Picierno:”Con Apple portiamo 600 posti di lavoro a Napoli”. Ma è una bufala

La nuova bufala targata Pd ha coinvolto persino la Apple. “600 posti di lavoro a Napoli grazie al primo centro di sviluppo app d’Europa”, aveva scritto l’europarlamentare Pd su Facebook. In realtà pare proprio che non sarà così. Lo ha raccontato molto bene Massimo Sideri sul Corriere della Sera.

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di Massimo Sideri

Apple aprirà a Napoli una bella realtà di innovazione con circa 600 persone» aveva detto il 21 gennaio il premier, Matteo Renzi, a Palazzo Chigi. Uno scoop confermato poco dopo da un comunicato della società di Cupertino, dove però si sorvolava sui numeri. L’annuncio sui social network è diventato subito «La Apple apre a Napoli, 600 posti di lavoro» e sulle agenzie «Apple apre a Napoli bella realtà con 600 addetti». Nessuna smentita, nessuna precisazione, nessuna risposta a chi ha chiesto lumi. Anzi, i 600 posti di lavoro hanno iniziato a surfare sulla rete e sui media, complice la brevità dei tweet e la sintesi dei titoli. Ora, qualche dubbio mi era venuto subito visto che la società di Cupertino ha anche un sito dedicato ai posti di lavoro da cui risulta che in Italia i dipendenti sono 1.800. Con 2.400 (+33%) avremmo superato la Germania (2.200) e raggiunto la Francia (2.400). D’altra parte con il numero uno mondiale, Tim Cook, che il giorno dopo era atteso proprio a Napoli con Renzi, era anche comprensibile che non si volessero svelare tutti i particolari, anticipati in parte dal premier.

Purtroppo quei 600 posti di lavoro – che ormai sono scolpiti nella testa di molti come sulla pietra – non ci saranno: il numero è quello degli studenti che verranno selezionati per seguire, nella struttura di una società partner, i corsi di sviluppo sul sistema operativo iOs, cioè quello dell’iPhone/iPad/iWatch. Toccherà a loro dopo il corso cercarsi un’occupazione che però, in quanto sviluppatori, sarà probabilmente non un vero «posto di lavoro», almeno per come tutti noi intendiamo il termine. Basti pensare che in Italia risultano registrati su iOs 264 mila sviluppatori, di cui per la Apple stessa solo 75 mila sono operativi. Va aggiunto che avere delle entrate stabili è molto dura: pochissimi ci riescono e dipendono comunque da una app di successo che ha una vita media di pochi mesi. I 600 posti sono 600 studenti speranzosi. È la magia del rimbalzo o il malinteso della brevità dei 140 caratteri. Magari con l’introduzione dei 10 mila caratteri a cui sta pensando Twitter si riuscirà a veicolare informazioni più precise. O forse sarà il caos definitivo.

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1 Comment

  • Giovanni Bravin Reply

    28 gennaio 2016 at 4:36 pm

    Inoltre, non dimentichiamo un fatto. Nel discorso di fine anno, Mattarella fa una menzione all’evasione fiscale. Proprio nella stessa settimana che la Agenzia Entrate accerta un’evasione da parte di Apple pari a 100, tuttavia si accontenta di concordare un recupero pari a 30…..

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