Putin privilegia l’Italia nel progetto del nuovo gasdotto

Di Redazione, il - # - 2 commenti

gasdotto-188242L’Italia è tenuta in grande considerazione da Vladimir Putin: il presidente russo sta infatti studiando un modo per includere le aziende italiane nel progetto di ampliamento del gasdotto Noed Stream 2, che porta il gas russo in Europa passando per la Germania e saltando, dunque, l’Ucraina. Ne ha parlato Francesco Gerosa su Milano Finanza.

di Francesco Gerosa

Nel fine settimana si è tenuto un colloquio telefonico tra il premier italiano, Matteo Renzi, e il presidente russo, Vladimir Putin, con l’obiettivo di “proseguire il lavoro congiunto a beneficio dell’implementazione dei progetti energetici vantaggiosi per entrambi”. In particolare, Putin si sarebbe impegnato a studiare l’ingresso dell’Italia, attraverso il gruppo Eni , nel raddoppio del gasdotto Nord Stream 2 per trasportare gas russo in Europa attraverso la Germania bypassando l’Ucraina.

I lavori per la costruzione del gasdotto Nord Stream 2 prevedono investimenti complessivi intorno a 10 miliardi di euro (South Stream sarebbe costato 20 miliardi di euro) con una capacità totale che supererebbe i 110 miliardi di m3 di gas in Europa al 2019 con 4 linee (quindi comprese le 2 già esistenti).

La sola commessa per la stesura del gasdotto offshore potrebbe valere 1,5 miliardi di euro. Saipem aveva già eseguito i lavori per la prima tratta. Ipotizzando per il progetto un’ebitda margin del 10%, il contributo potrebbe essere pari a circa 150 milioni di euro su un arco di due anni. Questo progetto avrebbe un net present value (valore attualizzato) pari a 100 milioni di euro ovvero pari a circa il 3% dell’attuale capitalizzazione di Saipem .

L’aggiudicazione del progetto sarebbe quindi una notizia positiva per Saipem che guardacaso oggi sale del 4,06% a 7,04 euro in borsa. Tuttavia sussistono molte incertezze e rischi principalmente di natura politica con il rischio di forti ritardi nell’assegnazione dopo le cancellazioni del South/Turkish Stream lo scorso anno.

“Il gasdotto Nord Stream 2 rappresenterebbe un ottimo progetto potenziale per Saipem che ha già realizzato i gasdotti del Nord Stream per un valore complessivo di oltre 1 miliardo di euro e potenzialmente con margini ampiamente a doppia cifra”, commentano gli analisti di Equita.

Anche per gli analisti di Icbpi qualsiasi coinvolgimento di Saipem nel progetto North Stream 2 sarebbe molto positivo per il gruppo italiano, che ha visto svanire il contratto South Stream da 2,4 miliardi di euro nel corso del 2015, contratto che avrebbe dovuto essere sostituito da uno di dimensioni simili per il progetto Turkish Stream, anche questo abbandonato.

Ma, ricordano gli esperti di Equita, il progetto deve ancora avere l’autorizzazione della Commissione europea secondo le regole del terzo pacchetto energetico e le politiche di antitrust Ue. “I primi rumor provenienti da Bruxelles lasciano immaginare che le stesse obiezioni per South Stream vengano avanzate anche per il Nord Stream 2, ossia che le infrastrutture una volta giunte su suolo europeo devono essere rese disponibili a soggetti terzi per la distribuzione del gas”, spiegano gli analisti di Equita.

Inoltre l’effetto netto della costruzione del gasdotto sarebbe l’indebolimento dell’Ucraina e un rafforzamento della Russia: una contraddizione politica, visto che Bruxelles sostiene Kiev. Equita ha quindi ribadito il rating hold e il target price a 8 euro su Saipem , lo stesso giudizio che ha su Eni con un prezzo obiettivo a 16,5 euro. Mentre Icbpi ha il rating e il target price su Saipem in revisione.

Al momento in borsa Eni sale dell’1,10% a 12,84 euro nonostante i prezzi del petrolio continuino a scendere in scia al rallentamento dell’economia cinese e all’eccesso di offerta di oro nero sui mercati. Il Brent lascia sul terreno il 2,98% a 32,55 dollari al barile con un minimo a 32,49 dollari e il Wti il 2,62% a 32,29 dollari, appena sopra il minimo intraday a 32,28 dollari.

“Crediamo che la continua debolezza del prezzo del petrolio in questa prima parte dell’anno possa continuare a influire sulla performance delle aziende del settore”, prevedono gli analisti di Banca Imi. “Il sentiment del mercato è ancora negativo sulle commodity. Anche se le nostre stime indicano un prezzo medio del Brent di 44 dollari al barile nel primo semestre di quest’anno, non riteniamo che questa debolezza cambierà nel breve termine. Non escludiamo che le società del settore possano migliorare i loro obiettivi di efficienza e abbassare i loro investimenti nei prossimi anni”.

Riproduzione riservata - ©2016 Qelsi Quotidiano
  • mareczek

    Scopo di Putin – dividere europa – di italia non lo frega niente -invece crede che italia è punto debole della UE – più facile da convincere

  • mareczek

    secondo motivo gasdotto passante sotto Baltico per sorpassare e punire stati Baltici e la Polonia – –
    il più lungo e costa 5 volte di più –
    ma bisogna far piangere alcuni perché non hanno ubbidito Zar Putin –
    BRAVA UE UNITA — COMPLETA COLLABORAZIONE hi hi




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