Non lasciamo la battaglia dei diritti civili in mano alla sinistra

parlamento-italianoSiamo sicuri che scrivendo queste quattro righe su un tema che in questi giorni sta coinvolgendo l’opinione pubblica, non troveremo tutti d’accordo. Anzi, siamo certi che qualcuno ci dirà, come già fatto in precedenza quando abbiamo avuto il coraggio di prendere una posizione sul tema, che questo articolo sembra preso paro paro da Repubblica. Non è così. E’ semplicemente il nostro pensiero, almeno quello di chi scrive, che con la sinistra ha sempre avuto poco a che fare, trovandosi invece più a proprio agio nella piazza dei liberali.

In queste ore, leggendo un po’ in giro i commenti di politici, giornalisti e gente comune di centrodestra, una domanda sorge spontanea: chi lo ha detto che la battaglia sui diritti civili deve essere esclusivamente di sinistra? Chi lo ha detto che la destra liberale non può difendere i diritti degli omosessuali (che non sono tutti di sinistra)? Ok, nella nostra parte politica ci sono sensibilità diverse, ma non per questo devono prevalere le posizioni estremistiche dell’una o dell’altra parte.

Certo, la famiglia, quella cosiddetta “tradizionale”, è sacra, è il fondamento della società (altrimenti avremmo solo figli fatti in laboratorio), ma non deve essere usata come scusa per limitare i diritti degli altri. In fondo chi siamo noi per impedire a un omosessuale di entrare in ospedale se il partner sta poco bene? Chi siamo noi per impedire che due omosessuali possano lasciarsi in eredità i propri beni? Chi siamo noi per impedire a un omosessuale di amare il figlio della persona amata? Qualcuno, specialmente sull’ultimo punto, ha detto che un bambino, per crescere bene, deve avere necessariamente una mamma e un papà.

E’ vero, ma solo in parte. Se ci pensiamo bene un omosessuale nasce da una coppia etero, così come un assassino, un drogato, un ladro, un politico e così via. A dimostrazione che è l’educazione che si riceve il fattore decisivo, non l’orientamento sessuale di chi ti cresce, di chi ti vuole bene e si prende cura di te. Per carità, nessuno pretende di scalfire o calpestare i valori di chi crede il contrario, di chi è convinto che un bambino che cresce in una coppia omosessuale diventerà omosessuale. Nessuno pretende, inoltre, che dall’oggi al domani si possano accettare pratiche di sfruttamento della donna come l’utero in affitto o il commercio di bambini. Perché i gay, proprio come gli etero, i bambini se li devono sudare, altrimenti non saremmo tutti uguali.

Ciò detto, è chiaro come la legge Cirinnà sia stata scritta male, con i piedi, come tutte le leggi scritte dal Pd, che ha sempre fatto prevalere l’aspetto elettorale piuttosto che quello funzionale. E infatti questo ddl, una volta legge, rischia di trasformarsi in un mostro giuridico senza precedenti che darà vita a centinaia di interpretazioni giurisprudenziali. Ma non per questo bisognava bocciarlo a prescindere, non per questo si doveva desistere dal lavorarci su per migliorarlo, non per questo si doveva definire “non prioritario” un argomento che “non prioritario” lo è da molti, forse troppi anni.

Bisogna avere il coraggio di lottare per le proprie idee, di dire le cose apertamente, evitando di cavalcare l’onda di “virilità” tutta italica secondo cui se sei “frocio” non sei “maschio” o comunque non sei degno di ricevere pari diritti e pari doveri. Per il momento il centrodestra si è limitato a dividersi tra chi vuole andare avanti, forse troppo, addirittura oltre, e chi si è arroccato su posizioni medievali, non rendendosi conto che la società è cambiata, che tutto è più fluido e che vietando le unioni civili di certo non smetteranno di esistere i gay.

@eugcipolla

 

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4 Comments

  • Giovanni Bravin Reply

    20 gennaio 2016 at 2:34 pm

    Vedremo ad ottobre che esito darà il referendum sulle riforme costituzionali.
    Lasciare nelle mani di un Parlamento INCOSTITUZIONALE e del Presidente della Repubblica, nominato dallo stesso Parlamento INCOSTITUZIONALE, proprio le riforme sulla Nostra Costituzione, non mi convince…. Diritti Civili, seguono lo stesso principio!

  • luciano tanto Reply

    20 gennaio 2016 at 5:09 pm

    nel mondo, ma soprattutto nel paese che inventó il cattolicesimo, esiste l’idea (ecclesiastica) che gli organi genitali definiscono la persona; mente, volontá, personalitá, idee, emozioni e valori non c’entrano niente.

    • Paolo Reply

      21 gennaio 2016 at 4:06 pm

      Non credo la si possa definire una convinzione soltanto ecclesiastica.

      In gioventù, per una serie particolare di concause, ho ampiamente avuto modo di sperimentare i parametri ed il modo di ragionare (ed affrontare i problemi) tipicamente femminile, nel quale – istintivamente, e non certo per maschilismo – non mi ci sono mai trovato.

      Pienamente a ragion veduta, dunque, affermo che – almeno per quanto mi riguarda – sono nato di sesso maschile, e solo nei parametri e nel modo di ragionare (ed affrontare i problemi) tipicamente maschile mi trovo a mio agio, ovviamente con i suoi pregi ed i suoi difetti. Ma questa è un’ altra storia.

      • Paolo Reply

        21 gennaio 2016 at 4:25 pm

        Aggiungo questa osservazione, a cui prima non avevo pensato, riportando prima questa parte del suo commento :

        “nel mondo, ma SOPRATTUTTO nel paese che inventó il cattolicesimo, esiste l’idea (ecclesiastica) che gli organi genitali definiscono la persona”

        Ah, e il sessimo totale proprio dei paesi islamici dove lo mette?

        Io non sono Cattolico praticante, non lo sono mai stato; ma le assicuro che vedere, constatare queste continue, ostinate, cieche prese di posizione “a prescindere” nei confronti del Cattolicesimo (che al di là di non poche affermazioni, è e resta comunque 100 volte più tollerante di altre religioni, come l’ Islam) mi sta stancando.

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