Mazzata per il Monte dei Paschi: da inizio anno -38% in Borsa

monte dei paschiMonte dei Paschi di Siena sarebbe sotto attacco speculativo: nella sessione di ieri a Piazza Affari ha perso oltre il 14% del proprio valore e complessivamente da inizio anno ha perso il 38%. I dettagli li ha riportati Milano Finanza.

Banche italiane sotto attacco dopo un week-end caratterizzato dalle bordate tra Matteo Renzi e la Commissione europea. Mentre le principali borse continentali hanno perso frazioni di punto (Londra -0,42%, Parigi -0,49%, Madrid -0,85% e Francoforte -0,25%) e Wall Street è rimasta ferma nel Martin Luther King Day, Piazza Affari è stata colpita da pesanti vendite che hanno coinvolto soprattutto il settore bancario. La flessione del Ftse Mib (-2,65%) è conseguenza dell’onda lunga dei movimenti al ribasso degli hedge fund partiti con l’inizio dell’anno ma, considerando i pacchetti di titoli serviti, anche dell’intensa attività dei day trader che da metà mattina hanno preso decise posizioni short sul comparto bancario. Più tranquillo il versante obbligazionario con lo spread Btp-Bund che si è attestato a 109 punti base, con il rendimento del decennale italiano all’1,6%.

Come sempre accade durante le turbolenze sono stati i titoli più deboli a subire le conseguenze più forti. Così Mps è finita sotto il tiro della speculazione a Piazza Affari: le azioni dell’istituto senese hanno subito diverse sospensioni al ribasso fino a segnare un teorico -15,14% e chiudere in calo del 14,76% (è passato di mano oltre il 4% del capitale). A questi valori la capitalizzazione di borsa è precipitata a 2,2 miliardi circa,800 milioni in meno del valore dell’aumento di capitale da 3 miliardi effettuato solamente lo scorso giugno. Con effetto immediato e fino alla conclusione della seduta borsistica di domani, 19 gennaio, la Consob ha vietato le vendite allo scoperto sui titoli di Mps . Il divieto, si legge in una nota dell’authority, è stato adottato in applicazione dell’articolo 23 del Regolamento comunitario in materia di Short Selling, tenuto conto della variazione di prezzo superiore al 10% registrata dal titolo dell’istituto di credito senese nella giornata odierna. Il divieto riguarda le vendite allo scoperto assistite dalla disponibilità dei titoli, estendendo e rafforzando la portata del divieto di vendite allo scoperto nude, già in vigore per tutti i titoli azionari dal primo novembre 2012.

Ma in generale tutte le banche sono sotto pressione a Piazza Affari, con il mercato che teme per la mole di sofferenze e crediti deteriorati del nostro sistema bancario, sempre più sotto la lente della Bce: Carige -7,29%, Bper -8,73%, Ubi -7,28%, Banco Popolare -6,73%, Bpm -5,55%, Intesa Sanpaolo -5%, Mediobanca -4,79% e Unicredit -5,37%.

In forte ribasso anche Saipem (-5,14%), Mediaset (-3,43%) e Poste Italiane (-2,98%). Poche le blue chip in positivo, fra cui il titolo del lusso Moncler (+3,51%) e Luxottica (+0,62%) mentre hanno resistito alle vendite Telecom Italia (invariata), dopo che Vivendi ha ulteriormente incrementato la sua partecipazione al 21,4%, e Prysmian (+0,28%). In rialzo anche Stm (+1,72%, con gli analisti di Exane che hanno alzato il target price.

Nel resto del listino in evidenza Seat P.G. (+7,41%) dopo l’annuncio dei dettagli del piano industriale 2016-2018 che risulta dalla fusione per incorporazione di Italiaonline. La società stima che i ricavi nel 2018 saranno pari a 448,6 milioni euro. Il margine operativo lordo (ebitda margin) è invece atteso in crescita dal 9% al 25-30% nel 2018.

Il Brent ha sfondato in mattinata quota 28 dollari al barile, per poi recuperare nel pomeriggio fino a 29 dollari. Il Wti è invece intorno a 30.

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