Quando il giornalismo puzza più dei cani

Di Silvia Cirocchi, il - # - Replica

FullSizeRender (6)Chissà se qualcuno in realtà raccontasse che Berlusconi adora a tal punto i “dudini” da volerli ogni sera accanto a sé quando si cena, per poterli coccolare. Chissà se qualcuno raccontasse che non c’è nessuna crisi tra il Presidente di Forza Italia e la sua compagna. Chissà se qualcuno raccontasse che nulla del gossip di bassa lega che ha caratterizzato questa giornata ha qualche fondamento di verità. Chissà se qualcuno raccontasse che i falchetti (probabilmente pilotati da qualcuno) abbandonati a loro stessi e senza futuro sarebbero disposti a tutto per di avere un po’ di visibilità e non finire nel dimenticatoio delle nullità.
Chissà…

Ma non lo potremo mai sapere, perché quello sarebbe giornalismo. Quello vero.
Invece è più facile parlare di scandali, di tradimenti, di nuovi amori, di vecchie liti. E’ più facile credere a chi, senza scrupoli, senza coscienza, senza pudore, preferisce riportare notizie false. Poco importa del danno che si può arrecare alle persone, alle famiglie. Tutto passa in secondo piano davanti al livore e al risentimento.

Una volta esisteva il giornalismo, quello che faceva innamorare. Quello che sapeva davvero raccontare gli avvenimenti che badate, potevano essere anche forti, pungenti se necessario, ma veri.
Sono sempre esistiti i giornali scandalistici, ed è normale che lancino scoop sulla vita personale di personaggi pubblici, nessuno si aspetta nulla di diverso quando, seduto dal parrucchiere, tiene tra le mani Novella 2000. Ci si aspetta qualcosa di diverso quando si prende in mano un quotidiano che dovrebbe raccontare la politica attraverso i fatti, non attraverso la vita personale.

Ma viviamo in paese che si scandalizza per un politico che parcheggia per cinque minuti la macchina in doppia fila (quando da ministro non ha mai utilizzato l’auto blu), ma considera normale la pubblicazione di intercettazioni telefoniche private.

Viviamo in un paese in cui è più importante sapere con chi vai a letto invece di preoccuparsi di quello che fai in Parlamento.

Ma è così difficile smettere di fare attacchi personali e confrontarsi sulle idee. Tornare ai vecchi dibattiti, anche accesi e cruenti, ma dibattiti sui programmi, sulla politica.
Come si può pensare che oggi l’Italia, e anche nei giorni scorsi, si sia fermata a parlare di due coniglietti, pardon falchetti, che non hanno dato nulla e nulla avranno mai da dare al panorama politico italiano.
Dove sono finiti tutti i giornalisti seri? Davvero sono tutti pronti a vendersi per qualche click in più?
Non voglio crederlo, non posso crederlo, o dovrei perdere la fiducia…

Proviamo a chiuderla qui, a non andare oltre, a fermare questo circo prima che scada definitivamente nel ridicolo.
Nessuna ventenne, nessuna crisi, tanto amore per gli amici a quattro zampe.

E ora, Cristo Santo ridateci la politica!

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