Padoan conferma la privatizzazione di Ferrovie dello Stato

frecciargentoIl Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha confermato l’intenzione di privatizzare il 40% del gruppo Fs. Il titolare di via XX settembre ha aggiunto in Commissione Trasporti alla Camera che la privatizzazione potrebbe essere effettuata in più tranches. Ne ha parlato Francesco Gerosa su Milano Finanza.

di Francesco Gerosa

Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, non sa quanto si stima di incassare dalla privatizzazione delle Ferrovie dello Stato ma ha ribadito che il 40% è il limite e ha chiarito che l’operazione potrebbe essere effettuata in più tranche, ma “non so dire se e come” e neppure quando.

Parlando in un’audizione in commissione Trasporti della Camera, il ministro oggi ha riferito che “l’obiettivo del processo di valorizzazione è arrivare al momento in cui, ritenuta soddisfacente l’evoluzione del piano industriale, ottenuti i primi risultati visibili al mercato e agli operatori del settore, si decide come entrare nel mercato sulla base di regole che hanno anche carattere finanziario, a maggior ragione vista l’instabilità che tutti osserviamo sui mercati”.

Un’incertezza sui mercati che rende difficile per il ministro sapere quando avverrà l’Ipo. Sicuramente, ha precisato, “ci saranno a un certo punto elementi di efficientamento finanziario che si aggiungeranno agli elementi di efficienza di piano industriale nel definire la quotazione”.

Sicuramente, ha aggiunto, il tempo necessario per finalizzare il processo di privatizzazione di Fs “dipenderà dall’ottenimento di risultati di efficienza di gestione, in modo che il valore del bene nel suo complesso sia valorizzato al massimo e quindi permetta di ottenere il massimo ricavo da quest’operazione”.

La quotazione delle Fs, anche per gli impegni Ue per l’abbattimento del debito, è prevista nel 2016, ma la data effettiva dipende dallo sviluppo del nuovo piano industriale. Padoan ha, quindi, confermato che gli introiti derivanti dalla quotazione saranno destinati esclusivamente al fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato e utilizzati per la riduzione del debito pubblico.

Su questo, ha ricordato, c’è un impegno di legge ma anche un impegno con la Ue di garantire nel 2016-2018 lo 0,5% di pil l’anno dalle privatizzazioni. In quest’ottica il governo sta portando avanti un programma di privatizzazioni di società partecipate e proprietà immobiliari, con il triplice obiettivo di ridurre il debito pubblico, aumentare l’efficienza di gestione e alimentare il finanziamento tramite strumenti di mercato.

Oltre al reperimento di risorse per la diminuzione del debito pubblico, gli obiettivi della privatizzazione di Fs sono lo sviluppo ulteriore del gruppo e la creazione di un azionariato diffuso. Il processo di quotazione, ha sottolineato ancora il ministro, determinerà una “rafforzata trasparenza” anche dal punto di vista contabile “tra infrastruttura e trasporto”.

Padoan ha anche ribadito che la proprietà della rete resterà pubblica, fermo restando che esiste la separazione fra proprietà e gestione. “Una cosa è la proprietà e l’altra è la gestione” e sul futuro del modello di gestione una volta completata la privatizzazione ha osservato: “Non sono in grado di dirlo, noto semplicemente che in altri casi esteri convive in modo efficiente la proprietà pubblica della rete e la gestione non pubblica della stessa rete, bisognerà valutare le opzioni sia dal punto di vista industriale che da quello della privatizzazione”.

Al contempo, la valorizzazione della holding è il modello più efficiente, come si è visto nei casi di Enel , Eni e Poste. “La mia valutazione personale è quella di una privatizzazione di holding, piuttosto che di segmenti”, ha spiegato Padoan, “perché temo che si possa altrimenti verificare un fatto paradossale: se si decidesse di privatizzare solo l’Alta velocità ci sarebbe l’elevato rischio di fermarsi lì e di perdere una parte dei gioielli di famiglia, e quindi perdere l’occasione di portare a livelli decisamente più alti di quelli attuali gli altri segmenti del trasporto, che invece sono parte dell’obiettivo strategico”.

Comunque, come previsto dalla legge di stabilità, ci sarà una relazione sull’impatto dell’operazione di privatizzazione. “Se l’alienazione avrà luogo prima del 31 dicembre 2016 avverrà prima, se ci sarà bisogno di più tempo in ogni caso avverrà a ridosso”, ha concluso, convinto che l’Italia stia diventando, in misura crescente, un luogo dove è attraente investire grazie alla stabilità finanziaria e istituzionale, all’accresciuta fiducia dei mercati, alimentata dalle riforme istituzionali.

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