Spagna: Podemos fa l’anticasta ma intasca i soldi pubblici

podemosIn Spagna Podemos ha fatto una campagna elettorale non troppo diversa da quella del Movimento 5 stelle, e come i 5 stelle ha parlato per tutta la campagna elettorale contro la casta. I soldi pubblici però li ha incassati eccome, come ci rivela Maurizio Stefanini su Il Foglio.

di Maurizio Stefanini

Da tempo in Spagna in molti ironizzano sul fatto che se la proposta di reddito di cittadinanza di Podemos fosse attuata, alle casse dello stato servirebbe una moltiplicazione dei pani e dei pesci. Nell’attesa, il movimento di Pablo Iglesias sta effettivamente sperimentando una tecnica piuttosto peculiare di moltiplicazione delle entrate attraverso una moltiplicazione dei suoi gruppi parlamentari. Se ci riuscisse, con 69 deputati potrebbe ricevere 2.735.125,56 euro di finanziamenti: quasi quanto i 2.771.908,20 del Partito popolare, che di deputati ne ha 123.

In Italia c’è il precedente del Pci, che durante la Prima Repubblica votava due volte in assemblea dei capigruppo grazie al marchingegno della Sinistra indipendente: candidati non iscritti al partito che però si presentavano sulle sue liste, e a cui veniva poi raccomandato di costituirsi in gruppo autonomo. Podemos vorrebbe però dividersi addirittura in quattro. 42 eletti andrebbero infatti nel gruppo nazionale. Dodici con En Comú Podem: lista che in Catalogna ha messo assieme le ali locali di Podemos e Sinistra Unita, più alcune frattaglie minori, ma senza i nazionalisti locali. Nove con Compromís-Podemos-És el moment: Podemos della Comunità di Valencia più nazionalisti locali e un paio di gruppi verdi, ma senza Sinistra unita. Sei con En Marea: Podemos della Galizia con nazionalisti locali e Sinistra unita assieme, più i soliti gruppi minori. Una geografia elettorale a geometria variabile, che secondo la tesi di Podemos giustificherebbe la quadripartizione.

Il regolamento lo consente? Vi sono molti dubbi, e comunque il Partito popolare e Ciudadanos sono risolutamente contrari. Ma Podemos ha presentato proprio la richiesta di poter fare quattro gruppi come condicio sine qua non per votare un socialista alla presidenza del Congresso. Un passo che potrebbe segnare un avvicinamento anche in chiave di formazione di una coalizione di governo tra Psoe e Podemos, anche se tutti i leader regionali socialisti sono contrari all’ipotesi. Diplomaticamente, il portavoce del gruppo del Psoe al Congresso dei Deputati Antonio Hernando ha risposto: “(la quadripartizione dei gruppi parlamentari) è un tema che stiamo studiando. Ci sono molti problemi regolamentari e questioni di interpretazione e giurisprudenza che stiamo studiando”.

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