Perché sciiti e sunniti si combattono?

islamLa crisi diplomatica tra Iran e Arabia Saudita ha riaperto una vecchia disputa nel mondo islamico, ovverosia quella tra gli sciiti e i sunniti. Perché si combattono? Ce lo spiega Panorama.

Saltiamo di netto il punto di partenza della storia del conflitto religioso fra musulmani Sunniti e Sciiti, che risale addirittura alla successione di Maometto, settimo secolo dopo Cristo. Diciamo invece subito che la contrapposizione fra Sunniti e Sciiti è uno degli assi di conflitto da considerare fondamentale per capire l’attuale esplosione di guerre e violenze in medio oriente. E, anche se più indirettamente, per comprendere relazioni fra l’Islam nel suo insieme e il mondo occidentale, tenendo lontane le banalità o le interpretazioni semplicistiche, come quelle che fanno riferimento a presunti “scontri di civiltà”.

Il conflitto fra Sunniti e Sciiti spiega in buona parte la guerra civile in Iraq, molto di quella in Siria, nello Yemen e l’equilibrio precario in Libano; il ruolo ambiguo della Turchia nei confronti dell’isis. Ovviamente spiega in buona misura l’Isis, che prima di una forza che minaccia l’occidente, va visto come agente di una guerra per il dominio all’interno dei musulmani sunniti e di questi sull’Islam sciita. Molte delle stragi di civili che avvengono in medio oriente – fino all’Afghanistan al Pakistan e all’India musulmana – sono anche, in parte, figlie di questo conflitto.

Come vediamo chiaramente in questi giorni, anche le più contrapposizioni geopolitiche fra le potenze regionali devono essere lette tenendo l’asse di contrapposizione Sunniti-Sciiti ben presente: su tutte, ovviamente, la rivalità fra Arabia Saudita e Iran, le maggiori potenze del Golfo (arabico o persico a seconda dei punti di vista). E le conseguenti alleanze: l’Iran al fianco della Siria di Assad e degli Hezbollah libanesi e, nello Yemen, dei ribelli Houthi. E poi l’influenza sull’Afghanistan.Senza contare l’alleanza di fatto con la Russia di Putin in Siria. L’Arabia Saudita, custode della tradizione sunnita nella versione wahabita, una delle più fondamentaliste dell’Islam, mischia il ruolo di custode della dottrina e della pratica dell’Islam a quello di potenza regionale e sostiene il governo sunnita nello Yemen, molte delle fazioni sunnite in Siria; secondo molti osservatori è anche responsabile dello sviluppo dell’Isis. Al suo fianco ci sono l’Egitto, gli altri paesi del Golfo. Infine c’è anche la strana intesa con Israele, in funzione anti-Iran. Più recentemente. l’Arabia Saudita ha promosso una “strana” alleanza sunnita contro l’isis.

La separazione delle due anime dell’Islam è il frutto di una contesa sulla leadership dopo la morte di Maometto nel settimo secolo dopo Cristo. I sunniti sono la stragrande maggioranza dei circa un miliardo e 600 milioni di musulmani al mondo, si stima fra l’85 e il 90%. Gli Sciiti oscillano dunque fra i 120 e i 170 milioni di persone, a seconda delle stime. Gli Sciiti sono la stragrande maggioranza in Iran; sono in maggioranza in Iraq, Bahrain e Azerbaijan; secondo alcune stime anche nello Yemen. Ci sono poi vaste comunità sciite in Siria, Afghanistan, India, Kuwait, Libano, Pakistan, Qatar, Turchia, ma anche in Arabia Saudita e negli Emirati arabi uniti. È sbagliato pensare che Sunniti e Sciiti si siano sempre combattuti. Condividono lo stesso credo e le stesse pratiche e in molte aree del mondo musulmano hanno convissuto pacificamente. In Iraq inoltre, anche i matrimoni fra membri delle due versione della fede erano, fino alla guerra civile, abbastanza comuni.

Nei paesi governati dai Sunniti, gli Sciiti sono spesso i segmenti più poveri della società. Si sentono vittime di oppressione e discriminazioni. Il caso dell’imam sciita Nimr al-Nimr giustiziato in Arabia Saudita a inizio 2016, risale proprio alle proteste del 2011-2012 in una zona orientale del Paese dove si chiedevano maggiori diritti per la minoranza sciita.

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2 Comments

  • giuseppe Reply

    7 gennaio 2016 at 11:13 am

    Concordo, ma i sauditi si definiscono salafiti più che wahabiti.

  • ruggi Reply

    8 gennaio 2016 at 9:06 am

    manca del tutto un accenno al brave conflitto tra Iran e Iraq durante gli anni ’80 del secolo scorso.

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