Maltempo: due morti, in Calabria e Veneto. Treno deraglia nel Biellese

Di Redazione, il - # - Replica

imageRoma, 28 febbraio 2016 – Il ciclone Golia, come annunciato dalle previsioni meteo, è arrivato sull’Italia. Porterà tre giorni di neve (FOTO), vento e mareggiate, pioggia e temporali, acqua alta a Venezia. Nel suo primo giorno la tempesta ha già fatto una vittima: un agricoltore di 51 anni, Rocco Montorro, è morto a Candidoni, nella Piana di Gioia Tauro, schiacciato da un albero di eucalipto di grandi dimensioni precipitato, a causa del forte vento, sull’automobile alla guida. Raffiche di vento hanno colpito e provocato danni anche in Sicilia, le provincie di Messina, Palermo e Catania, dove sono stati un centinaio gli interventi in atto dei vigili del fuoco.

ANNEGATO NEL TORRENTE – Tragedia anche in Veneto. Un uomo di 50 anni è annegato dopo essere scivolato nelle acque del fiume Tione, nel tratto tra Villafranca e Rosegaferro (Verona). I vigili del fuoco hanno ripescato il corpo privo di vita. A dare l’allarme erano stati alcuni amici che erano in compagnia della vittima. All’origine del tragico incidente probabilmente il terreno scivoloso a causa della pioggia.

IL TRENO DERAGLIATO – Una frana sui binari della linea ferroviaria Biella-Novara, causata dalle forti piogge delle ultime ore, ha fatto deragliare il treno regionale 4835 che da Biella viaggiava verso Novara. Per fortuna i passeggeri – solo 13 – sono rimasti illesi. L’incidente, tra Cossato e Rovasenda, ha provocato l’interruzione della circolazione ferroviaria sulla linea dalle 6.20. I passeggeri sono stati soccorsi da vigili del fuoco, carabinieri e 118 e accompagnati alla vicina stazione di Cossato. Il personale di Rete Ferroviaria Italiana (Rfi) è al lavoro per recuperare il treno e ripristinare la linea, lungo la quale è stato allestito un servizi bus sostitutivo.

BUFERE SULLE ALPI – FOTO La neve a San Martino di Castrozza (clicca sull’immagine). Nevicate abbondanti sono previste su tutto l’arco alpino, a quote più basse nel Nord Ovest. Oltre i 1600 metri di quota è stato calcolato dagli esperti meteo che potrebbe caderne anche un metro. Nevicate in alta quota anche sulla Dolomiti, mentre in aree del fondovalle bellunese nel pomeriggio la neve ha lasciato il posto a qualche fenomeno piovoso. Secondo i dati forniti dall’Arpa Veneto, le nevicate sui 2.000 metri d’altitudine hanno apportato un contributo di neve fresca tra i 10 e i 30 centimetri, mentre sulle prealpi bellunesi e vicentine, a 1.600 metri d’altitudine, la neve caduta nelle ultime 24 ore è stata tra i 15 e i 40 centimetri.

LIGURIA: BLACKOUT E INCIDENTI – Difficoltà nel Savonese, in particolare la Val Bormida. Nella notte ha nevicato copiosamente con disagi alla circolazione stradale per alberi caduti. Ad essere particolarmente colpita la zona di Carcare e Cairo Montenotte, dove sono caduti quasi 40 centimetri di neve. Durante la notte numerosi sono stati gli interventi compiuti dai vigili del fuoco per liberare le strade da alberi caduti e per il ripristino di linee elettriche. A Roccavignale e Pianissolo diverse abitazioni sono rimaste al buio a causa della caduta di alberi che hanno danneggiato i cavi della linee elettriche. Diversi anche gli incidenti stradali a causa dell’asfalto viscido. Ieri un fulmine ha abbattuto la campana della chiesa di Sant’Antonio Abate, in provincia di Imperia. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, che hanno messo in sicurezza l’area, visto che è rimasto danneggiato anche il campanile, la cui sommità è a rischio di crollo. Ad allertare i soccorsi sono stati alcuni fedeli, preoccupati dal fatto che non sentivano suonare le campane.

NAPOLI – Problemi si registrano anche in Campania: alberi e rami divelti, lamiere che volano, motoveicoli parcheggiati abbattuti, pezzi di cornicioni che crollano: sono gli effetti delle forti raffiche di vento che soffiano su Napoli. Decine le chiamate ai vigili del fuoco impegnati con tutte le squadre disponibili per far fronte alle varie emergenze. Diversi i gazebo travolti dal vento con relativi danni per i commercianti che svolgono le loro attività di ristorazione all’esterno. Al momento, però, si registrano danni solo alle cose. Problemi per il vento anche nell’isola di Capri.

IL RESTO DEL CARLINO

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