Renzi alza le tasse aeroportuali e RyanAir taglia 600 posti di lavoro

20150410_velivolo-ryanairLa decisione del governo Renzi di aumentare le tasse aeroportuali su ogni singolo passeggero non è stata ben accolta da RyanAir: la compagnia low cost irlandese ha deciso come conseguenza all’aumento di chiudere due dei quindici hub italiani e di tagliare sedici tratte. In totale, si sono perso 600 posti di lavoro. Ne ha parlato Laura Della Pasqua su Il Tempo.

di Laura Della Pasqua

Fare scalo negli aeroporti italiani costa troppo e Ryanair ha deciso di chiudere due (Alghero e Pescara) delle 15 basi nel Paese, tagliare 16 rotte e 600 posti. La conseguenza è la perdita di 800mila clienti e lo spostamento dagli aeroporti regionali agli scali di Roma e Milano. In particolare, saranno aperte quattro nuove rotte dalla capitale e nove da Malpensa e Orio al Serio. L’annuncio è arrivato dal direttore commerciale della compagnia low cost irlandese, David O’Brien, che ha attaccato il governo italiano per l’aumento delle tasse aeroportuali da 6,5 a 9 euro (10 euro a Roma).

Ma Ryanair se l’è presa anche con Alitalia, ricordando che le tasse aeroportuali vanno a finanziare il Fondo per l’integrazione al reddito dei dipendenti del trasporto aereo e pertanto, in gran parte, il personale Alitalia in esubero. «Ryanair non intende finanziare l’Alitalia. Lo dovrebbe fare qualcuno ad Abu Dhabi, non certo noi» ha detto polemicamente O’Brien. Per il top manager l’inasprimento fiscale danneggerà il turismo. A Ryanair, come compagnia aerea più grande in Italia, volando su 26 aeroporti e trasportando 27 milioni di clienti non è stata lasciata altra scelta se non quella di chiudere due delle sue 15 basi italiane e spostare i suoi aeromobili, piloti ed equipaggi verso Paesi con costi più bassi per il turismo. Interromperemo anche tutti i nostri voli all’aeroporto di Crotone e saremo costretti ad effettuare ulteriori tagli alle rotte sui nostri aeroporti regionali italiani».

Per il top manager della low cost la decisione di Renzi «danneggerà pesantemente il turismo, con pesanti ricadute sull’occupazione giacchè l’inasprimento fiscale consegna un’opportunità d’oro di crescita ad altre destinazioni in Spagna, Portogallo e Grecia che hanno minori costi». Riguardo al potenziamento delle rotte sulla capitale, la low cost irlandese ha annunciato quattro nuove rotte per Lanzarote, Norimberga, Praga e Sofia e nuovi collegamenti invernali per Alicante, East Midlands, Malaga e Trapani e più voli per Atene, Bari, Berlino, Bruxelles, Budapest, Edimburgo e Manchester. Questo incremento della presenza sulla Capitale, secono la low cost, «permetterà di trasportare oltre 9 milioni di clienti all’anno e sostenere nei due aeroporti di Fiumicino e Ciampino 6.900 posti di lavoro».

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1 Comment

  • Giovanni Bravin Reply

    3 febbraio 2016 at 10:02 am

    Renzi NON ha imparato la lezione sulla curva di Laufer, impartitagli da Netanjau.
    Inoltre, ci dimostra che con la sua presunta onnipotenza, ha provocato con una sola mossa, danni a molti settori!

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