Sala vuole vietare la parola “immigrati”: «Se sarò sindaco, non li chiameremo più così»

GIUSEPPE SALAGiuseppe Sala è ufficialmente il candidato sindaco del Pd a Milano da un giorno e già iniziano a far discutere le sue dichiarazioni. Dopo la vittoria delle primarie, l’ex commissario di Expo ha dichiarato: «Spero di diventare sindaco e spero alla fine del mio mandato di non chiamarli più immigrati. Sono parte delle popolazione». Ne ha parlato Giulia Bonaudi su Il Giornale.

di Giulia Bonaudi

Giuseppe Sala è il candidato sindaco del centrosinistra a Milano. Il commissario unico di Expo ha vinto le primarie.

Una vittoria aspettata, ma non scontata. Sala ha vinto ma non stravinto. Complici della vittoria anche gli immigrati che si sono recati in massa alle urne per votare il candidato dem.

Di fronte all’endorsement della comunità cinese, Beppe Sala non è rimasto indifferente e si è espresso così a proposito degli immigrati: “Anche loro sono milanesi. A Milano credo che ci sia più del 15 per cento di immigrati”, ha detto il candidato sindaco del centro-sinistra. “Spero di diventare sindaco e spero alla fine del mio mandato di non chiamarli più immigrati. Sono parte delle popolazione”, ha poi aggiunto.

Non è un novità che la sinistra strizzi l’occhio agli immigrati, aspettandosi che quella fetta di popolazione divenga prima o poi votante a tutti gli effetti. Un auspicio che le parole di Sala sembrano confermare. Sarà da valutare, tuttavia, se quei futuri elettori vorranno effettivamente dare il loro appoggio (vedi voti) a candidati così lontani dalla loro cultura e dalle loro tradizioni. Una scommessa che la sinistra è pronta a fare ma che potrebbe rivelarsi un boomerang clamoroso.

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