Si indaghi sull’altalena in borsa di questi giorni

mercati finanziariI titoli azionari sono andati in discesa per giorni sulla base di allarmi che non sono stati smentiti per giorni dalla Commissione di Vigilanza sulle banche della BCE; dopo alcuni giorni la BCE prende posizione con le parole di Mario Draghi e i titoli bancari crescono in una maniera incredibile: ieri ad esempio il Monte dei Paschi di Siena è cresciuto del 44%. Forse sarebbe il caso di fare chiarezza sull’altalena di questi titoli: ne ha parlato Filippo Buraschi su Milano Finanza.

di Filippo Buraschi

Facciamo un po’ di conti. Alla chiusura di ieri Mps valeva il 56% in meno rispetto all’inizio dell’anno e il 43,2% in meno rispetto a venerdì 15. Per Banca Carige il saldo era rispettivamente -47% e -32%, per il Banco -29% e -22%, per la Bper -23% e -16%, per Unicredit -25% e -15% e per Ubi -24% e -15%. Temperature siberiane dopo un sell-off violentissimo che aveva sì colpito tutti i mercati ma che si era accanito con particolare veemenza – e con motivazioni più o meno convincenti – sulle banche italiane. Alla base una presunta richiesta di azioni aggiuntive sulle sofferenze imposta dalla Vigilanza Bce, quando in realtà la suddetta richiesta non era altro che un questionario sulle procedure per la gestione dei crediti deteriorati. Praticamente un non-evento.

La signora Nouy, il capo della Vigilanza, per solito molto solerte nel rampognare le banche, specie se italiane, ha impiegato ben tre giorni – e tre sedute di borsa da tregenda – a fare chiarezza sulla vicenda e l’ha fatto solo perché costretta a rispondere sul tema in un’audizione alla Commissione economica del Parlamento. Prima si è limitata ad assistere al tracollo degli istituti senza battere ciglio. Un po’ come un vigile urbano che sta a bordo strada e interviene a dirigere il traffico soltanto dopo il terzo incidente mortale. Poi si è ricordata che la sua struttura aveva vivisezionato quelle stesse banche attraverso i più acrobatici stress test e le aveva promosse; a quel punto, su richiesta, si è sentita in dovere di dire: “Tranquilli, quelle banche sono a posto”.

Un atteggiamento che il presidente della Bce, Mario Draghi, non ha troppo gradito se è vero che nel corso della conferenza stampa post direttivo, ha ribadito in modo chiaro e inequivocabili, anche con maggiori dettagli, che hanno accantonamenti in linea con quelli degli altri istituti di credito dell’Eurozona e hanno anche un alto livello di garanzie e collaterali e che a nessuno saranno richiesti ulteriori accantonamenti o aumenti di capitale che il problema degli npl non si può risolvere in quattro e quattr’otto.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti con il maxi rimbalzo di oggi che ha quasi cancellato tre giorni di picchiata: Mps +43%, Carige +30%, Bper +11%, Banco +10%, Unicredit +8% e Ubi +6%.

Consob ha monitorato per tutta la settimana l’andamento dei titoli a caccia di movimenti anomali e bloccando su alcuni le vendite allo scoperto. Ma di certo nel corso dei vari raid basati sul nulla (o quasi) qualcuno ci ha guadagnato eccome perché pensare che da un giorno all’altro una banca possa valere il 30% in più o il 40% in meno è follia. Oppure pura speculazione. E allora un’indagine approfondita da parte delle autorità è un atto dovuto. Specie in un momento in cui il risparmio viene preso a sberloni.

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1 Comment

  • Giovanni Bravin Reply

    22 gennaio 2016 at 1:30 pm

    Cambia l’obiettivo, ma le armi “finanziarie” utilizzate sono simili. Ricordate la vicenda SPREAD?
    Finanziatori stranieri erano interessati ai titoli italiani solo se ne potevano ricavare il massimo guadagno!

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