Sostenere unioni civili e famiglia allo stesso tempo è possibile

familiesstructureIl dibattito sulle unioni civili e sul ddl Cirinà ha spaccato in due il paese: sembra ch si debba stare per forza o di qua o di là, o a favore o contro. Eppure, le persone nel mezzo sono tante e Sergio Soave su Il Foglio spiega il pensiero di queste persone.

di Sergio Soave

A leggere i giornali e ad ascoltare gli innunervoli confronti televisivi si direbbe che sulla questione delle unioni civili esista una barriera invalicabile che divide la popolazione. O si sta da una parte, quella che ha dato vita a varie manifestazioni a sostegno dei diritti degli omosessuali, o si sta dall’altra, quella che si riunirà a Roma il 30 gennaio a difesa della famiglia. E’ prova di schizofrenia approvare ambedue le manifestazioni? E’ segno di sincretismo e di incoerenza pensare che esiste una vasta area di possibile sovrapposizione tra due opzioni presentate cone irriducibilmente alternative? Se è così, confesso di essere in preda a schizofrenia e incoerenza.

Cerco di spiegarmi. Credo che riconoscere alle coppie omosessuali uno status non discriminatorio, considerare utile a loro e alla società la reciproca assistenza, la condivisione di aspetti materiali della vita e delle aspettative per la vecchiaia, sia una applicazione del principio di eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Credo anche che la famiglia sia il nucleo fondamentale della società, che pur nei profondissimi cambiamenti indotti dalla emancipazione femminile e dalla secolarizzazione, essa vada difesa nel suo ruolo insostituibile di riproduzione non solo biologica della popolazioen e della sua civiltà, persino della sua tradizione.

Quello che invece non capisco è perchè queste due affermazioni debbano essee considerate in contraddizione tra loro. Non vedo che danno patiscano le famiglie da una stabilizzazione delle relazioni omosessuali (che esistono prima e indipendentemente da qualsisi legge), non vedo perchè gli omosessuali dovrebebro considerare i loro diritti antagonistici con una difesa dell’istituto famigliare e del matrimonio, e nemmeno perché dovrebbero aspirare a una pura e semplice omologazione del loro rapporto a quello matrimoniale. Naturalmente se si aggiungono alle motivazioni che ho citato altre interpretazioni legittime ma non logicamente necessarie, come fanno talora i “fondamentalisti”, le differenze diventano opposizioni, le opposizioni conflitti.

Capisco anche che ci possa essere un interesse politico a cavalcare questi conflitti, anche se a me sembra che sarebbe più proficuo agire per stemperarli, ma, in questo come in tanti altri casi, penso che la moderazione sia meglio dell’estremismo e della radicalizzazione. Naturalmente ragiono in termini di ordine civile, uno spazio che ha una sua autonomia relativa dall’ordine morale. Invece di dire che le unioni civili ledono il matrimonio o, al contrario, che debbono diventare un matrimonio, preferisco che vengano rafforzati, nella loro differenziazione che corrisponde a situazioni di fatto non coincidenti, sia le une che l’altro. Non sono le unioni civili a minare la famiglia, che nel nostro paese è sempre meno feconda. Bisogenrebbe interrogarsi sulle radici culturali e antropologiche, oltre che economiche, di questo declino, invece di attribuirlo a fattori irrilevanti, ma forse è chiedere troppo.

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