Marò, spunta una nuova perizia: gli spari partiti da una nave greca

Di Redazione, il - # - 1 commento

maròColpo di scena nella vicenda che vede coinvolti Salvatore Girone e Massimiliano Latorre: i colpi che hanno ucciso i pescatori indiani sarebbero, secondo una nuova perizia, partiti da una nave greca. I dettagli li riporta su Il Giornale Claudio Cartaldo.

di Claudio Cartaldo

Il documento redatto dal perito Luigi Di Stefano, spedito alla magistratura indiana e depositato al Tribunale del mare di Amburgo, scagionerebbe i due marò, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, dall’accusa di aver ucciso i pescatori indiani al largo delle coste del Kerala.

Un dossier fondamentale, che la corte dell’Aja dovrà valutare attentamente. Dalle carte emerge che il ruolo centrale nella morte dei pescatori a bordo della Saint Antony sarebbe ricoperto dalla nave greca Olympic Flair.

Come riporta il quotidiano Libero, infatti, confrontando il diario di bordo della Enrica Lexie, redatto dal comandante Umberto Vitelli, e le dichiarazioni sulla posizione della nave greca, si capisce che i greci mentono. E che gli indiani fossero a conoscenza della menzogna. Nei diari della Lexie si legge che l’attacco ricevuto dalla Olympic Flair sarebbe avvenuto alle 18.30, ora in cui il comandante Vitelli è stato avvertito dalla guardia costiera indiana del pericolo di incontrare i pirati che poco prima avevano assaltato la Olympus. I greci, invece, hanno sempre dichiarato di aver ricevuto l’attacco ben quattro ore dopo. Ma i conti non tornano.

I greci, come riportato nell’International maritime organization, hanno denunciato di aver ricevuto un attacco pirata da due imbarcazioni alle 22.20 (ore locali) a “2,5 miglia a sud del terminale petrolifero di Kochi, India”. Ad attaccare furono “20 briganti su due imbarcazioni”. Ma poi desisterono. Secondo i racconti dei greci, a cacciarli sarebbe stato l’utilizzo di idranti. Ma dopo aver negato di avere contractor sul ponte, furono costretti ad ammettere di avere uomini armati a bordo. Sono stati loro ad uccidere i pescatori?

Un’altra incongruenza riguarda la posizione della nave greca. Se alle 22 si fosse davvero trovata a 2,5 miglia a sud del terminale petrolifero di Kochi avrebbe incontrato la Enrica Lexie, scortata dai guardiacoste Lakghinbai e Samar oltre che da un aereo della Guardai costiera indiana. Come è possibile che i pirati abbiano attaccato la Olympus con tutti quei militari nei paraggi? Probabilmente perché la nave greca non si trovava affatto lì. Ma altrove. Eppure i greci hanno mentito, e l’India lo sapeva.

Riproduzione riservata - ©2016 Qelsi Quotidiano
  • monica cappellini

    Ripongo fiducia SOLO nei NS MARO’, ch per certo non hanno fatto nulla che Legge non consenta
    Percio’ si guardi bene ; il Tirbunale di Bruxelles indaghi COMME IL FAUT




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