Non paga l’Iva, il giudice lo salva:“Evasione di sopravvivenza”

Euro in banconote, in un'immagine d'archivio. La soglia per l'utilizzo dei contanti passa da 1.000 a 3.000 euro e, parallelamente, si punta a diffondere e alleggerire (con incentivi fiscali) l'uso della moneta elettronica attraverso i Pos ma anche a nuove di misure di contrasto all'evasione attraverso la fatturazione elettronica e gli strumenti telematici. La doppia mossa del Governo, dice il premier Matteo Renzi illustrando le novità, non avrà, come molti paventano, effetti di incremento dell'evasione fiscale. ANSA/FRANCO SILVI

In principio fu Berlusconi a parlare di “evasione di sopravvivenza”, scatenando l’ira delle sinistre e dei benpensanti, che lo accusarono di indurre la gente ad evadere le tasse. Poi fu la volta di Fassina, ex Pd, oggi deputato di Sinistra Italia. Ora un giudice, come racconta La Stampa, ha assolto un imprenditore per non aver pagato l’Iva, chiamando in causa proprio “l’evasione di sopravvivenza”.

di Andrea Rossi

L’hanno chiamata «evasione di sopravvivenza», ed è quella che costringe un imprenditore a scegliere tra versare le tasse e chiudere bottega, perché i soldi dovuti al Fisco sono gli unici a disposizione per tenere in vita l’azienda, pagare gli stipendi ai dipendenti e tentare un disperato rilancio. Negli anni della grande crisi è stata l’ultima carta giocata da molti piccoli industriali per sfuggire a un destino cupo: clienti che evaporano, ordini in picchiata. Non versavano le imposte, a cominciare dall’Iva, sperando di campare ancora un po’, ma sapendo che il prezzo da pagare per quel po’ di ossigeno sarebbe stato alto: trovarsi faccia a faccia con lo Stato. Quello stesso Stato che, saldando in ritardo i suoi debiti, era la causa principale delle loro difficoltà.

Molti sono finiti stritolati in questa spirale: oltre 15 mila dal 2008 a oggi. Alcuni si sono salvati, ma solo dopo aver combattuto una lunga e affannosa battaglia. Nei giorni scorsi la Cassazione ha annullato un’ordinanza del tribunale di Pescara che aveva disposto il sequestro preventivo sui beni della società e sui conti di Corrado C., manager di una azienda del settore costruzioni, messo sotto indagine per omesso versamento dell’Iva. La misura del sequestro rischiava di far chiudere l’azienda, già in difficoltà dopo anni di crisi dell’edilizia, appesantita dai debiti, ma soprattutto da una moltitudine di crediti maturati negli anni e mai riscossi. Con alcune imprese finite in cattive acque ma soprattutto con lo Stato.

L’imprenditore Corrado C. nel 2011 non ha versato 170 mila euro di Iva, ma le sue difficoltà sono cominciate prima: dal 2005 costantemente contrattava con Equitalia la rateizzazione delle imposte arretrate. Riusciva a pagare, anche se spesso sforava i termini. Nel 2011 non ce l’ha più fatta. E il tribunale, per tutta risposta, nel marzo scorso, ha disposto il sequestro dei beni personali e aziendali, a garanzia di quanto doveva all’Erario, facendogli rasentare il fallimento.

La Cassazione ha fermato tutto: negli anni Corrado C., mentre implorava l’Erario perché gli concedesse un po’ di tregua, rateizzando i suoi debiti, ha accumulato quasi 3 milioni e 900 mila euro di crediti con la pubblica amministrazione. La sua impresa vinceva gare d’appalto, portava a termine le commesse ma incassava il dovuto con un ritardo tale da metterla in ginocchio.

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3 Comments

  • Giovanni Bravin Reply

    4 gennaio 2016 at 11:06 am

    Un giudice vicino e che vive la realtà quotidiana!
    Mattarella, invece, nel discorso di fine anno, cita l’evasione o elusione fiscale a modo suo. Nella stessa settimana in cui l’Agenzia Entrate/Equitalia, dopo una lunga battaglia contro Apple, ci dissero che avevano accertato evasione fiscale della Apple per 100, ma si accontentavano di UN TERZO della somma!
    Andò meglio a Luciano Pavarotti, Valentino Rossi etc. che rimborsarono solo il 10-20% della somma accertata…..

    • monica cappellini Reply

      4 gennaio 2016 at 4:14 pm

      scusate ma anche questa sentenza puo’ essere “UMANA” RESTA di moooooltooooo Ìconfusa.
      Dapprima trattasi di Cassazione . Pertanto l’interessato anche senza colpa in questo caso deve avere avuto precedenti, ripeto anche in piena ragione, ma un percorso giuridico prima di arrivare a sentenza “eclatante ” di Cassazione lo ha avuto eccome.
      Almeno per 10 e oltre anni.
      Non è da oggi a domani che si va in Cassazione.
      COMINCIAMO A PRECISARE PER L’OPINIONE PUBBLICA CHE IMBRACA POI LE VIE LEGALI PENSANDO DI FAR POLPETTE DI TUTTO E POI SI RITROVA IN TUNNEL SENZA FINE.

      Di poi non conoscendo la questione non mescolerei Apple , Equitalia e terze persone DAI NOMI CELEBRI,
      ricordando che i SIGNORI COMMERCIALISTI PER OGNI SBAGLIO HANNO UNA BELLA BOTTA ASSICURATIVA DI RISARCIMENTO. E IL CLIENTE POLLO RESTA SPUTT@N@TO E FREGATO; POICHÈ IL COLPEVOLE È LUI E I DENARI SONO I SUA.

      PERCIO’ IN QUESTA NOTIZIA sparata cosi’ all’aria, sempre con riferimento a Berlusconi che nel caso non entra in quanto denari ne ha piu’ di questo signore , me e la Redazione,
      non ha certo avuto una ideona in tal senso, poichè MOLTI TRA VARIE CATEGORIE DI PROFESSIONISTI evadono ed estorcono; o sbagliano ed estorcono alle Assicurazioni, che dovrebbero essere molto piu’ controllate da IVASS.

      ATTENZIONE A DIFFONDERE NOTIZIE CONCRETE E PERTINENTI A REALTA’, e non sentenza cassazione pinco pallo e tutti si imbarcano in una realta’ forense che impiega anni su anni per arrivare a presunta verita’.

      • Giovanni Bravin Reply

        4 gennaio 2016 at 7:51 pm

        La Cassazione, molto spesso da implicitamente torto ad uno dei giudici dei due gradi precedenti, ma MAI ha proceduto a segnalarne il cattivo lavoro di un altro collega!
        I nomi citati non sono stati menzionati a caso ma facilmente rintracciabili anche su Internet.
        Sono d’accordo che ci sono molti commercialisti che lavorano ai margini della legalità italiana, ma per darsi la mano bisogna essere in due, perciò il cliente era d’accordo, altrimenti è truffa da parte del commercialista.
        Non speri che IVASS vada contro un’assicurazione che ha membri che siedono nel CDA IVASS.
        Invece, l’ISVAP procedeva senza preferenze di sorta.
        I nomi e ditta citate fanno parte delle “notizie concrete e pertinenti a realtà”.
        Purtroppo….

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