Tangenti in cambio di sentenze favorevoli: arrestati due giudici

Di Redazione, il - # - 3 commenti

giudici tributari tangenti milano arrestatiDue giudici tributari sono stati arrestati a Milano per aver intascato bustarelle in cambio di sentenze favorevoli: ne ha parlato Claudia Guasco sul Messaggero.

di Claudia Guasco

E’ una storia di bustarelle, banconote segnate e pedinamenti di finanziari in borghese come ai tempi di Mani pulite. Mazzette in cambio di sentenze addomesticate sui contenziosi fiscali. E i soldi delle tangenti venvivano poi equamente spariti. Con l’accusa di corruzione sono stati arrestati dal nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza Marina Seregni, commercialista settantenne di Monza oltre che giudice tributario di primo grado, e Luigi Vassallo, giudice tributario d’Appello, gia’ finito in carcere il 17 dicembre 2015 per essere stato colto in flagrante mentre incassava 5 mila euro, prima fetta di una presunta tangente da 30 mila euro. Vassallo e’ in una cella di Opera, dove oggi gli è stato notificato il nuovo ordine di custodia cautelare, mentre Marina Seregni è stata portata nel carcere milanese di San Vittore.

Nell’ambito dell’inchiesta condotta dai pm Eugenio Fusco e Laura Pedio, la giudice Seregni era già stata interrogata nel dicembre 2015 per una telefonata di Vassallo registrata sulla sua segreteria. Il giudice sollecitava un incontro, spiegando di avere urgenza di parlare con lei in merito a due processi: “Anche di una pratica che mi interessa”, aggiunge. La commercialista monzese ha dapprima respito le accuse dichiarandosi vittima di una millanteria, ma le indagini hanno imboccato la strada opposta. Dall’analisi dei documenti sequestrati nello studio di Vassallo sarebbe infatti emerso un meccanismo corruttivo ben oliato: il magistrato, per conto di privati e aziende che avevano problemi con il fisco, avrebbe agito in qualità di giudice per condizionare le sentenze o come intermediario rivolgendosi ad altri giudici compiacenti. Uno di questi, secondo la Procura di Milano, sarebbe stata appunto la Seregni, con la quale Vassallo si sarebbe poi spartito le mazzette versate direttamente in contanti o camuffate come fatturazioni di consulenza. Da qui l’accusa di corruzione in atti giudiziari e di induzione indebita a dare o promettere utilità.

I pm contestano una presunta tangente di 65 mila euro versata da Luciano Ballarin, amministratore unico della Swe-co Sistemi Srl, a Vassallo e spartita con Marina Seregni per pilotare una sentenza della Commissione tributaria provinciale di Milano. Quest’ultima, per conto dell’Agenzia delle entrate, aveva mosso nei confronti della Swe-Co Sistemi Srl una contestazione fiscale di circa 14 milioni di euro. L’inchiesta nasce nel novembre 2015 con la denuncia della Dow Europe Gmbh, multinazionale della chimica che fattura 58 miliardi di dollari l’anno, con 53 mila dipendenti nel mondo e un contenzioso fiscale in corso. I rappresentanti della società, contattati da Vassallo, hanno pero’ rifiutato l’ipotizzata proposta corruttiva e hanno denunciato il giudice tributario, fingendo comunque di stare al gioco. Il giorno della consegna del denaro, nello studio della società Crowe Horwath Saspi di Milano, fra gli impiegati c’erano anche gli uomini della Gdf, intervenuti per arrestare Vassallo per “induzione indebita a dare o promettere utilità” proprio mentre incassata la prima tranche della mazzetta. Il ruolo di Marina Seregni, allora fumoso, seccondo la Procura emerge ora con chiarezza: per i pm i due giudici tributari erano d’accordo e agivano “in concorso tra loro”. Una vicenda, dicono gli investigatori, ancor piu’ impressionante se si scorre la carriera di Vassallo: avvocato cassazionista, professore a contratto all’Università di Pavia, da anni giudice nelle controversie fiscali, nel 2013 ha lavorato con enti pubblici come Regione Lombardia e l’Osservatorio della mediazione tributaria per conto dell’Agenzia delle entrate ed e’ stato presidente di organismi di vigilanza di grandi gruppi industriali con un incarico specifico: prevenire i reati societari.

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  • riudecols

    Lo sempre sostenuto i giudici,non tutti,ma Buona parte ,sono corrotti e da imprigionare.

  • Giovanni Bravin

    Fatti riscontrabili molto facilmente.
    Mattarella, nel discorso di fine anno, cita la lotta all’evasione.
    Proprio nella stessa settimana che l’Agenzia Entrate ci comunica di avere accertato una elusione di tasse della Apple per 100, ma si accontenterà di transare a 30!
    Precedenti casi Luciano Pavarotti e Valentino Rossi.

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