crescere velocemente. Ne ha parlato Teresa Campo su Milano Finanza.

di Teresa Campo

L’economia tedesca è cresciuta dell’1,7% nel 2015, in accelerazione rispetto al 2014. E’ il sesto anno consecutivo di aumento del Pil per la Germania. Il maggior contributo è arrivato dalla domanda interna, con una crescita dei consumi dell’1,9%. Il contributo dei consumi sul Pil è stato dell’1%. L’anno scorso Berlino ha inoltre chiuso i conti pubblici con un avanzo pari allo 0,5% del Pil. In crescita anche l’export,+5,4% su base annua, e l’import, +5,7%. Infine, la spesa governativa 2015 è aumentata del 2,8% rispetto al 2014.

In Italia frena invece la produzione industriale. A novembre l’indice destagionalizzato della produzione industriale è diminuito dello 0,5% rispetto a ottobre. Nella media del trimestre settembre-novembre 2015 la produzione è cresciuta dello 0,4% rispetto al trimestre precedente. Lo rendo noto l’Istat aggiungendo che, corretto per gli effetti di calendario, a novembre l’indice è aumentato in termini tendenziali dello 0,9% (i giorni lavorativi sono stati 21 contro i 20 di novembre 2014). Nella media dei primi undici mesi dell’anno la produzione è cresciuta dell’1,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

L’indice destagionalizzato presenta variazioni congiunturali mensili negative diffuse a tutti i principali comparti. Diminuiscono i beni di consumo (-1,3%), i beni strumentali (-0,8%), l’energia (-0,7%) e i beni intermedi (-0,4%). In termini tendenziali gli indici corretti per gli effetti di calendario segnalano, a novembre 2015, aumenti nei comparti dei beni strumentali (+3,6%), dell’energia (+2,1%) e dei beni intermedi (+0,7%). L’unico tra i principali raggruppamenti d’industrie a registrare una variazione negativa è quello dei beni di consumo (-1,8%).

Per quanto riguarda i settori di attività economica, a novembre i comparti che registrano la maggiore crescita tendenziale sono quelli della fabbricazione di mezzi di trasporto (+13,6%), della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (+10,5%) e della fabbricazione di prodotti chimici (+5,2%). Le diminuzioni maggiori si rilevano nei settori delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-5,1%), della fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (-4,9%) e delle industrie alimentari, bevande e tabacco (-3,6%).

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1 Comment

  • Giovanni Bravin Reply

    15 gennaio 2016 at 10:48 am

    Renzi l’ha sparata, e l’ISTAT lo smentisce.
    L’ISTAT, ente governativo, ci mise TRE giorni per ammettere che aveva strutture informatiche INADEGUATE per raccogliere i dati telematici, del censimento 2011. Un evento che capita ogni DIECI anni, e prevedibile con largo anticipo.
    Ora l’ISTAT, molto rapidamente, smentisce i dati diffusi da Renzi.
    ISTAT sta migliorando oppure Renzi ha i giorni contati?

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