Nuove ombre sulla Boschi: anche l’azienda dello zio tra i crediti deteriorati di Banca Etruria

Di Eugenio Cipolla, il - # - 2 commenti

maria-elena-boschi-fidanzata-1Nuove ombre su Maria Elena Boschi. Già, perché anche l’azienda dello zio, Stefano Agresti, fratello della madre del ministro delle Riforme, è tra quelle che avevano debiti pesanti nei confronti di Banca Etruria. La Saico, grande azienda leader a livello internazionale nel mercato dei forni di verniciatura, è fallita nel 2013, dopo una gravissima crisi che aveva determinato un fabbisogno di più di 70 milioni di euro. E il 21 marzo, infatti, quando il Tribunale di Bologna dichiara il fallimento di SE Ambiente, la società che aveva “assunto” il concordato delle imprese rimaste formalmente attive dopo il fallimento di Saico Refinish.

All’epoca Rsu e Fiom annunciarono l’intenzione di mollare e in un durissimo comunicato, quel giorno, espressero tutto il loro disappunto:“Vogliamo conoscere la verità su questi anni perduti e sui precedenti che hanno determinato la situazione di irreversibile crisi. Lo vorremmo chiedere anche a chi ha svolto il maggior ruolo nel gruppo Saico e cioè Luciano Baielli. E ai dirigenti che hanno lavorato con lui come Gianni Arno e Stefano Agresti“.

“E’ la voragine delle sofferenze ad aver portato Banca Etruria al default con le conseguenze che si è trascinato dietro. E dalla massa dei crediti deteriorati emergono tante storie, alcune riferibili alla provincia di Arezzo, altre del tutto fuori zona”, scrive il quotidiano La Nazione il 14 dicembre 2015. “Quasi 25 milioni, per la precisione 24,5 – si legge – spariscono nel crac legato al fallimento della Saico e poi di Energia Ambiente, la società che aveva assunto il concordato delle imprese rimaste formalmente attive. Il crollo finale avviene nel 2013 nonostante una serie di progetti di rilancio e soprattutto nonostante la presenza nei ranghi societari di personaggi molto conosciuti in città [….] c’era pure, in qualità di socio di minoranza, Paolo Nicchi, esponente politico di primo piano dal Pci fino al Pd, già vicesindaco e al momento del fallimento, nel 2013, alla presidenza della Fiera Antiquaria. Particolarmente attivo nel gruppo Saico anche un altro amministratore di fama, quel Luciano Baielli che ricordiamo anche alla guida di Atam”.

@eugcipolla

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  • marco

    NON DIMENTICATE LA STORIA 2014, si trovano i responsabili di questa ignobile TRUFFA:

    A) 18/3 Pop vicenza, entro fine mese offerta vincolante su B.Etruria – Zonin martedì 18 marzo 2014
    Nell’operazione Popolare Etruria Pop Vicenza sarà assistita da Mediobanca, ha specificato Zonin.

    B) 9/4 B.Etruria: Piazzetta (Pop.Vicenza), entro venerdi’ offerta vincolante “L’idea e’ fare un’offerta cash” (RADIOCOR) 09-04-14 14:51:22

    DICHIARAZIONE FATTA ALLE 14.50 a MERCATI APERTI, un invito agli azionisti Vicenza a fare l’ ADC per comprare altre banche !

    C) 12/4/2014Invece dell’ offerta cash VINCOLANTE arriva la trattativa in esclusiva con ETRURIA fino al 29/5, perchè erano SOLO 6 mesi che trattavano !

    D) nei primi 10 giorni di Aprile 2014 ETRURIA vende azioni proprie !

    E) Kairos il 9/4 apre una posizione SHORT su Etruria, forse per tenere il prezzo basso in attesa offerta di Vicenza, oppure sapeva in anticipo del rinvio

    F) il 29/5 Vicenza offre 1 euro per azione, il Cda di Etruria non accetta, ma non convoca l’ assemblea, non da spiegazioni o informazioni sulla trattativa

    G) Kairos prosegue con il suo SHORT selvaggio nonostante il Cda di Etruria comunichi la Trasformazione Spa nel più breve tempo possibile.

    H) Il Cda di Etruria per salvare la faccia e le poltrone si affretta a comunicare al mercato la trasformazione in spa e si riserva di comunicare la data dell’ assemblea ma dopo 5 mesi il 23/12 non rispetta il comunicato e rimanda tutto al 2015.

    I) Kairos si ricopre MIRACOLOSAMENTE in gennaio 2015 prima della dichiarazione di Renzi sulle popolari (che probabilmente conosceva in anticipo)

    L) 11/2/2015 invece dei conti annuali, BANKIT commissaria Banca Etruria per GRAVI PERDITE patrimoniali e la CONSOB sospende il titolo a tempo indeterminato

    CONSIDERAZIONI FINALI:

    1) MOLTI AMICI DI ETRURIA CHE AVEVANO ACQUISTATO AI MINIMI HA VENDUTO AZIONI IN GENNAIO 2015 DOPO ANNUNCIO DI RENZI (fra il +60%/+80%).

    2) CONSOB doveva bloccare il titolo durante la trattativa aprile-giugno 2014 perchè vi erano evidenti manipolazioni del mercato

    3) BANKIT doveva commissariare Etruria già nel 2013 per gravi irregolarità nella gestione

    5) CDA ETRURIA ha fatto false comunicazioni al mercato su ipotesi di trattative inesistenti e su trasformazione in SPA, oltre a bilanci falsi

    6) CDA di VICENZA ha usato l’ ipotesi di acquisto di Etruria per convincere i propri soci a fare un ADC che invece è servito per passare per un pelo gli stress test

    7) MEDIOBANCA era l’ advisor di Vicenza perchè socio in Sace, ma aveva una posizione SHORT su Etruria dal 2012 che forse aveva dimenticato, diventa il consulente di ETRURIA per verificare ipotesi con altre Banche e SPA, era in Conflitto d’ interesse, Mediobanca avvertita da alcuni azionisti chiude la posizione SHORT, il titolo fa un +10%

    Questa truffa è nata dai mancati controlli di BANKIT che non ha fermato Etruria, ma ha suggerito l’aggregazione con altra banca.
    Ciò ha generato la finta OPA di Vicenza, fra aprile-giugno 2014 sono avvenute gravi illeciti (aggiotaggio e insider trading) ma Consob non ha fermato la quotazione.

  • Giovanna

    Anche per CASSA DI RISPARMIO DI FERRARA nel 2014 è stata avviata la trattativa per l’ acquisto da parte di Banca Pop. di Vicenza. Tutto un bluff !!




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