Marò, la Corte Suprema indiana: Latorre in Italia altri tre mesi

marò-1É arrivata oggi la decisione della Corte Suprema indiana che ha prorogato la permanenza in Italia di Massimiliano Latorre per altri tre mesi. I dettagli sono de Il Tempo.

La Corte Suprema indiana ha aggiornato al 13 aprile la nuova udienza sul caso dei marò e ha prolungato la permanenza in Italia del fuciliere di Marina, Massimiliano Latorre fino al 30 aprile. La Corte ha anche chiesto al governo indiano chiarimenti sui tempi di durata del lavoro del tribunale del mare.

Latorre sarebbe dovuto rientrare in India il 15 gennaio. In apertura di seduta il legale di Latorre, Sole Sorajbee, ha chiesto l’estensione della permanenza in Italia del fuciliere di Marina fino alla fine della procedura dell’arbitrato avviata all’Aja sulla giurisdizione del caso. Infatti, sulla base della sentenza del Tribunale del Mare di Amburgo del 24 agosto scorso, l’Italia ritiene che sia preclusa ogni decisione da parte della Corte suprema indiana relativamente a Latorre e che pertanto egli possa restate in Italia per tutta la durata del procedimento arbitrale internazionale avviato dal governo il 26 giugno 2015″.

Da parte sua, l’Additional Sollicitor General Pinki Anand ha informato il tribunale che il governo di New Delhi ha bisogno di ulteriore tempo per studiare le implicazioni dell’arbitrato richiesto dall’Italia. A questo punto, il presidente della seconda sezione della Corte, Anil R. Dave, ha chiesto al magistrato governativo di presentare una documentazione scritta sulla posizione indiana entro il 13 aprile quando si svolgerà udienza. Contrariamente a quanto ipotizzato, l’Italia non ha avanzato questioni riguardanti le condizioni di salute di Latorre ma si è attenuta unicamente alla richiesta legata al procedimento aperto all’Aja.

Dalla fine del 2014 Latorre è in Italia per ristabilirsi dopo l’intervento chirurgico al cuore subito per un ictus. Nel frattempo resta a Delhi Girone. Per lui il governo Renzi ha chiesto che possa attendere in Italia la fine della procedura. I marò sono accusati di aver ucciso due pescatori indiani scambiati per pirati, il 15 febbraio 2012 i due fucilieri del battaglione San Marco erano a bordo della nave mercatile Enrica Lexie per proteggerla da eventuali attacchi di pirati. È un brutto capitolo della storia italiana quella di Girone e Latorre che ormai si trascina da quasi quattro anni. Eppure l’innocenza dei fucilieri è stata ampiamente dimostrata: i due sono totalmente estranei alla morte dei pescatori. Sono gli stessi documenti indiani, depositati presso il Tribunale di Amburgo, in occasione dell’avvio dell’arbitrato internazionale, che dimostrano come sono andati i fatti. La pallottola estratta dalla testa di una delle vittime indiane è lunga 31 millimetri, molto più grande delle munizioni calibro 5 e 56 Nato in dotazione ai marò, lunghe appena 23 millimetri. La chiara prova di innocenza fu segnalata già nel 2013

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