Putin attacca Lenin:”Piazzò una bomba ad orologeria sotto lo Stato”

Russian President Vladimir Putin speaks during the meeting of the Presidential Council for Science and Education at the Kremlin in Moscow, on January 21, 2016. / AFP / POOL / SERGEI ILNITSKY

Vladimir Putin torna a criticare Lenin. Lo ha fatto ieri, intervenendo a un forum a Stavropol. Il leader del Cremlino ha accusato il padre della rivoluzione d’ottobre di aver piazzato “una bomba a orologeria sotto l’edificio dello Stato”, delineando i confini delle repubbliche sovietiche “in maniera assolutamente arbitraria”, non tenendo conto della diversità dei diversi gruppi etnici.

Putin ha criticato anche le repressioni perpetrate dal governo bolscevico, compresa l’uccisione dell’ultimo zar Nicola II e dei suoi familiari. Il presidente russo ha confessato di aver conservato la sua tessera del partito comunista sovietico e di nutrire ancora una forte ammirazione per gli ideali socialista. “Non ho buttato la mia tessera del partito, né l’ho bruciata, sta ancora lì da qualche parte”, ha detto, aggiungendo: “Non ero membro del partito per necessità, anche se non posso dire di essere stato totalmente un comunista ideologico. Mi piacciono ancora gli ideali comunisti e socialisti, sono un po’ come la Bibbia: sono ideali positivi – uguaglianza, fratellanza, felicità, ma l’applicazione pratica di questi ideali nel nostro Paese è stata ben lontana da quanto pensavano i socialisti utopici.

Putin ha evitato poi di pronunciarsi sul possibile destino della salma di Lenin: “Credo che dovremmo affrontare una questione di questo tipo con prudenza, evitando iniziative che possano portare a delle divisioni nella nostra società, che anzi ha bisogno di essere più unita”.

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1 Comment

  • riudecols Reply

    27 gennaio 2016 at 10:40 am

    Secondo il mio giudizio si dimostra un uomo con cervello.

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