Quanto vale la morale del Pd

Di Eugenio Cipolla, il - # - 1 commento

PDMAFIADiceva saggiamente il buon Pietro Nenni che a fare i puri, troverai sempre uno più puro che ti epura. Ed è ciò che sostanzialmente è successo al M5S con il caso Quarto, dove sembra, il garantismo è sempre d’obbligo, sopratutto con i “nemici”, che la Camorra spingesse persino le 80enni a votare il movimento di Beppe Grillo. Al di là del merito della vicenda, che verrà stabilito dalla magistratura (si spera), c’è un sostanziale problema di fondo che riguarda le polemiche politiche seguite alla pubblicazione della notizia e di alcune intercettazioni abbastanza eloquenti (da prendere comunque con le molle, perché al telefono, si sa, tendiamo a fantasticare tantissimo).

Che al M5S fosse finita così prima o poi, ossia che anche le cellule maligne della società si fossero infiltrate nel movimento dei duri e puri, come accade ovunque d’altronde, lo sapevamo un po’ tutti. Ma che il Pd si erga (nuovamente) a paladino della moralità, scagliandosi contro il M5S con il mero fine di ricavarne consenso elettorale, è davvero una mossa squallida e poco sensata per il semplice fatto che a Largo del Nazareno di puri non ce ne sono più da tempo, o forse non ce ne sono mai stati.

Ricordare è uno sporco lavoro e qualcuno deve pur farlo. E siccome nessuno dei grandi “giornaloni” si azzarda a farlo, magari nel timore di essere messo nella black-list di Palazzo Chigi, lo facciamo noi. Perché il Pd è coinvolto nei più grandi scandali degli ultimi vent’anni: Mafia capitale, Expo, Mose, Banca Etruria, Mps, Coop etc. etc. etc. Dunque, che morale può fare un partito del genere?

Per carità, la tentazione di dare una lezione al M5S, che si è sempre dichiarato ontologicamente diverso e superiore alla vecchia classe politica, è forte, ma non bisogna mai cascare nella tentazione di tagliarsi le palle per fare un dispetto alla propria moglie. Potremmo fare mille esempi per ricordare al Pd di cosa si sono macchiati alcuni suoi esponenti. Potremmo ricordare la recente vicenda del conflitto d’interessi della Boschi, le dritte a De Benedetti su Banca Etruria, il ritorno del compagno Greganti, gli “impresentabili” nelle liste campane. Sarebbe una lista lunga e dettagliata, piena di nomi passati ma sopratutto attuali. Come quello di Micaela Campana, che siede tutt’ora in Parlamento, e per sms chiamava Salvatore Buzzi “grande capo”. Basterebbe solo questo per far ritirare quelli del Pd. Perché il bue che dice cornuto all’asino, quando esagera, si può anche zittire.

@eugcipolla

Riproduzione riservata - ©2016 Qelsi Quotidiano
  • Ivan Basso

    Da quello che ho sentito nei “TG nazionali”, il governo / (il pd) stà muovendo mari e monti al fine di gonfiare il caso, ma, .. come appunto già chiaramente scritto nell’articolo, si stà dando del cornuto all’asino, inoltre l’ M5S si è già mosso, anche al fine di vedere se “per caso” questo non sia l’ennesimo tentativo del pd di comprometterlo; chi dice che l’ordine di “inquinare” non sia partito proprio da loro ? ed infine, vi immaginate se il pd cacciasse tutti i suoi indagati … starebbe fresco.




Seguici

Ogni nuovo post ti verrà inviato alla tua Email

Unisciti agli altri iscritti: