Nel 2016 spenderemo due miliardi e mezzo in più per muoverci

Di Redazione, il - # - Replica

caselloL’anno nuovo è appena iniziato e già ha portato una brutta sorpresa: nel 2016 i rincari di autostrade, treni ed aerei ci faranno spendere circa 2,4 miliardi di euro in più per i trasporti rispetto all’anno appena concluso. La denuncia arriva dal Codacons e ce ne ha parlato Filippo Caleri su Il Tempo.

di Filippo Caleri

Il 2016 si apre con una vera e propria stangata sui trasporti che costeranno alle famiglie tra 1,4 e 2,4 miliardi in più nel 2016, con un esborso aggiuntivo per ogni nucleo di 104 euro. A fare i conti in tasca agli italiani dopo il salasso di inizio anno è stato il Codacons. Che oltre a tener conto dei rincari nelle sei tratte autostradali sulle 21 alle quali il governo ha accordato gli aumenti, ha conteggiato anche l’adeguamento dei prezzi base dei biglietti dei treni delle Ferrovie dello Stato Italiane (Frecciarossa, Frecciargento, Frecciabianca) annunciato ufficialmente solo ieri nonostante fosse scattato 24 ore prima. Gli incrementi medi sono stati del 2,7% che, comunque -ha sottolineato l’azienda – riguardano solo le tariffe più alte e non i prezzi «economy» e «supereconomy». Sulla tratta Roma-Milano i prezzi però salgono del 3,5% contro un incremento dell’inflazione prossimo allo zero. Probabilmente gli effetti benefici sul conto economico saranno un buon viatico per la quotazione in Borsa ormai prossima. Secondo Trenitalia però «si tratta solo di ritocchi. Ed è il primo adeguamento dei prezzi dal 2011 quando furono ritoccati della seconda classe con l’introduzione dei quattro livelli di servizio sui Frecciarossa». Variazioni di prezzi che riguardano solo i treni a mercato (quelli non contribuiti né dallo Stato né da Regioni, e che devono quindi trovare il loro sostegno economico dalla vendita dei biglietti).

Quella degli aumenti resta, nonostante le spiegazioni delle aziende interessate, un capitolo caldo e che continua a suscitare polemiche non più solo tra gli utenti ma anche a livello politico. Il governatore della Lombardia, Roberto Maroni, si è tolto qualche sassolino dalle scarpe: «A tutti quelli che protestano (giustamente) contro l’aumento del pedaggio, consiglio caldamente di rivolgersi al Governo Renzi e al suo partito, che un mese fa hanno bocciato il nostro emendamento che rendeva gratuite le tangenziali e la Pedemontana». Ma i mal di pancia per i rincari si sono fatti sentire anche negli ambienti nella maggioranza con Stefano Pedica (Pd) che ha rimarcato che «aumentare i pedaggi autostradali significa andare a colpire soprattutto i pendolari». E proprio ieri il ministero dei Trasporti ha invitato le concessionarie autostradali a prorogare le agevolazioni per i pendolari. Il dicastero ha chiesto un «impegno a vantaggio dell’utenza di prorogare al 31 dicembre 2016 l’agevolazione tariffaria a carattere nazionale, relativa ai pendolari che percorrono l’autostrada, massimo 50km, per raggiungere il posto di lavoro, scaduta alla fine dello scorso anno».

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