Prevenzione e riduzione del rischio sismico | di Guido Bertolaso

bertolasoA) Unità di misura: giorno
Il 31 ottobre 2002 una scossa sismica di magnitudo 6.0 fa crollare la scuola elementare di S. Giuliano di Puglia in provincia di Campobasso. Nel crollo muoiono 27 bambini e una maestra.
34 giorni dopo il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Gianni Letta firma il decreto 4 dicembre 2002 n. 4485, con il quale viene costituito un gruppo di lavoro incaricato di predisporre tutti gli elementi indispensabili per la successiva adozione di un assetto normativo provvisorio per la classificazione sismica del territorio nazionale e per la progettazione antisismica.
Dopo altri 40 giorni, nei termini stabiliti dal decreto, il gruppo di lavoro consegna i risultati delle proprie attività.
Dopo ancora altri 60 giorni, esaurite tutte le consultazioni ed acquisiti tutti i pareri necessari, il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi su proposta del Capo del Dipartimento della protezione civile Guido Bertolaso firma l’ordinanza 20 marzo 2003 n. 3274 con la quale, sulla base del lavoro svolto dal gruppo di lavoro, allo scopo di tutelare la pubblica incolumità vengono forniti in via provvisoria primi elementi in materia di criteri generali per la classificazione sismica del territorio nazionale e di normative tecniche per le costruzioni in zona sismica.

B) Unità di misura: anno
Quasi 5 anni dopo il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti firma, sulla base dell’articolo 5 del decreto legge 28 maggio 2004 n. 136, convertito con modificazioni nella legge 27 luglio 2004, il decreto 14 gennaio 2008 recante iltesto aggiornato delle Norme tecniche per le costruzioni.
Dopo altri 3 anni e poco più parte un nuovo processo di revisione delle Norme tecniche per le costruzioni con la firma del decreto n. 460/R.U. del 18.05.2011 del Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici istitutivo di una apposita Commissione per la proposizione di modifiche ed aggiornamenti.
Passano ancora altri 3 anni e mezzo e, con Voto del 14 novembre 2014, l’Assemblea Generale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici esprime finalmente parerefavorevole con osservazioni e raccomandazioni alla bozza di revisione ed aggiornamento delle Norme tecniche per le costruzioni “affinché il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti possa procedere all’emissione del decreto di approvazione”.

A meno di qualche imperdonabile svista, dopo poco meno di altri 2 anni (che sommati ai 3 anni e mezzo precedenti fanno quasi 5 anni e mezzo), a settembre 2016 il decreto di approvazione si fa ancora attendere.
Governare e gestire processi di riforma normativa complessi come quelli di cui sopra non è compito facile, c’è da farsi venire le vertigini; ma qualche volta, come dimostrano i dati più sopra riportati, ci si è riusciti. Impiegare anni e anni ad inseguire (senza portarli a casa) obiettivi di riforma diretti ad accrescere il livello di protezione individuale e collettiva nei confronti del rischio sismico non è accettabile. Cambiano, questo è vero, i Governi, cambiano registi e attori; ma non per questo le responsabilità si attenuano, tanto meno scompaiono alla vista perdendosi nel polverone prodotto dall’incessante tourbillon: a ognuno la sua, per la propria parte e per il tempo che è durata.
L’augurio (ovviamente da estendersi con altrettanto calore anche al complementare percorso di approvazione delle non meno importanti Linee guida per la classificazione della vulnerabilità degli edifici ai fini della valutazione del rischio sismico, anch’esse finite a dormire sonni profondi in qualche esecrabile dimenticatoio pubblico da oltre 2 anni) resta comunque quello che, sia pure per effetto della pressione esercitata da un terremoto che ha fatto quasi 300 vittime e ha scosso profondamente l’opinione pubblica, si faccia non presto ma SUBITO.

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