Primarie Usa: nel New Hampshire la Clinton si sgretola

newhampshireLa prossima tornata elettorale di Usa 2016 per le nomination dei due candidati alla presidenza si svolgerà tra cinque giorni nel New Hampshire. Presentando il primo caucus, avevamo definito piccolo lo stato dell’Iowa. In proporzione, il New Hampshire è uno stato minuscolo. Incastonato tra il Maine a nord, il Vermont ad ovest ed il Massachusetts a sud, è lo stato che ha il più breve tratto di costa tra tutti gli stati rivieraschi degli Usa, meno di 30 km, la distanza sul litorale del Lazio che intercorre dal Lido di Roma a Fregene. Neanche 1,5 milioni di abitanti, il NH è definito lo stato di marmo (The Granite State), ma non perchè il suo motto sia “Live free or Die” (vivi libero o muori) che fa il verso allo spartano “torna col tuo scudo o su di esso”, ma per le sue numerose cave di pregiato granito, attualmente per lo più quasi esaurite od in disuso. La capitale è Concord, ma è così piccola che vanno tutti a Manchester, la cittadina che con 110mila anime è la più grande dello stato. Ma la grandezza non è solo un parametro geometrico. Ed infatti il NH, che fa parte dell’area geopolitica del New England, va fiero di essere stata la prima delle colonie a staccarsi dall’Inghilterra nel 1776, di essere tra i 13 stati fondatori dell’Unione, di essere stato il primo ad adottare una propria costituzione nazionale.
Attualmente, il NH è governato da una una giovane dem di Boston, Margaret “Maggie” Hassan emigrata dal Massachusetts nel NH. Di lei non c’è traccia concreta nella politica di quello stato, tanto che i repubblicani sul prorpio sito hanno messo un counter che segna il tempo da cui la cittadinanza attende che si convochi una riunione nella Town Hall per parlare dei problemi locali. Al momento stiamo a 3 anni, 1 mese, 1 giorno, 6 ore, 26 minuti e 24 secondi, 25, 26….Questa del Town Hall meeting è una usanza politica tipica, quasi un rito della democrazia e dell’espressione della volontà popolare, che dal New England si è poi propagata in tutti gli Stati Uniti. In questo clima di assenteismo del governatorato, il NH è chiamato ad organizzare la prima delle 4 decine di primarie che da qui a luglio dovranno selezionare i candidati alle nomination del GOP e del Dem.
Alcuni candidati sono alla ricerca di una pronto rilancio per uscire dall’anonimato in cui sono stati relegati dai caucus di Des Moines. Questo è il tema prevalente in campo repubblicano, dove le proiezioni di ieri danno Trump col suo 33 % in nettissimo vantaggio su un manipolo di candidati compresi tra il 12 % di Rubio ed il 6% di Christie. Gruppetto che include Cruz, il vincitore dell’Iowa, e Kasich con l’11 %, Boscaglia col 9 %, ma non Jeb Bush, dato ormai per disperso da alcuni, pronto a sorprendere tutti saltando giù dal suo nascondiglio sull’albero secondo altri. Vedremo. Insomma, possono ancora sperare in tanti, mentre Santorum, il cattolico di origine friulana ed irriducibile avversario di Mitt Romney nel 2012 per la nomination del GOP contro Obama, getta la spugna ed invita i suoi numerosi simpatizzanti a riversare i loro voti su Rubio. Il “cubano” ringrazia e continua a far lievitare il consenso sulla sua candidatura. Intanto, almeno nei sondaggi del NH, ha superato Cruz, il “giustiziere” di Trump in Iowa, anche se solo di un punto. In una settimana è passato da un distacco di una decina di punti al vantaggio di uno, e siamo abbastanza certi che non finirà qui.
Per molti versi, e vedrete che diverrà di attualità parlarne, Rubio rappresenta il candidato presidente ideale, perchè dà garanzie sui valori morali ed etici cari ai conservatori, è forte in politica estera ed in quella economica, è attento al sociale tanto da poter essere gradito anche a larghe fasce di sostenitori dem, per non dire della sua popolarità tra i latinos, lui figlio di esuli cubani, esperto per definizione di problematiche dell’immigrazione. Ma purtroppo ha un enorme problema di coerenza con le donne sul tema dell’aborto. Lui è un antiabortista convinto e senza deroghe, e questo è uno dei punti sul quale è attaccabile e scoperto, cioè quello della libertà di aborto delle donne violentate che si rifiutano di partorire un figlio frutto di uno stupro. Il GOP teme che Rubio possa perdere sui temi etici i consensi acquisiti in altri campi, per questo all’interno del partito le resistenze nei suoi confronti sono ancora enormi.
Completamente differente la situazione in campo Dem dove ci sono solo due candidati, con uno, la Hillary Clinton, che è il nominato in pectore del partito del somarello, che spera per sè primarie edulcorate, solo pro-forma e non sanguinose come quelle che auspica in campo GOP; il secondo, Sanders, che è invece uno strenuo combattente che ha il suo vero avversario nell’apparato del partito Dem più che nell’inconsistente figura della ex first lady. I polls di ieri davano Sanders nettamente avanti, 56 % a 38 %, cioè con 18 punti sulla Clinton. Ma siamo appena venuti in possesso della previsione di oggi elaborata dall’Università del Massachusetts con il canale televisivo di informazione Lovell 7 News che nel NH dà Sanders addirittura al 68%, ovvero che il “socialista” avrebbe più che doppiato nel gradimento una Clinton ancorata ad un mortificante 30 %, che è un dato inferiore addirittura a quello di Trump, che però di avversari ne ha ancora 6 o 7, non uno solo come lei.
Insomma, per quanto si tratti di dati previsionali, nello Stato del Granito il piedistallo di marmo su cui hanno issato la statua di cera della Clinton si sta letteralmente sgretolando. Ora è vero che il NH è minuscolo, è vero che sono sondaggi, è vero che a livello nazionale la Hillary conserva un rassicurante margine di 14 punti di vantaggio (51 % contro 37 %) su Sanders, ma la quasi sconfitta dell’Iowa – dove il risultato ufficiale, uno scarto dello 0,2 %, è ancora più risicato di quello ufficioso dello 0,34 % – e la disarmante batosta che le sta per arrivare addosso tra 5 giorni cominciano a sembrarci dei veri segnali d’allarme, che se confermati potrebbero stravolgere tutti gli scenari a favore di Sanders. Perchè questi non dovrebbe sperare di farcela? Chi allunga di 8 punti in un solo giorno a livello locale, ne può rimontare anche 14 a livello nazionale in 5 mesi. The best is yet to come, fasten seat belts.
Rosengarten

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Romana, 19enne, studentessa al Department of Economics presso Primaria Università Usa, ama la discomusic, la storia, la natura selvaggia, gli animali e la finanza etica, ma soprattutto viaggiare. Abituata a lottare contro due fratelli più grandi per trovare uno suo proprio spazio vitale, formazione cattolica, schierata a destra, idealista si contrappone al dissoluto materialismo dilagante di una sinistra immorale, rozza e corrotta. Nel tempo libero si diletta in cucina. Tanti, troppi amici, poco tempo da dedicare a loro.

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